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Lazio in controtendenza, crescono le imprese del settore audiovisivo

di Andrea Marini

2' di lettura

Il comparto dell’audiovisivo di Roma sembra aver invertito la tendenza rispetto al periodo nero dell’era del coronavirus, quando i lockdown e le restrizioni alle presenze nei cinema hanno ridotto l’attività di tutta la filiera. Al 30 giugno 2022, secondo i dati di InfoCamere-Unioncamere, Movimprese, erano registrate nell’area della capitale 2.134 imprese di attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi. In lieve ripresa rispetto alle 2.123 riportate al 31 dicembre 2021. Siamo ancora lontani dal picco del 31 dicembre 2019 (2.783), ma il dato è incoraggiante se si pensa che nello stesso arco di tempo si è calati in Italia da 7.848 a 7.416.

Il trend conferma quello che potrebbe tornare ad essere un periodo d’oro per il settore della capitale. Con le sue imprese che rappresentano quasi il 30% di quelle presenti in Italia, il Lazio ha un ruolo leader nell’audiovisivo (in particolare Roma, che pesa per il 95%). Secondo i dati di Intesa Sanpaolo – che attraverso il desk specialistico Media & Cultura, è leader nel mercato nazionale dell’audiovisivo con circa 2 miliardi di euro erogati a favore del settore dal 2009 – il peso del Lazio è ancora maggiore se si considerano gli occupati: dei 25.700 addetti totali in Italia, circa 10.800 (ossia il 42%) sono nel Lazio. La maggior parte sono a Roma (il 98% dell’occupazione nel Lazio). Una leadership confermata anche se si considerano le produzioni vendute all’estero: l’export del settore audiovisivo del Lazio (oltre 15 milioni nel 2019) dopo il forte calo del 2020 ha recuperato pienamente i livelli pre-pandemia (18,5 milioni nel 2021; il 15,5% del totale nazionale). E nel primo trimestre del 2022 le vendite all’estero del comparto nella sola provincia di Roma hanno quasi toccato i 9 milioni, più che raddoppiando i quasi 4 milioni toccati nel primo trimestre 2021.

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Un aiuto che certo è venuto anche dalla Regione Lazio, che su questo comparto scommette da anni: dal 2016, in base ai dati dell’assessorato allo Sviluppo economico, sono stati investiti 150 milioni, e il Piano annuale degli interventi in materia di Cinema e Audiovisivo 2022 prevede per l’anno 14,5 milioni. Tanto che il Lazio è la seconda regione europea per investimenti a favore del settore. Tra fondi proprio della Regione e fondi europei, i finanziamenti hanno contribuito e contribuiscono a contrastare la crisi e aiutano le sale cinematografiche a pagare i canoni di affitto, a investire in digitalizzazione ed efficientamento energetico. Sostengono il lavoro di chi immagina e realizza prodotti audiovisivi e aiutano la crescita dell’intero settore, la sua apertura ai mercati internazionali. Oltre a incentivare il settore, questi fondi hanno l’obiettivo di promuovere le bellezze dei territori, il turismo e le mete regionali attraverso le ambientazioni di lungometraggi, fiction, documentari e film di animazione, distribuiti in tutto il mondo.

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