ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPrimo Piano

Lavoro irregolare: in Italia riguarda 3 milioni di persone, un quarto nel settore domestico

In Italia quasi 3 milioni di persone coinvolte in lavoro nero o grigio, un fenomeno che si punta a ridurre nel prossimo triennio con un piano nazionale

di Matteo Prioschi

Tridico: "Inps ha raggiunto obiettivi 2022 Pnrr"

2' di lettura

In Italia il lavoro sommerso riguarda quasi 3 milioni di persone, pari a un tasso di irregolarità del 12%, di cui un quarto attive nel lavoro domestico. Un fenomeno che il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, pubblicato dal ministero del Lavoro, si prefigge di contrastare nel prossimo triennio anche tramite il raggiungimento di due obiettivi quantitativi consistenti nell'aumento, entro il 2024, del 20% delle ispezioni effettuato nel periodo 2019-21 e la riduzione del lavoro sommerso di almeno 2 punti percentuali nei settori oggetto del piano.

Irregolarità e settori

Per lavoro sommerso si intende sia quello completamente invisibile a livello giuridico, cioè il lavoro nero, sia quello grigio, caratterizzato da rapporti formalmente regolari ma con elementi di irregolarità relativi, ad esempio, alle ore effettivamente svolte, alla qualificazione (false collaborazioni), alle forme di interposizione non genuine con l'utilizzo di appalti, distacchi e somministrazione in modo non conforme alle regole per ridurre i costi.

Loading...

Secondo il Piano, che riporta dati Istat, nel lavoro domestico l'indice di irregolarità supera il 50% e in questo settore si contano un quarto degli addetti non in regola. Complessivamente nei servizi si contano 2,3 milioni di occupati irregolari, perché oltre all'ambito domestico si deve aggiungere il commercio, ristorazione e alloggi, attività professionali. Agricoltura e attività artistiche hanno incidenza percentuale limitata sul totale, ma sono secondi per tasso di irregolarità (poco meno di un quarto degli addetti del comparto).

L’OCCUPAZIONE IRREGOLARE NEL 2020
Loading...

Le azioni di contrasto

L'attività di contrasto al fenomeno, delineata nel Piano nazionale, non si basa esclusivamente sull'aumento delle ispezioni per le quali, comunque, si potrà contare su un consistente potenziamento del personale dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Il documento indica delle soluzioni per migliorare l'impianto sanzionatorio attuale per contrastare ad esempio il dumping contrattuale, nonché l'introduzione di norme per rendere visibile chi opera in modo irregolare con ricadute negative sulla sua reputazione. Oltre a ciò si prevede di sperimentare misure di politica attiva per i lavoratori più fragili, al fine di prevenire che vengano attratti dal lavoro irregolare.

Le misure per il lavoro domestico

In particolare, per il lavoro domestico, dato che, come si legge nel Piano, «l’azione ispettiva rappresenta un’opzione residuale» si punta in particolare a strumenti di promozione della legalità diversi dal controllo e dalla sanzione. Tra le azioni da sviluppare vengono indicate la semplificazione degli adempimenti e la riduzione della gestione informale dell’incontro tra domanda e offerta; un utilizzo più mirato dell’indennità di accompagnamento che oggi viene erogata senza alcun vincolo di utilizzo; l’introduzione di un bonus legato all’Isee familiare per coprire parte del costo del lavoro domestico; una verifica dell’utilizzo del contratto di prestazione occasionale e il ripristino dei voucher per i datori di lavoro che sono cittadini privati e famiglie.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti