Dl Sostegni ter

Lavoro in somministrazione: per sindacati e imprese a fine anno a rischio 100mila posti

Il Senato ha prorogato al 31 dicembre il limite di utilizzo per 24 mesi presso la stessa azienda, le parti sociali chiedevano di superare il termine

di Giorgio Pogliotti

Treu (Cnel): «Occupazione migliora ma recuperati solo metà posti di lavoro persi nel 2020»

2' di lettura

Per i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle Agenzie per il lavoro, il limite di utilizzo per 24 mesi presso la stessa impresa si sposta dal 30 settembre al 31 dicembre 2022. La proroga di tre mesi contenuta nel Dl Sostegni Ter votato in commissione Bilancio al Senato - l’emendamento è stato riformulato da una maggioranza che comprende Pd, M5S e Fi - , lascia insoddisfatti i sindacati e le associazioni datoriali del settore, che premevano per superare definitivamente il limite temporale di 24 mesi, preoccupati per i 100mila posti di lavoro messi a rischio dal turn over.

Il “tira e molla” delle scadenze

Se facciamo un passo indietro, una serie di atti normativi in contraddizione tra loro, hanno progressivamente spostato in avanti la scadenza, introducendo incertezza sul futuro occupazionale di lavoratori e sui piani delle imprese. All'indomani della conversione in legge del cd. “Decreto Dignità”, a luglio del 2018, il ministero del Lavoro chiarì con una circolare che, in caso di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori somministrati da parte delle Agenzie per il lavoro, i limiti individuati dal Decreto (durata, causale, ecc.) non trovassero applicazione. Poi con la legge di conversione del decreto Agosto 2020 l'efficacia era stata limitata al 31 dicembre 2021. Lo scorso anno, un emendamento introdotto dalla legge di conversione del Dl fiscale, aveva fissato un nuovo termine al 30 settembre del 2022.

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I sindacati: favorire la continuità occupazionale

I sindacati Felsa-Cisl, Nidil-Cgil e Uiltemp lanciarono l'allarme sul rischio di «sostituzione di 100mila lavoratori a tempo indeterminato con altrettanti a termine», sollecitando «l'approvazione di misure per favorire la continuità occupazionale».Per cercare una soluzione e dare una risposta alle preoccupazioni di aziende e sindacati, in vista della scadenza di settembre 2022, un tavolo era stato insediato al ministero del Lavoro, su iniziativa del sottosegretario Tiziana Nisini (Lega), prospettando il superamento del limite temporale. Si arriva così al Dl Sostegni Ter che, dopo una prima formulazione che superava definitivamente il termine, con la formulazione definitivamente approvata in Commissione Bilancio al Senato ha spostato il termine al 31 dicembre del 2022 . Sarò questo il testo finale, non essendovi possibilità concrete di modifica poiché il Dl deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 28 marzo, pena la decadenza.

Assolavoro: così si precarizzano contratti stabili

Duro il commento di Alessandro Ramazza, presidente di Assolavoro- «Si tratta di un pessimo segnale per più ragioni - sostiene - perché precarizza contratti che ad oggi sono stabili; persevera nel determinare incertezza per oltre 100mila persone; le imprese stanno già riorganizzando i piani e molti lavoratori rischiano di perdere un contratto a tempo indeterminato per un problema che non c'era, ma che è stato creato e ora nuovamente rinnovato dal legislatore».

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