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Lavoro, creati 1,8 milioni di impieghi a luglio ma all’appello ne mancano ancora 13 milioni

Il tasso di disoccupazione scende al 10,2% ma resta più alto dei massimi della grande recessione, con il nuovo peggioramento del cronavirus

di Marco Valsania

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(AFP)

Il tasso di disoccupazione scende al 10,2% ma resta più alto dei massimi della grande recessione, con il nuovo peggioramento del cronavirus


2' di lettura


Gli Stati Uniti in luglio recuperano 1,8 milioni di posti di lavoro, più degli 1,5 milioni attesi, e il tasso di disoccupazione scende al 10,2% dall'11,1% del mese precedente. Ma la strada davanti ad una ripresa dalla crisi da pandemia rimane molto difficile e incerta: la creazione di buste paga ha frenato bruscamente il passo, ad un terzo rispetto alle 4,8 milioni di giugno. Mentre mancano all'appello ancora quasi 13 milioni di impieghi, oltre la metà di quelli persi dall'esplosione del Covid-19.

Disoccupazione ancora superiore alle vette del 2009

Il livello dei senza lavoro rimane tuttora superiore alle vette del 10% raggiunte nel 2009 durante la grande recessione scatenata dalla debacle finanziaria. E se le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, comunicate giovedì, sono scese alla soglia più bassa da marzo a 1,2 milioni, sono però rimaste superiori al milione per la ventesima settimana consecutiva. Un'ulteriore incognita sul futuro è oggi politica, rappresentata da Congresso e Casa Bianca che non sono riusciti finora a trovare un accordo per estendere assegni straordinari di disoccupazione e altri aiuti economici d'emergenza, scaduti a fine luglio. L'impasse ha fatto ipotizzare un intervento via decreto nelle prossime ora da parte del Presidente Donald Trump.

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Recrudescenza del virus

La recrudescenza del virus ha colpito molti stati americani, soprattutto del sud e dell'ovest del Paese, con oltre duemila decessi in 24 ore per la prima volta da maggio e decine di migliaia di nuovi casi al giorno. Un peggioramento che ha rallentato la riapertura in corso di aziende e attività. Il Dipartimento del Lavoro ha tuttavia indicato che “guadagni significativi sono avvenuti nei settori di ospitalità e tempo libero, pubblico impiego, retail, servizi aziendali e sanità”.

Impieghi dalla ristorazione al retail

Il mese scorso ospitalità e tempo libero hanno recuperato 592.000 impieghi, con 502.000 nella ristorazione che da febbraio ha però ancora un deficit di 2,6 milioni di buste paga. Nel retail i posti tornati sono 258.000, ma ne ha tuttora persi 913.000 da febbraio. Il pubblico impiego ha riportato al lavoro 301.000 persone ma mancano ancora 1,1 di posti rispetto a prima della paralisi da pandemia. Il settore sanitario è cresciuto di 126.000 impieghi, a sua volta tuttora in calo di 797.000 in cinque mesi.

2,9 milioni di disoccupati permanenti

Il numero di americani che descrive come temporanea la perdita del posto di lavoro è sceso di 1,3 milioni a 9,2 milioni, dimezzato da aprile, il mese peggiore. I ranghi degli americani che denunciano una perdita permanente dell'impiego, davanti a continui licenziamenti delle imprese, è rimasto invariato a 2,9 milioni dopo precedenti incrementi. “Le perdite permanenti di impieghi sono state stabili, un segno positivo, ma restano più elevate dell'era pre-virus. La ripresa del mercato del lavoro verso livelli pre-pandemici sarà probabilmente lenta e prolungata” ha detto Rubeela Farooqi di High Frequancy Economics. “Il recupero di posti di lavoro continua e questa è la buona notizia. La cattiva è che sta rallentando e che i facili guadagni occupazionali sono alle spalle, con la prospettiva che il cammino resti debole finchè non ci sarà un vaccino che permetta all'economia di riaprire appieno”.

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