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Lazio, «la bomba su Zingaretti»: dossieraggio sul segretario Pd. Indagato consigliere M5S

Intercettazioni imbarazzanti per il Movimento5Stelle emergono dagli atti dei pm di Roma sull’arresto di tre soggetti di minacce al Gruppo Ini spa. Nelle conversazioni salta fuori il nome di Davide Barillari, consigliere pentastellato, ma anche l’ex eurodeputato Mario Borghezio

di Ivan Cimmarusti


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3' di lettura

«Qui tra poco scoppia la bomba contro Nicola Zingaretti». Per colpire il Gruppo Ini spa, titolare di una serie di cliniche accreditate nella Regione Lazio, Andrea Paliani, sindacalista Sicel (Sindacato Italiano Confederazione Europea del Lavoro) e legato all’organizzazione neofascista “Avanguardia Nazionale”, era disposto a mettere nelle mani della politica un dossier contro il segretario del Pd e governatore del Lazio. Si era rivolto per questo al consigliere regionale M5S Davide Barillari, indagato, nel tentativo di arrivare all’ex ministro Giulia Grillo. Non solo: parla anche con Mario Borghezio, ex eurodeputato della Lega, facendo riferimento a «informazioni su Zingaretti».

Sono gli atti con cui i pm di Roma hanno ottenuto l’arresto di tre persone. Ai domiciliari sono finiti il maresciallo dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, Giuseppe Costantino, il sindacalista della Sicel, Andrea Paliani e il consulente del lavoro, Alessandro Tricarico. Nell’ordinanza il gip di Roma afferma che i tre hanno compiuto «atti idonei a indurre Cristopher Faroni, consigliere di amministrazione e socio della società Ini spa, (a capo di un gruppo di cliniche accreditate al Ssn, ndr) ad assumere il consulente del lavoro, Alessandro Tricarico, come consulente del lavoro all’interno del gruppo Ini, con un compenso di 250 mila euro annui».

Negli atti però si scoprono una serie di macchinazioni attuate da Paliani per colpire Ini. Stando ai documenti, l’indagato per invogliare la classe politica regionale a far togliere l’accreditamento alle cliniche della Ini aveva fatto riferimento a rapporti equivoci tra la società e Zingaretti.
In particolare Paliani aveva ottenuto informazioni in merito ad accertamenti bancari svolti sul Gruppo Ini, che gli avrebbero consentito di far procedere la classe politica al commissariamento. Di questo ne parla con Barillari del Movimento5Stelle. «Quindi tra poco scoppia la bomba penso…che con questa penso Zingaretti…il Pd…mo distrugge pure il Pd… Questa storia del milione di euro noi la conosciamo perché come danno i soldi questi in giro no! Con la sanità privata, con le porcate loro e questa è la verità». «Si, si», risponde Barillari.

In altre conversazioni Paliani ribadisce più volte a Barillari - il quale si dice pronto a fare una ispezione sul Gruppo Ini – che «li fai male anche a Zingaretti, capito? Che quelli sono gli amici suoi quelli della Asl», riferendosi alla Ini spa. Ancora, in altra intercettazione Paliani dice «in ordine ai possibili effetti che la presentazione di un esposto alla Guardia di finanza di Frosinone (contro il Gruppo Ini spa, ndr) produrrà “questa è una botta penso che Zingaretti se la ricorda finché campa dopo…(ride)…poi come nasconde l’amicizia col Faraoni…”. Barillari, pur non commentando le parole del Paliani, sembra approvarne il contenuto: “esatto”».

Paliani ne parla anche con Mario Borghezio, ex deputato europeo in quota Lega. «Borghezio, ciao sono Andrea “Geppo” di Avanguardia…». «Ah ciao dimmi tutto…», risponde l’allora eurodeputato. «Senti…io ti volevo dire ho un dirigente vostro della Lega nel frosinate…e in più ho notizie per quanto riguarda la sanità privata accreditata nel Lazio di truffe…da parte del Gruppo Ini, amici del Pd…Ma quando ci possiamo vedere per la sanità privata perché fai scoppiare una bomba nel Lazio contro Zingaretti che ti rifà salire a livelli…». Risponde Borghezio: «Ti chiamo appena torno».

Un anno fa circa Barillari aveva annunciato lui stesso di essere indagato «perché mi ha denunciato il legale rappresentante del Gruppo Ini, di proprietà di una delle più ricche e potenti famiglie della sanità privata, i Faroni, che possiedono 7 cliniche private in tutto il Lazio». Barillari spiegava in un post su Fb che in queste «cliniche, grazie al supporto del sindacato Sicel, ho effettuato diverse visite ispettive». Il consigliere dunque si diceva pronto ad «andare fino in fondo per far emergere il livello di corruzione in sanità e l’enorme intreccio di interessi privati fra Asl, proprietari di cliniche private, sindacati venduti e politica».

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