al via il centro di eccellenza

Lazio, investimenti da 42 milioni nel distretto tecnologico per i beni culturali

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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2' di lettura

Nasce nel Lazio il Centro d’eccellenza - Distretto tecnologico per i beni culturali, che attraverso la collaborazione di otto tra i principali organismi di ricerca del territorio, lavorerà per valorizzare il patrimonio attraverso l’impiego delle più innovative tecnologie. Previsti investimenti per 42 milioni. La novità è stata presentata dal governatore Nicola Zingaretti e dal vicepresidente del Lazio Massimiliano Smeriglio insieme ai rettori della Sapienza Eugenio Gaudio, di Tor Vergata Giuseppe Novelli, di Roma Tre Luca Pietromarchi, di Cassino Giovanni Betta, della Tuscia Alessandro Ruggieri, e con il presidente dell’Infn Fernando Ferroni, il delegato del Cnr Gilberto Corbellini e la delegata dell'Enea Roberta Fantoni. Al Dtc Lazio collaboreranno anche Cna, Federlazio, Lega Coop, Unindustria.

Il primo obiettivo per il Centro di Eccellenza prevede un intervento di 6 milioni, con il coinvolgimento di 800 ricercatori e 400 assegnisti. Nei primi 18 mesi sono previsti 18 corsi di Alta Formazione, 10 Master di primo e secondo livello e 3 grandi progetti di ricerca.

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Queste le prossime tappe illustrate dal Vicepresidente e assessore alla Ricerca della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Sono già operativi 23 milioni di euro (3,2 milioni prima fase; 20 milioni seconda fase) per la diffusione di tecnologie innovative per la valorizzazione, conservazione, recupero e fruizione del patrimonio culturale. Entro gennaio 2019 sono previste le graduatorie per il finanziamento dei progetti esecutivi.

Sei milioni di euro sono appostati per un Open innovation Center “di caratura internazionale”, un hub della ricerca e dello sviluppo dedicato alle tecnologie per lo spettacolo dal vivo (musica, teatro, danza). Tra l’autunno 2018 e l’inizio del 2019 è in cantiere la pubblicazione del nuovo bando.

Tre milioni di euro sono destinati al sostegno alle Pmi innovative, alle start-up d’avanguardia già costituite o ancora da costituire, e agli spin-off di ricerca che realizzino attività ad alto contenuto tecnologico nel settore dei beni culturali. Entro il 2019 ci sarà la pubblicazione del bando dedicato.

Infine, il Festival Element #5, «una settimana di creatività, arte digitale e visioni del futuro nei luoghi della cultura del Lazio». Mentre altri 3,5 milioni sono stanziati per attività di diffusione e pubblicità. L’impegno della Regione Lazio è di spendere entro il 2019 il totale dei 41,7 milioni di euro investiti per il distretto tecnologico per i beni e le attività culturali del Lazio.

L’Italia è al primo posto per numero di siti Unesco, e il Lazio spicca per quantità e qualità del patrimonio culturale, con 259 musei e gallerie; 28 aree e parchi archeologici; 29 monumenti di cui 5 Unesco, nonché 13 università, 4 primari organismi di ricerca, 6 Istituti centrali del Mibact, 40 mila imprese con 202 mila addetti (14% del totale nazionale), con una produzione di valore aggiunto pari a 14,7 miliardi di euro (16% del totale nazionale). Questo tessuto territoriale, culturale e produttivo ha bisogno di sviluppare tecnologie, processi, prodotti e servizi per la fruizione avanzata del patrimonio artistico, architettonico, archeologico e culturale regionale. Per questo il Distretto, coordinato da Maria Sabrina Sarto, ha stabilito una serie di azioni volte al raggiungimento di questi obiettivi, con un investimento complessivo di 41,7 milioni di euro (di cui 20,7 a carico della Regione Lazio e 21 a carico del Miur).

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