FORMAZIONE

Lavoro “sprint” per i guru della meccatronica

di Luca Orlando

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2' di lettura

Tasso di disoccupazione zero. I numeri sono ridotti, 65 partecipanti in sei edizioni, ma il tasso di successo è indubbio, con il Master in Meccatronica & Management (Mema) della Liuc Business School a rappresentare un passepartout verso il mercato del lavoro.

Master che si rivolge a giovani laureati in ingegneria meccanica, industriale, fisica, elettronica, elettrica, biomedica, aeronautica,dell'automazione e meccatronica, in possesso di una laurea magistrale. Con l’obiettivo di preparare gli studenti ad affrontare le esigenze professionali di Industria 4.0, combinando la preparazione tecnica specifica per il settore con competenze manageriali e abilità comportamentali.

L’elemento distintivo di questo percorso è però la partecipazione diretta di aziende partner, che oltre a sponsorizzare il master in termini finanziari garantiscono gli sbocchi lavorativi per i giovani. Posizioni che spaziano da sales engineer a design specialist, da project manager ad esperto nell’automazione, da project engineer a specialista in software, ruoli che i giovani vanno a ricoprire in queste aziende al termine del master.

Tra i partner vi sono colossi italiani dell’alimentare, come Ferrero, oppure multinazionali dell’automazione come Sew Eurodrive o Kuka, impegnate in questo modo a trovare i profili tecnici necessari, ormai merce rara sul mercato italiano.

La quota di partecipazione, del valore di 10mila euro, è interamente coperta dai contributi erogati dalle aziende sponsor mentre a carico dello studente rimane la tassa di iscrizione di 950 euro.

La struttura del corso, della durata di un anno, prevede un impegno a tempo pieno con 450 ore d’aula e alcune lezioni tenute direttamente all’interno delle aziende, a cui si aggiungono 720 ore di stage in Italia o all’estero. Per garantire una traduzione lineare delle richieste delle imprese in conoscenze specifiche, il 50% del corpo docente è composto da manager delle aziende partner, che dunque oltre al contributo economico devono impegnare in modo significativo anche parte della propria struttura. «Non è facile - spiega il direttore del Mema Elena Tosca, che ieri ha presentato la settima edizione - trovare aziende che realmente decidono di investire sui giovani ma i partner del Mema sono un esempio. Sono realtà che sostengono non solo finanziariamente il master: i loro professionisti entrano in aula facendo lezione, dando quel taglio pratico che molto spesso manca nella preparazione dei giovani. E infine mettono a disposizione dei progetti sui quali verterà lo stage che gli studenti svolgeranno direttamente presso di loro. Il Mema è un percorso formativo altamente qualificante che concretamente facilita l'ingresso nel mondo del lavoro».

Le statistiche lo confermano perché in media a due mesi dal termine del master il 95% dei giovani è già al lavoro, in quattro mesi la percentuale sale al 100%.

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