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Lavoro: Cig scontata anche all’industria, mini proroga per gli interinali

L’ammortizzatore sociale scontato fino al 31 marzo si estende a larga parte del terziario e dei servizi all’impresa, ma anche a diversi settori industriali

di Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci

Quasi un milione di contratti in piu', ma la meta' e' a termine

3' di lettura

L’ammortizzatore sociale scontato fino al 31 marzo si estende ad ampio raggio: a larga parte del terziario e dei servizi all’impresa, ma anche a diversi settori industriali (alimentare, tessile, legno, metalli). Arriva una mini proroga per i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle Agenzie per il lavoro, il limite di utilizzo per 24 mesi presso la stessa impresa si sposta dal 30 settembre al 31 dicembre 2022 (non viene però cancellato, come concordato con il governo, provocando una immediata levata di scudi di Assolavoro e sindacati, preoccupati per i 100mila posti di lavoro messi a rischio dal turn over). Sono queste alcune delle novità sul fronte lavoro del decreto Sostegni ter, dopo il via libera in commissione nella nottata di lunedì 14 marzo, e l’approdo mercoledì 16 in Aula al Senato (il governo potrebbe mettere la fiducia).

Smart working non più semplificato

Saltata invece la proroga della normativa semplificata sullo smart working, anch’essa annunciata dall’esecutivo e attesissima dalle aziende in vista della scadenza del 31 marzo dello stato d’emergenza (il governo è pronto a recuperare la norma nel primo veicolo normativo utile, forse giovedì 17 marzo nel Dl Covid).

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L’ESTENSIONE ALLE INDUSTRIE
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Più risorse per l’ammortizzatore scontato

Con un finanziamento aggiuntivo di poco più di 22 milioni, si amplia notevolmente il numero di codici Ateco che potranno richiedere l’ammortizzatore scontato. Se ne aggiungono una sessantina di nuovi, che spaziano dalla filiera Ho.re.ca (commercio all’ingrosso legato all’industria alberghiera) ai servizi di riparazione rapida, solo per fare degli esempi. In pratica, tutti questi settori, fino al 31 marzo, potranno accedere al sussidio (Fis o Cig) senza pagare il contributo addizionale.

I soggetti coinvolti

Per coloro che rientrano nel campo d’applicazione della Cig, non si pagherà il 9,12,15% aggiuntivo in base all’utilizzo del trattamento di integrazione salariale. Coloro invece a cui si applica il Fis, che la riforma degli ammortizzatori sociali in vigore da gennaio del ministro Orlando ha esteso a tutte le micro-imprese del terziario, non pagheranno il 4% della retribuzione persa. L’articolo 7 del Sostegni ter prevede infatti che i datori dei settori previsti dai codici Ateco (vecchi e nuovi), dal 1° gennaio al 31 marzo, che sospendono o riducono l’attività lavorativa ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, sono esonerati dal pagamento della contribuzione addizionale. Questo sulla Cig è un primo passo, si starebbe ragionando su una Cig scontata per tutti i settori colpiti da rincari e guerra in Ucraina che stanno fermando la produzione.

Lavori in somministrazione, la giungla delle norme

Quanto ai lavoratori in somministrazione, siamo in presenza di un susseguirsi di norme e interpretazioni in contraddizione tra loro. All’indomani del decreto Dignità, a luglio del 2018, il ministero del Lavoro chiarì con una circolare che, in caso di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori somministrati da parte delle Agenzie per il lavoro, i limiti individuati dal Dl (durata, causale, ecc.) non trovassero applicazione. Poi con la legge di conversione del decreto Agosto 2020 l’efficacia era stata limitata al 31 dicembre 2021. Lo scorso anno con un emendamento al Dl fiscale il termine è stato posticipato al 30 settembre, e oggi al 31 dicembre.

La sottosegretaria al Lavoro, Tiziana Nisini (Lega), intende riconvocare il tavolo al ministero per trovare una soluzione definitiva. «È un pessimo segnale - commenta il presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza - perché precarizza contratti che ad oggi sono stabili, persevera nel determinare incertezza per oltre 100mila persone. Le imprese stanno già riorganizzando i piani e molti lavoratori rischiano di perdere un contratto a tempo indeterminato per un problema creato e nuovamente rinnovato dal legislatore».

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