LAVORO

Ferrari, premi record: ai dipendenti fino a 13mila euro

Siglato con i sindacati l'accordo di competitività per il periodo 2020-2023. Aumenti legati a numero di vetture prodotte, Ebitda e parametri di qualità

di Ilaria Vesentini

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Siglato con i sindacati l'accordo di competitività per il periodo 2020-2023. Aumenti legati a numero di vetture prodotte, Ebitda e parametri di qualità


4' di lettura

«È un risultato senza precedenti quello raggiunto a Maranello, che farà storia». Parole che non si riferiscono alla doppietta dei piloti Ferrari ma che i sindacati metalmeccanici (Fiom esclusa) utilizzano per commentare l’accordo integrativo per il periodo 2020-2023 firmato con l’azienda tre giorni fa e illustrato ieri nelle assemblee con i lavoratori. Extra-ordinario è innanzitutto il nuovo premio di competitività, esteso a tutti i 3.500 addetti in Italia - somministrati inclusi - che può sfiorare la cifra monstre di 13.500 euro in base al numero di vetture prodotte e all’Ebitda, calibrati poi su un indicatore di qualità e il tasso di assenza.

I premi in dettaglio
Si parte da 4.600 euro per tutti, anticipati in tre tranche (2mila euro a febbraio, 1.300 a giugno e altrettanti a ottobre) per poi arrivare a un saldo fino a 8mila euro, versato l’aprile dell’anno successivo se si raggiungono i parametri massimi di 11.500 vetture prodotte, 1,7 miliardi di Ebitda con un tasso di qualità medio del 6%. La somma di 12.600 euro che si ottiene così sale ulteriormente di un altro 7% (a 13.480 euro) in caso il dipendente non abbia maturato giorni di assenza.

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«Se la cifra economica è clamorosa, sono però più importanti i traguardi raggiunti su altri fronti, non solo su formazione e welfare quanto sul calcolo delle assenze al fine di non penalizzare, anzi sostenere, i malati gravi e le loro famiglie e il supporto alla genitorialità, agevolando madri e padri che optano per i congedi parentali e l’allattamento», sottolinea Giorgio Uriti, segretario Fim Cisl Emilia Centrale.

Il piano strategico 2022
Ed è sulla formazione, sinonimo di crescita delle persone e quindi delle competenze e della competitività aziendale, che pone l’accento il direttore HR di Ferrari, Michele Antoniazzi: «Lavorare in Ferrari è una missione e gli obiettivi ambiziosi che il gruppo si è dato con il piano strategico al 2022 sono una sfida per tutti noi, perché il bene dell’azienda coincide con il bene dei lavoratori e a noi tutti spetta il compito e l’obbligo di trasmettere alle future generazioni il patrimonio costruito a Maranello in 90 anni di attività, innovandolo. Per questo abbiamo aumentato del 45%, tra 2017 e 2018, le ore di formazione erogate (oltre 51.500) e per questo stiamo ulteriormente incrementando l’impegno: dobbiamo supportare il lancio di 15 nuovi modelli di vetture da qui al 2022 e lo sviluppo dell’ibrido, che rappresenterà il 60% delle vetture a fine piano».

«L’intesa straordinaria raggiunta in Ferrari rappresenta un grande risultato sul piano delle relazioni industriali e certifica come Ferrari sia un campione dentro la pista e dentro l’azienda, una modalità che dovrebbe rappresentare patrimonio di tutto il Gruppo Fca», commenta il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli.

Le relazioni industriali
Il nuovo premio di competitività per il periodo 2020-2023 non rientra nel classico integrativo di Federmeccanica, bensì nelle relazioni sindacali normate dal Ccsl (Contratto collettivo specifico di lavoro) di Fca, che lascia carta bianca in Ferrari su tre capitoli: il premio, le ore di permesso sindacale e le commissioni di partecipazione. A firmarlo sono stati i sindacati metalmeccanici Fim Cisl Emilia Centrale, Uilm Uil Modena e Fismic Modena, che sono riusciti ad arrivare al rinnovo prima della scadenza del precedente a fine anno, alla luce sia delle ottime performance messe a segno dal Cavallino già nel primo semestre 2019 (con indicatori in crescita di oltre l’8% rispetto all’anno precedente) sia delle prospettive di sviluppo per i prossimi tre anni: Maranello punta a 12mila vetture e a 2 miliardi di Ebitda nel 2022.

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«Abbiamo iniziato il confronto con l’azienda al rientro dalle ferie estive e le trattative più accese non sono state sui soldi ma sulle causali per il calcolo delle assenze, per distinguere le malattie occasionali da quelle gravi e non penalizzare chi non lo merita», sottolinea il segretario della Uilm di Modena, Alberto Zanetti. Chi non matura assenze può arrivare in Ferrari ad aumentare del 7% il premio di competitività, chi resta tra una e 64 ore di assenza in un anno ottiene il premio pieno, ma chi accumula più di otto giorni di assenza dal lavoro vede invece tagliata in proporzione la cifra.

Lavorare in Ferrari
Sono 3.500 i lavoratori Ferrari di Maranello cui sarà applicato il nuovo premio di produttività, sui 3.851 dipendenti nel mondo, ma gli organici sono in costante crescita. Solo negli ultimi tre anni sono stati creati 900 nuovi posti di lavoro e sono tutt’ora in corso assunzioni, nel manufacturing, nell’engineering, nel marketing: «Riceviamo in media 45mila curricula l’anno, ma per la ricerca dei talenti sono fondamentali i rapporti con le università e con le scuole tecniche del territorio», conclude Antoniazzi, che oltre ad aver appena firmato il secondo contratto integrativo Ferrari ha anche sottoscritto in questi giorni una nuova partnership con Harvard Business School, per offrire ai 2mila impiegati l’opportunità di accedere ai 41 corsi della piattaforma online americana e lanciato il secondo Ferrari Corporate Executive MBA per 40 quadri. Mentre i blue collar possono contare sulla Scuola dei Mestieri Ferrari, dove dal 2009 oltre 100 maestri esperti trasmettono le loro conoscenze ai giovani colleghi.

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