sicurezza

Le 10 criticità mondiali trascurate dai media e dai Governi

Ci sono 35 capi di Stato alla Conferenza sulla Sicurezza a Monaco di Baviera. Ma la distanza tra Stati Uniti ed Europa non aiuta a risolvere le crisi

di Roberto Da Rin


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(AFP)

2' di lettura

Le tensioni sulla scena internazionale. È questo il tema dibattuto alla Conferenza sulla Sicurezza, in corso a Monaco di Baviera, in Germania. È una delle più importanti piattaforme di discussione sulle tematiche relative a Difesa e Sicurezza. Dai partecipanti, di primissimo piano, è già emersa una prima preoccupazione, tradotta in una lista di emergenze mondiali su cui l’attenzione dei media e dei governi non è all’altezza della

gravità dei fatti.

Le 10 criticità riguardano Paesi e relazioni internazionali bilaterali. Eccole: Afghanistan, Yemen, Etiopia, Jihadismo in Burkina Faso, Libia, Stati Uniti-Iran, Corea del Nord, India e Pakistan, Venezuela, Ucraina.
Sono 500 i politici di primo piano che partecipano ai lavori, di cui 35 capi di Stato. Tra loro anche il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo.

Quella in corso, che terminerà il 15 febbraio, è la 56esima Conferenza sulla Sicurezza. Ai lavori partecipa anche la Cina. Wang Yi, consigliere di Stato e capo della diplomazia cinese, ha accettato l’invito del presidente della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Wolfgang Ischinger, e del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas.

Nei giorni scorsi, prima di questo appuntamento, Wang Yi e Heiko Maas si sono incontrati per il “quinto turno” del Dialogo strategico Cina-Germania su diplomazia e sicurezza.

Uno dei temi più caldi di questo summit è la spaccatura tra Stati Uniti ed Europa, con la deriva protezionista guidata da Trump. Un Occidente, quindi, meno coeso e quindi più vulnerabile.

Il vertice, anche se organizzato con obiettivi politici mirati a riequilibrare rapporti bilaterali molto tesi, non otterrà risultati tangibili su alcuni conflitti aperti. Gli analisti politici e gli osservatori presenti a Monaco non credono che la tensione tra Stati Uniti e Iran possa stemperarsi dopo l’assassinio dell’iraniano Qassem Soleimani, avvenuto a Baghdad, in Iraq. Né che i progetti nucleari della Corea del Nord possano essere rallentati.

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