MONTAGNA DI LUSSO

Le «Alpi d’oro» hanno reso oltre il 19% in 10 anni (più delle capitali europee)

Un report di Knight Frank esamina 18 località turistiche di alto livello in Francia e in Svizzera, da cui emerge che la prima attira più investimenti e maggior gradimento. Val d'Isère e Chamonix tra le location meglio posizionate

di Evelina Marchesini

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(Reuters)

Un report di Knight Frank esamina 18 località turistiche di alto livello in Francia e in Svizzera, da cui emerge che la prima attira più investimenti e maggior gradimento. Val d'Isère e Chamonix tra le location meglio posizionate


4' di lettura

La montagna di lusso, quella degli chalet in zone centrali delle più famose località alpine della Francia e della Svizzera, non conosce crisi e, anzi, si sta rivelando un ottimo investimento. A differenza di quanto accade nella maggior parte delle località montane italiane, quelle che potremmo definire le “Alpi d’oro” non solo vedono salire il numero di compravendite di anno in anno, ma anche i prezzi. E diventano un vero e proprio bene rifugio.

A sancirlo e a darci tutti i dettagli è l’ultimo Prime Ski Property Report di Knight Frank, advisor specializzato nell'intermediazione di immobili di prestigio e nel rilevamento di trend e statistiche, che in quest'ultima edizione mette sotto i riflettori il deciso sorpasso delle più belle località sciistiche francesi rispetto ai blasonati resort svizzeri. Da cui emerge che, per esempio, la Val d’Isere è oggi molto più richiesta delle famose St. Moritz o Gstaad.

Chi sale e chi scende
Knight Frank elabora l’ormai noto Prime Ski Property Index, lanciato nel 2008, che prende in considerazione i prezzi di uno chalet di 4 camere da letto in zone centrali dei più noti resort sciistici francesi e svizzeri, quelli insomma in grado di interessare investitori non solo europei ma provenienti da tutto il mondo. Quest'anno le località monitorate sono salite a 18, grazie all'aggiunta di Saint-Martin-de-Belleville, Zermatt e Grimentz.

Il maggiore aumento dei prezzi si vede in Val d'Isere, con un incremento del 2,9% su base annua. Seguono Chamonix (+2,6%), Saint-Martin-de-Belleville (+2,4%), Courchevel 1650 e Courchevel 1550 (entrambe a +2,2%) e Meribel Village (+2,2%). Tra le svizzere, invece, le migliori sono Verbier, in aumento dell'1,5%, e St. Moritz, con un +1%, mentre le altre si aggirano intorno allo zero. Da sottolineare, in ogni caso, che grazie al trend complessivamente molto positivo della montagna di lusso, in nessun caso di vedono diminuzioni dei prezzi.

L’ANDAMENTO DELLO SKI PRIME PROPERTY INDEX Var. % annua alla fine del primo semestre 2019, in valuta locale
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Perché piace la montagna
Una volta a scegliere la casa in montagna erano gli sciatori accaniti e le loro famiglie, ma questo ormai è un mito da sfatare. Chi cerca una casa nelle località alpine di lusso, sia per acquistare sia per affittare, lo fa per una questione di status sociale e di varietà dell'offerta di brand di lusso e di attività che vi si possono praticare. Secondo Knight Frank, nell'ultimo anno ben il 36% dei compratori o affittuari di case in Val d'Isere non scia. Ecco perché diventano sempre più importanti le infrastrutture di attività di fitness, le Spa, le iniziative e gli eventi durante tutto l'arco dell'anno.

Allo stesso modo i compratori si informano sugli investimenti futuri, sia a livello governativo sia a livello privato, in infrastrutture sciistiche e la competizione si fa sempre più dura. In questo contesto le Alpi francesi investono di più di quelle svizzere. A Chamonix, che è un esempio di località che ormai da un decennio continua a crescere e che conta una popolazione residente di circa 10mila persone e scuole private che attirano sempre nuovi residenti, la Compagnie du Mont Blanc ha reso pubblici i dettagli dei prossimi investimenti in infrastrutture sciistiche, pari a 477 milioni di euro, e ha un piano di crescita a 40 anni.

Il lato economico
Lo chalet come bandiera di uno stile di vita e la mondanità non sono sufficienti però a muovere capitali sempre più consistenti, considerando che per una dimora di lusso si devono sborsare milioni di euro. La realtà è che le banche e i Governi ormai offrono tassi d'interesse negativi e i super ricchi sono alla ricerca di asset in cui valga la pena investire. Le case nelle Alpi d'Oro sono uno di questi asset. In media, negli ultimi dieci anni, la rivalutazione di queste tipologie di case di montagna è salita, secondo Knight Frank, del 19%: molto di più non solo dei titoli di Stato, ma anche della rivalutazione degli immobili in molte rinomate città europee. Una rivalutazione superata sì dalle case di New York, Londra, Parigi e Mosca, ma superiore a tutte le altre, comprese St. Tropez e Ginevra, veri simboli del lusso. Di più. I rendimenti delle case in montagna sono buoni e ormai, secondo Knight Frank, il 100% dei compratori vuole affittare gli chalet che acquista (contro il 50% di qualche anno fa): in questo modo coprono le spese di manutenzione sia ordinarie sia straordinarie, oltre che le proprie spese personali per quando usano le dimore per andare a sciare.

Prezzi alle stelle
Quanto costano questi chalet da sogno? La cima della classifica è occupata da Gstaad, con ben 31.500 euro al metro quadrato (dati al 30 giugno 2019, anche il tasso di cambio dal franco svizzero all'euro), seguita da Courchevel 1850 con 26.000 euro al mq. Zermatt è a 20.700, Verbier a 20.400, la Val d'Isere a 19.500 euro al mq. St. Moritz si vende a 18.900 euro al metro, mentre Chamonix è ben più “abbordabile”, con i suoi 11.500 euro al mq. La più economica? Grimentz, con una media di 9.900 euro al metro.

LA CLASSIFICA DEI PREZZI Prezzi “prime” in euro al mq alla fine del primo semestre 2019*
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Troppe regole non piacciono
Mentre un tempo la Svizzera era apprezzata anche per la limitatezza dell'offerta di case, oggi questi vincoli, così come le limitazioni agli affitti, vengono mal vissuti dagli investitori. Le famose leggi Koller e Weber rendono ormai difficile in Svizzera capire chi può comprare e cosa e i ricchi compratori extra-europei si sentono esclusi dal tappeto rosso, il che li fa allontanare dal Paese. Un altro punto a favore della Francia.

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