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Lavoro, per tagliare le tariffe Inail il Governo toglie 410 milioni alle misure anti-infortunio

di D. Colombo e G. Pogliotti


Inail: piu' infortuni nel 2018, 1.133 mortali (+10%)

2' di lettura

Per finanziarie la revisione delle tariffe Inail, che produrrà una riduzione media del 32,72% dei premi pagati dalle imprese - il governo ha attinto anche alle risorse destinate ai piani di investimento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che sono state tagliate complessivamente per 410 milioni nel triennio 2019-2021. Con la pubblicazione lo scorso 1 aprile dei tre decreti sul sito del ministero del Lavoro, diventa operativo l’aggiornamento delle tariffe sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali in vigore dall’inizio dell’anno.

A regime la revisione delle tariffe, ferme da 20 anni, alleggerisce di ulteriori 500 milioni gli oneri a carico delle imprese, portando lo sgravio da 1,2 miliardi (deciso con la legge Finanziaria del 2013) a 1,7 miliardi.

Taglio di 150 milioni per formazione e prevenzione nel 2019
Questa operazione è stata finanziata anche con le risorse destinate alla formazione e la prevenzione della sicurezza nei luoghi di lavoro, tagliate per 110 milioni nel 2019, per 100 milioni nel 2020 e 100 milioni nel 2021, mentre lo “sconto” per la prevenzione è stato tagliato per 50 milioni (2020) e 50 milioni 2021 (con la possibile ulteriore sforbiciata fino a 50 milioni nel 2021). Questo taglio è stato criticato sia dai sindacati sia dalle associazioni datoriali, preoccupati per le ripercussioni negative sugli investimenti nei piani di formazione sulla sicurezza. Va ricordato che la sforbiciata arriva dopo diversi anni di bandi Inail che hanno erogato finanziamenti a fondo perduto (l’ultimo di dicembre 2018 da 370 milioni).

L’edilizia tra i settori penalizzati
Con la revisione tariffaria sono state «introdotte nuove voci ed eliminate quelle relative ad attività obsolete», spiega il ministero del Lavoro, il sistema «è stato reso più aderente agli attuali fattori di rischio attraverso una razionalizzazione delle voci di tariffa». Come conseguenza di questo aggiornamento, per le imprese il termine per l'autoliquidazione è stato prorogato al 16 maggio.

Trattandosi di un taglio medio del 32,72% (dal 26,53 per mille del 2000 al 17,85 per mille), calcolato prendendo come riferimento i dati sull'andamento infortunistico del triennio 2013-2015, gli effetti saranno diversi a seconda della tipologia d’impresa. Come calcolato da Il Sole 24 ore di lunedì 1 aprile, alcune aziende - ad esempio nell’edilizia - si troveranno a pagare di più, essendo venuti meno alcuni”sconti” destinati al settore.

Le tariffe incidono fino all’11% sul costo del lavoro
«Per la prima volta dare lavoro in Italia costerà di meno» ha commentato il ministro Luigi Di Maio su twitter, dopo la pubblicazione dei decreti. Tuttavia va ricordato che il taglio del 32,72% è il risultato a regime, prima dei tagli lineari eppoi delle revisioni tariffarie compiute dal 2014 ad oggi.
Quanto all’impatto dell’operazione sul costo del lavoro, è stato calcolato che al massimo le tariffe Inail possano valere complessivamente fino all’11% : su questo ammontare va calcolato il valore reale del taglio tariffario.

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