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Lavoro: le novità su Cig, licenziamenti, reddito di cittadinanza, contratti a termine

Il governo Draghi stanzia 8 miliardi per lavoro e povertà. In arrivo fondi in più per autonomi e nuove indennità per gli stagionali

di Claudio Tucci

Dl Sostegni, Draghi: "Pagamenti a partire dall'8, in aprile entreranno 11 miliardi"

5' di lettura

Dalla cig Covid-18, che si prolunga nuovamente, al divieto di licenziamento per motivi economici che si proroga, per tutti, fino al 30 giugno, e poi va avanti per le piccole imprese (soprattutto terziario) fino al 31 ottobre. Al ri-finanziamento del Reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a uno nuovo stop al decreto Dignità per rendere più semplifici proroghe e rinnovi dei contratti a tempo determinato. Il primo provvedimento economico del governo Draghi stanzia al capitolo lavoro e povertà circa 8 miliardi di euro. Ecco voce per voce le principali novità per imprese, professionisti, lavoratori.

Cig Covid-19 fino a dicembre

Il più robusto intervento riguarda la cassa integrazione d’emergenza, in scadenza il 31 marzo, che viene prorogata (e rifinanziata). In questo modo: per le imprese che utilizzano gli strumenti ordinari, industria ed edilizia, la cassa integrazione Covid-19, gratuita (non si paga il contributo addizionale), si allunga di altre 13 settimane da utilizzare dal 1° aprile al 30 giugno. Dal 1° luglio scatta poi l’azzeramento del contatore per la Cigo.

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Per le aziende oggi coperte da Cig in deroga emergenziale e fondo ordinario la cassa Covid-19 viene prorogata di altre 28 settimane, tra il 1° aprile e il 31 dicembre. Sul piatto vengono messi oltre 3 miliardi di euro. Entra anche una prima semplificazione della procedura amministrazione della cig: tutto transiterà attraverso il sistema “UniEmens-Cig”, con il quale si trasmetteranno a Inps tutti i dati necessari al calcolo e alla liquidazione della prestazione.

Nuova proroga del blocco dei licenziamenti

Si mantiene anche il blocco dei licenziamenti economici (nel 2020, secondo gli ultimi dati Inps, ha salvaguardato almeno 250mila persone), che procederà su un doppio binario: lo stop agli atti di recesso datoriali, che in Italia dura ininterrottamente da fine febbraio, si protrae ancora, fino al 30 giugno, per tutti. Dal 1° luglio al 31 ottobre, lo stop ai licenziamenti economici permane solo per le imprese (piccole e del terziario) che utilizzano le nuove 28 settimane di Cig Covid-19 e per il settore agricolo (per le aziende che utilizzano la Cig “agricola”, Cisoa che si allunga di 120 giorni per il periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre). Se infatti le settimane di Cig in deroga si utilizzano tutte in fila si esauriscono a ottobre. Confermate le tre deroghe al divieto di licenziamento: per cessazione definitiva dell’impresa; accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodo; fallimento, quando non è previsto l’esercizio provvisorio.

Al fondo occupazione altri 400 milioni

Il decreto Sostegni rifinanzia con 400 milioni di euro per il 2021 il Fondo sociale per occupazione e formazione presso il ministero del Lavoro; risorse che saranno utilizzate soprattutto per le crisi aziendali, accanto alla proroga dell’importo aggiuntivo (10%) della Cigs per il 2021 per i dipendenti Ilva.

Naspi più semplice

Si rafforza anche la Naspi, l’indennità di disoccupazione: dall’entrata in vigore del decreto Sostegni e fino al 31 dicembre, è previsto dalle nuove disposizioni, il sussidio potrà essere concesso a prescindere a prescindere dalla sussistenza, in capo al lavoratore, del requisito dei 30 giorni di effettivo impiego nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. La relazione tecnica indica in circa 139mila i lavoratori cessati nel 2018 che non hanno potuto ottenere la Naspi, con almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, ma con meno di trenta giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti il licenziamento.

