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Lavoro nero e caporalato, maxi operazione dei carabinieri: 166 aziende ispezionate

I dati fanno riferimento a una settimana di verifiche svolte dai militari del Nil (Nucleo ispettorato del lavoro) in coordinamento con l’Europol

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I dati fanno riferimento a una settimana di verifiche svolte dai militari del Nil (Nucleo ispettorato del lavoro) in coordinamento con l’Europol


2' di lettura

Il contrasto al caporalato in agricoltura e al lavoro nero ha portato alla denuncia di 22 persone accusate di «tratta o sfruttamento» nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri della Tutela lavoro coordinata dall’Europol. Un accertamento che ha riguardato le forze di polizia di tutti i 28 paesi dell’Eurozona, allo scopo di porre un argine al crescente sfruttamento del lavoro clandestino.

Operazione del Nucleo ispettorato del lavoro e arma territoriale

I dati fanno riferimento a una settimana di verifiche svolte dai militari del Nil (Nucleo ispettorato del lavoro) dell’Arma su tutto il territorio nazionale. Indagini che hanno riguardato 1.092 soggetti e 166 aziende.

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• A Genova sono stati denunciati i titolari di 2 ditte individuali specializzate nella vendita al dettaglio di telefonia, per la violazione del Testo unico in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono state disposte ammende per un valore complessivo di € 23.000, sanzioni amministrative per € 7.600. Inoltre per una delle due aziende controllate è stata decisa la sospensione dell'attività imprenditoriale e il pagamento di € 2.000.

• In provincia di Prato è stato arrestato in flagranza di reato un cittadino cinese – titolare di una ditta di confezionamento di capi di abbigliamento - per aver occupato alle proprie dipendenze 7 lavoratori stranieri sprovvisti del permesso di soggiorno. Le sanzioni amministrative valgono € 33.840. Contestualmente sono stati deferiti in stato di libertà 7 cittadini di nazionalità cinese, responsabili di soggiorno illegale nel territorio dello Stato italiano.

• In provincia di Pavia, a seguito di ispezione in un’azienda agricola, sono stati denunciati in stato di libertà 5 persone, per aver sottoposto a sfruttamento 6 lavoratori «in nero» extra Ue, e per la violazione delle norme del Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Sono state emesse ammende pari a € 55.200 e sono state contestate sanzioni amministrative per un importo di € 25.800. Inoltre è stato arrestato un cittadino di nazionalità tunisina, destinatario di un ordine di carcerazione per reati contro il patrimonio e stupefacenti.

• In provincia di Isernia è stato denunciato in stato di libertà il titolare di un’azienda agricola per inosservanza delle disposizioni relative alla salute e sicurezza dei lavoratori. Disposte anche prescrizioni per un importo complessivo di € 11.302.

• A Capaci (Palermo) sono stati denunciati in stato di libertà 2 persone titolari di un’azienda agricola, ritenute responsabili del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei confronti di due cittadini di nazionalità indiana. Ai responsabili sono stati disposte sanzioni pari a € 16.662 e sono state contestate ulteriori sanzioni amministrative per un importo di € 32.400.

Lavoro nero e caporalato

Come più su detto, gli ambiti specifici perseguiti sono stati il contrasto al “caporalato” in agricoltura, al “lavoro nero” ed alle varie forme di sfruttamento nel lavoro domestico e nei servizi di assistenza e cura, con particolare riferimento alle condizioni di assoggettamento o impiego irregolare di cittadini extra Ue rifugiati o richiedenti asilo.


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