Assemblea privata di Confindustria

Lavoro, Bonomi: serve parola chiara su riforma ammortizzatori e politiche attive

Secondo il presidente dell’associazione datoriale il confronto «dovrebbe avvenire tra Governo, sindacati e imprese in compresenza, fino alla chiusura in tempi rapidi su tutti gli aspetti»

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (foto Ansa)

3' di lettura

«Serve una parola chiara sulla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro», ha sottolineato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenuto oggi all'Assemblea privata della Confederazione, che ha approvato all’unanimità Il Bilancio 2020.

« Da luglio 2020 - ha aggiunto Bonomi - abbiamo inoltrato a Governo e Sindacati la nostra dettagliata proposta di riforma. Ammortizzatore universale e politiche attive entrambi basati su formazione e rioccupabilità con il diretto coinvolgimento delle Apl private - gestite con un sistema nazionale di accreditamento, accanto a soggetti pubblici, dando la libertà al lavoratore di scegliere dove impegnare un voucher di formazione-ricollocazione».

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Confronto in compresenza

Secondo il presidente dell’associazione datoriale il confronto «dovrebbe avvenire tra Governo, sindacati e imprese in compresenza, fino alla chiusura in tempi rapidi su tutti gli aspetti. Le imprese industriali sono in credito strutturale tra quanto pagano annualmente per la Cig ordinaria, e quanto essa era realmente utilizzata fino al pre Covid. Le imprese realizzano tantissima formazione sui posti di lavoro tramite gli enti bilaterali. A FondImpresa - ha aggiunto Bonomi - aderiscono oltre 202 mila imprese di cui il 99% sono PMI, con 4,7 milioni di addetti».

Industria migliorerà ma prospettive appese a incertezza

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia nei prossimi mesi, il presidente di Confindustria ha spiegato che «pur con una necessaria prudenza, è ragionevole supporre che il contesto dell'industria sia destinato a migliorare ulteriormente nei prossimi mesi. Ma le prospettive della domanda interna restano appese all'incertezza. Risolvere questa incertezza è il compito maggiore al quale è chiamato il Governo guidato da Mario Draghi. Il cui avvento - ha detto Bonomi - è stato senza alcun dubbio la novità più positiva da diversi anni a questa parte nella vita pubblica italiana»

Governo, aumentato peso internazionale Italia

«Draghi - ha continuato Bonomi - ha immediatamente accresciuto il peso dell'Italia nei consessi europei e internazionali. È per l'Italia un moltiplicatore di autorevolezza e credibilità. Che bisogna sperare duri il più a lungo possibile. Confindustria affianca comunque il premier in questo sforzo, collaborando con le altre Confederazioni europee sulle scelte di Bruxelles e guidando quest'anno il B20, il principale tavolo globale delle business policy».

Quattro priorità per Pnrr, filiere, lavoro, semplificazioni e investimenti

Bonomi ha individuato quattro priorità per il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza: «Una chiara direzione di marcia per le filiere più importanti dell'industria, automotive, siderurgia, automazione industriale, tessile-moda, legno-arredo, alimentare, chimica e farmaceutica; compartecipazione sulle misure da adottare per la semplificazione; lavoro; come mobilitare e moltiplicare gli investimenti privati».

Serve chiara direzione per filiere importanti industria, in Pnrr manca

Bisogna «stabilire una chiara direzione di marcia per le filiere più importanti della nostra industria - ha aggiunto il presidente di Confindustria -. Nei Pnrr di Germania e Francia un'attenzione esplicita e preminente viene data a progetti incardinati proprio sulle maggiori filiere industriali. Non è così nel Pnrr dell'Italia. La risposta deve venire dal potenziamento degli strumenti ordinari a disposizione innanzitutto del ministero dello Sviluppo economico, e in nuove iniziative ad hoc. È questa la nostra attesa».

Lavorare da subito su grande progetto per Giubileo 2025

Confindustria guarda al Giubileo del 2025 come alla possibilità di «un grande progetto strategico», ha messo in evidenza Bonomi. Ma «per mettere a frutto le lezioni del passato occorre iniziare subito a lavorare» con una «visione a 360 gradi di innovazione». «Un progetto - ha continuato - che non deve riguardare solo Roma Capitale, ma tutta l'Italia per compartecipare flussi e destinazioni. E che deve avere impatti pluriennali sul Pil. È un appello che lancio a tutte le istituzioni, le forze politiche, ai candidati sindaco nelle ormai prossime elezioni per il Campidoglio. La sfiducia verso i malesseri accumulati nella Capitale, nei suoi servizi pubblici, non deve e non può prevalere. Se, come spero, questo nostro appello verrà raccolto, dichiaro subito che Confindustria con tutte le sue strutture e articolazioni si mette pienamente a disposizione in un ruolo impegnativo di partnership tecnica pubblico-privata».

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