Deroga al decreto Dignità fino a fine anno

Dopo un lungo tira e molla nel decreto Sostegni si conferma anche la nuova deroga al decreto Dignità per rendere più agevoli proroghe e rinnovi dei contratti a termine: con la norma approvata dal governo, fino al 31 dicembre, fermo restando la durata massima complessiva di 24 mesi, sarà possibile per le imprese rinnovare e prorogare per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta i contratti a tempo determinato.

Decontribuzione per i professionisti e gli autonomi

Novità anche per partite Iva e indipendenti: arrivano 1,5 miliardi di euro in più sul fondo per l’esonero dei contributi previdenziali previsto dalla scorsa manovra (si sale così a 2,5 miliardi complessivi) dovuti dai lavoratori autonomi e professionisti, che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50mila euro e abbiano avuto calo di fatturato (o dei corrispettivi) nel 2020 non inferiore al 33 per cento rispetto a quelli 2019.

Al reddito di cittadinaza 1 miliardo

Nutrite anche le misure anti povertà. Iniziamo dall’assegnazione di 1 miliardo per il reddito di cittadinanza, con la novità della sospensione dell’assegno per chi trova il lavoro per sei mesi (alla fine del lavoro non si devono riavviare le pratiche), in chiave di incentivazione all’attivazione dei disoccupati.

Proroga dei navigator fino a fine anno

Vengono prorogati i contratti dei navigator fino alla fine dell’anno, il servizio reso nei centri per l’impiego costituisce un titolo di preferenza nei concorsi pubblici banditi dalle regioni (nonché da enti e agenzie dipendenti dalle medesime).

Torna il reddito di emergenza

Con complessivi 1,5 miliardi si finanziano ancora tre mensilità del reddito d’emergenza (marzo, aprile e maggio). Si allentano i requisiti di accesso: cresce la soglia massima per i nuclei familiari che risiedono in abitazione in affitto (aumenta di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione dichiarato ai fini Isee), e il sussidio viene esteso a soggetti che hanno terminato tra il 1 luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 l’indennità Naspi e Discoll.

Indennità agli stagionali (e non solo)

Un’indennità onnicomprensiva una tantum da 2.400 euro viene riconosciuta ad un’ampia platea di lavoratori che comprende i dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali il cui rapporto lavoro involontariamente è cessato tra 1 gennaio 2019 e l’entrata vigore del decreto, con almeno 30 giorni di lavoro, e ai lavoratori in somministrazione impiegati da aziende utilizzatrici sempre nel turismo o negli stabilimenti termali (con gli stessi criteri). La platea dei beneficiari comprende i lavoratori autonomi che a causa dell’emergenza covid hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività: dipendenti stagionali e in somministrazione in altri settori; intermittenti; autonomi privi di partita Iva non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie con contratti occasionali; incaricati alle vendite a domicilio con reddito 2019 oltre 5mila euro titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata; lavoratori iscritti al fondo spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati da 1 gennaio 2019 e un reddito non superiore a 7.500 euro; lavoratori iscritti fondo pensione lavoratori spettacolo con un reddito non superiore a 35mila euro.

Ristori anche ai lavoratori sportivi

Inoltre con 350 milioni viene finanziata l’indennità per i lavoratori con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Cip, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva: i soggetti che nell’anno di imposta 2019 hanno avuto compensi di attività sportiva oltre 10mila euro l’anno ricevono 3.600 euro, chi ha percepito compensi tra 4mila e 10mila euro riceve 2.400 euro, chi ha percepito meno di 4mila euro riceve 1.200 euro.

Più fondi al reddito di ultima istanza

Con 10 milioni si finanzia il ristoro delle anticipazioni sopportate a maggio 2020 dagli enti di previdenza obbligatoria per l’erogazione delle indennità ai professionisti iscritti, per il fondo reddito di ultima istanza.

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