MECCATRONICA

Lavoro, ora la Puglia forma 50 fontanieri hi tech

L’Acquedotto Pugliese ha siglato un accordo con l’Its “Cuccovillo” di Bari per la formazione di 50 tecnici specialisti nella gestione del servizio idrico integrato

di Vincenzo Rutigliano


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(Agf)

3' di lettura

BARI - Un «fontaniere meccatronico», a metà tra il lavoro manuale, l’elettronica e la meccanica. Il fontaniere che conosciamo – tutto lavoro di braccia che ripara l’impianto idrico, apre e chiude valvole, controlla le condutture, che fa insomma il suo lavoro soprattutto manuale, anonimo, ma non meno prezioso – sarà sempre più un ricordo.

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La meccatronica infatti irrompe anche nelle competenze richieste a questi operai specializzati che controllano le riserve idriche e le reti di distribuzione dell’acqua potabile o irrigua, e sfida anche la governance di un acquedotto storico come l’Acquedotto Pugliese, che ha la rete servita più grande d’Europa, oltre 21mila km, YB milione di utenze, 4 milioni di popolazione servita, quasi 2mila dipendenti.

L’Aqp ha infatti firmato un accordo quadro con l’Its «A.Cuccovillo» di Bari – attivo da 5 anni, 300 tecnici meccatronici formati finora, il 95% dei quali occupati - per formare 50 fontanieri meccatronici grazie a due corsi biennali di “Tecnico specialista nella gestione del servizio idrico integrato”, corsi destinati a neodiplomati pugliesi. Al termine del percorso formativo l’Aqp potrà disporre di supertecnici per la gestione dei suoi processi gestionali in grado di utilizzare le tecnologie più moderne garantendo, così, agli utenti più efficienza e minori costi. E per 50 giovani pugliesi vi sarà, a loro volta, la concreta possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro con posizioni innovative e gratificanti. I corsi, della durata di 2.250 ore, si svolgeranno sia nella sede barese dell’Its per gli studenti della Puglia settentrionale (Bari, Bat e Foggia) che a Brindisi per quelli delle province di Taranto, Brindisi e Lecce.

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Nel biennio gli studenti seguiranno i criteri della didattica innovativa e della modalità duale, alternando momenti formativi in Its a quelli presso varie sedi dell’Aqp, in Puglia, in Italia e, ove necessario, all’estero, con uno stage finale di circa 6 mesi. Quelli dunque che fino ad oggi l’Aqp chiama e recluta come «operatori idraulici-fontanieri» e che seleziona – da ultimo ad ottobre 2018 –chiedendo loro, tra i requisiti, la licenza media inferiore, esperienza lavorativa pregressa nella realizzazione e manutenzione di impianti termo-idraulici in ambito civile e/o industriale, conoscenza sulla normativa della sicurezza, etc, in futuro saranno «fontanieri meccatronici». Con corollario di requisiti più elevati, ovvero diploma di scuola media superiore, corso biennale Its, conoscenze della normativa igienico-sanitaria, e così via.

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Letta in un altro modo riprende dunque un certo prestigio una figura che un tempo ha avuto anche precursori illustri: tra i fontanieri, infatti, c’erano anche i tecnici che progettavano le fontane, quelli che in seguito sarebbero stati chiamati ingegneri idraulici, e tra i più famosi c’è stato anche Lorenzo Bernini, con la sua celebre fontana, che ebbe il titolo di «fontaniere pontificio». Ora il fontaniere meccatronico, una quasi «rivoluzione» per Aqp, non nuovo ad innovazioni: a novembre 2017 con un drone subacqueo a caccia di perdite nel canale principale, tra le prime esperienze in Italia, senza interrompere il flusso dell’acqua e senza creare disagi all’utenza e, a giugno 2018, con i tecnici rocciatori utilizzati per riparare le perdite della condotta dell’abitato di Castellaneta, nel tarantino.

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