sale in zucca

Lavoro, quel milione di posti che le imprese non riescono a coprire

In Italia si registrano ancora tassi record di disoccupazione giovanile, eppure le imprese fanno fatica a coprire un milione di posti di lavoro. Dove stiamo sbagliando?

di Giancarlo Mazzuca

2' di lettura

In questi giorni siamo stati sommersi dalle polemiche sul Fondo salva-Stati. I mass-media ce ne hanno giustamente parlato in tutte le salse considerando che l'Europa è sempre più la spada di Damocle che pende sulle nostre teste. Eppure ci sarebbero anche altri argomenti che meriterebbero una particolare attenzione perché ci riguardano ugualmente molto da vicino. È il caso di Ilva ed Alitalia che sono, purtroppo, di grandissima attualità: ne sanno qualcosa Conte&company che, giorno per giorno, stanno seguendo i due casi anche perché il futuro del governo giallorosso rischia di essere condizionato da queste vicende.

La vera emergenza è l’occupazione
Il gruppo siderurgico di Taranto e la compagnia aerea sono, però, solo le punte dell' “iceberg” di un'emergenza-occupazione che riguarda l'Italia intera e che, per certi versi, sembra anche un po' «kafkiana» perché, di fronte ad una disoccupazione giovanile che continua a navigare vicino al 30 per cento (anche in ottobre sono saliti, sia pur di poco, i senza lavoro tra i 25 e i 34 anni d'età, con dati in controtendenza rispetto al trend generale), in Italia è tuttora disponibile un milione di posti di lavoro , cioè una posizione su quattro, che le imprese non riescono a coprire perché non trovano sul mercato le specializzazioni specifiche richieste.

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Gli addetti ai lavori usano un termine inglese («mismatch») per spiegare questo disallineamento tra offerta e domanda, ma sarebbe invece il caso di ricorrere alla parola giapponese “harakiri”, una specie di suicidio collettivo. È mai possibile che non siamo in grado di superare tale gap? Cosa fanno le scuole professionali per meglio orientare i nostri giovani? Non bisogna certo essere ministri del Lavoro per sapere quanto siano oggi richiesti tecnici informatici, esperti telematici, elettrotecnici: è davvero così difficile adattare l'offerta alla domanda?

Continuiamo a navigare a vista procedendo, spesso e volentieri, senza alcuna programmazione specifica. Un vero e proprio boomerang che colpisce i giovani che non hanno il background giusto ma anche coloro che vanno a lavorare all'estero senza neppure sapere che, magari, potrebbero trovare un'ottima sistemazione vicino casa. Un milione di posti inutilizzati? Ci sarebbe davvero da meditare.

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