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Lazio, termovalorizzatore di Aprilia: un piano da 410 milioni dei privati

Dal gruppo Altissimi il progetto per un impianto da 410 milioni di investimenti in provincia di Latina. Cittadinanza coinvolta con un progetto di azionariato diffuso

di Jacopo Giliberto

(Ritzau Scanpix via AFP)

2' di lettura

Mentre a Roma è lotta a sciabolate politiche sull’idea di dotare la città di un inceneritore a ricupero di energia, nel contempo zitto zitto nella vicina Aprilia, in provincia di Latina, il gruppo Altissimi progetta un termovalorizzazone capace di trasformare in energia elettrica e in calore per teleriscaldamento oltre 430mila tonnellate di rifiuti irriciclabili. Costo previsto, 410 milioni. Finanziatori: anche i cittadini di Aprilia tramite quote azionarie della Spa. Il modello cui ispirarsi è Copenaghen, la capitale della Danimarca, il cui inceneritore è dotato di una caffetteria panoramica all’ombra della ciminiera e di una pista da sci sul tetto pendente. E anche il futuro inceneritore di Aprila, se riuscirà a superare i soliti ostacoli, avrà attrazioni sportive e turistiche simili.

Istanza depositata in Regione

I fatti. Lunedì sera alle ore 21,58 — l’ora è documentata dalla posta certificata — la società Creaplant del gruppo Altissimi ha depositato l’istanza e la documentazione di progetto agli uffici Via Valutazione impatto ambientale della Regione Lazio. Ancora lunedì, è stato emesso all’indirizzo del conto corrente della Regione Lazio il bonifico di 32.800 euro (più 78 centesimi di commissione) per gli oneri di istruttoria del progetto.

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La parte non riciclabile

«Non si tratta di immondizia indifferenziata», spiega Fabio Altissimi, il cui gruppo di gestione ambientale da 52 milioni di giro d’affari è guidato dalla capogruppo Rida Ambiente di Campoverde di Aprilia. «Intendiamo usare come combustibile esclusivamente quella quota di materiali non riciclabili della provincia di Latina che avanzano dopo la raccolta differenziata e la selezione nei nostri impianti ma anche prodotti da altri impianti di trattamento della provincia che attualmente trovano — quando la trovano — destinazione verso discariche italiane o estere, se non restano addirittura stoccati per mesi sui piazzali di molti impianti, senza un’adeguata collocazione».

Le tipologie di rifiuti

Infatti non sono rigenerabili tutti i materiali estratti dai rifiuti. Qualche esempio. Non è riutilizzabile circa il 14,8% dei materiale raccolto con il vetro, ma secondo uno studio del Politecnico di Milano si arriva al 66,3% di materiali non riutilizzabili nel caso della plastica: mentre teloni di polietilene, flaconi di polipropilene e bottiglie di Pet vanno a ruba nel mercato della rigenerazione, non c’è destinazione per i frammenti misti troppo piccoli o per i prodotti formati da plastiche eterogenee. Non è un caso se questi materiali senza destinazione a volte si accumulino fino a diventare innesco per incendi molto inquinanti.

Qualche dettaglio del progetto

L’impianto di recupero energetico, previsto dalle norme europee sulla tassonomia ecologica, avrebbe una taglia da 437mila tonnellate l’anno, simile all’inceneritore A2A di Milano; il calore sviluppato nella caldaia, 220 megawatt, verrebbe usato per produrre vapore con il quale, dopo aver fatto girare una turbina per produrre corrente elettrica, alimentare una rete di teleriscaldamento per le case di Aprilia. Il servizio di riscaldamento potrebbe essere comunale (o misto pubblico-privato). Cittadini e aziende risparmierebbero sulle spese di riscaldamento e verrebbero spente centinaia di caldaie che oggi emettono i loro fumi in aria. I fumi dell’impianto di Aprila sarebbero invece filtrati e trattati. La società di gestione dell’impianto intende emettere azioni da 50 euro riservate ai soli cittadini di Aprilia, che ne godrebbero il dividendo.

Riproduzione riservata ©

  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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