Incontri con Draghi e Di Maio

Lavrov a Roma: sì al G 20 su Afghanistan ma dialogo su Ucraina e diritti umani

Sulle vicende di Kabul anche la Russia è pronta a mettere in campo tutta la sua forza politica, diplomatica e militare per orientare in senso pacifico la transizione afghana. Ma il messaggio sottinteso all'Occidente e soprattutto agli Stati Uniti che il ministro degli Esteri russo lascerà filtrare nei colloqui di Roma è chiaro: la Russia si attende che il suo ruolo internazionale venga riconosciuto. Quindi un atteggiamento meno rigido su Ucraina (anche se sulla sanzioni poco si potrà fare), sulle polemiche su cyber attacchi e violazioni dei diritti umani

di Gerardo Pelosi

(Sputnik)

4' di lettura

Lo hanno ripetuto fino alla noia tutti i ministri degli Esteri italiani che si sono succeduti negli ultimi anni: nonostante la questione ucraina ancora aperta, sarebbe un grave errore isolare la Russia perchè è un attore internazionale dal quale non si può prescindere per risolvere i dossier globali: si parli di lotta alla pandemia, di clima o di terrorismo. Le ultime drammatiche immagini provenienti dall'aeroporto di Kabul testimoniano una volta di più questa necessità. Da maggio sono in corso colloqui serrati tra le autorità di Mosca ed emissari dell'Emirato islamico dell'Afghanistan a riprova che la diplomazia di Mosca non aveva preso affatto sotto gamba il possibile scenario che si stava preparando con l'uscita del contingente americano e alleato dal Paese. Questo mentre in Cornovaglia, al G7 presieduto da Boris Johnson (che vedeva l'esordio sulla scena internazionale del presidente americano, Joe Biden) la questione afghana veniva relegata, quasi nel disinteresse dell'Occidente, al 57° punto sui 70 del comunicato finale. Si tratta quindi ora di recuperare in fretta il tempo perduto ed è quello che l'Unione europea e gli Stati membri a cominciare dall'Italia stanno cercando di fare.

Una visita promessa al G20 Esteri di Matera in giugno

Ed è così che la visita a Roma del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che ha visto il presidente del Consiglio Mario Draghi e poi il suo omologo Luigi Di Maio alla Farnesina assume un significato del tutto particolare. Una visita inserita in un giro di capitali europee (prima di Roma Lavrov aveva avuto incontri a Vienna e Budapest) prevista da tempo, ben prima della crisi afghana. In giugno, al G20 dei ministri degli Esteri di Matera, Lavrov aveva inviato un suo vice ma aveva promesso che sarebbe venuto in Italia in un secondo tempo. Il dossier afghano sarà naturalmente il piatto forte dei colloqui romani. La diplomazia di Mosca aveva già fatto sapere di essere favorevole alla proposta italiana di organizzare un vertice G20 in settembre sull'Afghanistan. E Lavrov lo ha ribadito nel corso del suo incontro con il premier italiano Mario Draghi che ieri ha avuto un colloquio telefonico anche con il premier indiano Modi.

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Russia si impegna ma Occidente riveda sue accuse su Ucraina, Cyber e diritti umani

Il Governo Draghi intende coinvolgere Russia e Cina che fanno parte del G20 in un piano di pace per l'Afghanistan. Se ne è discusso anche in Consiglio dei ministri dove il ministro Di Maio ha illustrato l'impegno italiano per il popolo afghano. «Dobbiamo – ha detto il ministro - avere l’obiettivo di garantire un ruolo internazionale di primo piano per l’Italia sul dossier afghano». Ma come tutti i grandi Paesi della regione che hanno interessi strategici - quasi mai convergenti tra loro – sulle vicende di Kabul (a cominciare da Cina, India e Turchia) anche la Russia è pronta a mettere in campo le sue capacità e tutta la sua forza politica, diplomatica e militare per orientare in senso pacifico la transizione afghana. Ma il messaggio sottinteso all'Occidente e soprattutto agli Stati Uniti che Lavrov lascerà filtrare nei colloqui di Roma è chiaro: la Russia spende la sua forza ma si attende che il suo ruolo internazionale venga riconosciuto. Quindi un atteggiamento meno rigido su Ucraina (anche se sulla sanzioni poco si potrà fare), polemiche su cyber attacchi e violazioni dei diritti umani. «La Russia è pronta a rispettare gli accordi che gli Stati Uniti hanno raggiunto con i Talebani - ha affermato il ministro degli Esteri russo nella conferenza stampa congiunta che ha tenuto alla Farnesina con Luigi Di Maio - Bisogna ora capire meglio quale ruolo vedono i nostri partner per la Russia nel G20».

Nei colloqui anche Libia, Siria e vaccino Sputnik

Ma non c’è stato solo Afghanistan nei colloqui romani di Lavorv. Si è parlato anche di rapporti bilaterali, di relazioni tra Mosca da una parte e Ue e Nato dall'altra. Un capitolo a parte che preme anche al Governo italiano riguarda la Libia con la necessità di avviare quel Paese verso le elezioni del 24 dicembre in un clima di concordia nazionale. La delegazione russa ha sollevato anche la questione ucraina e siriana, la situazione geopolitica nel Mediterraneo e la cooperazione in ambito sanitario con il vaccino Sputnik che attende ancora l’approvazione dell’Ema ma potrebbe essere già prodotto anche in Italia.

Di Maio: sanzioni Ue danneggiano economia italiana, devono essere mezzo, non fine

«Contiamo sula prosecuzione del sostegno e della collaborazione della Russia con la nostra presidenza del G20 per trovare insieme soluzioni a sfide globali» ha detto il ministro Di Maio dopo l’incontro con Lavrov aggiungendo: «Solo un’azione globale coerente e condivisa potrà essere efficace nei confronti delle nuove autorità di Kabul».«Non vogliamo che a pagare la crisi siano i Paesi confinanti» ha sottolineato Di Maio. Il titolare della Farnesina vede «opportunità concrete per rendere la partnership bilaterale con la Russia più forte». Le relazioni bilaterali tra Italia e Russia, ha detto Di Maio all'agenzia russa Tass «sono a un buon livello e vediamo opportunità concrete per rendere la nostra partnership ancora più forte». Di Maio ha riconosciuto che le sanzioni antirusse dell’Unione Europea stanno avendo effetti negativi sugli interessi economici nazionali ma, allo stesso tempo, ha ribadito che Roma seguirà la politica comune europea sulla questione delle sanzioni. «La decisione di imporre sanzioni alla Russia è stata presa dai Governi dei Paesi dell’Ue sulla scia della crisi ucraina. Abbiamo sempre affermato abbastanza chiaramente che le sanzioni sono un mezzo, non un fine, e che dovrebbero servire una strategia più ampia», ha ricordato Di Maio. «Siamo perfettamente consapevoli degli effetti negativi delle sanzioni sui nostri interessi economici nazionali ma ci atteniamo alla politica che lega la revoca delle sanzioni all’attuazione degli accordi di Minsk» ha precisato il ministro.

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