L'e-mail certificata

Le amministrazioni dialogano con i professionisti solo via Pec

di Alessandro Borgoglio

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(PhotoAlto / AGF)

2' di lettura

Uno studio professionale 4.0 non può prescindere dall’utilizzo di una casella di posta elettronica certificata (Pec), perché ormai le comunicazioni viaggiano sempre di più in rete, e anche la pandemia in corso ha dato un’ulteriore spinta in questa direzione. Il punto di forza della Pec sta nel fatto che equivale alla ricezione di una raccomandata con ricevuta di ritorno, con le medesime garanzie legali.

Se l’utilizzo della Pec per le comunicazioni private resta una facoltà dei singoli, nei rapporti con la pubblica amministrazione, invece, si tratta per molti professionisti di una strada obbligatoria. È da ormai una decina d’anni che è scattato l’obbligo per le imprese, le società e i professionisti iscritti in Albi o Ordini di dotarsi di una Pec per le comunicazioni con gli enti pubblici, anche se non tutti hanno ancora provveduto.

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L’elenco delle Pec
La svolta nell’utilizzo della Pec è stata impressa dal Codice dell’amministrazione digitale che ha previsto, da un lato, norme che favoriscono la comunicazione digitale tra Pa e cittadini e, dall’altro, la creazione dell’indice Ini-Pec (www.inipec.gov.it), che contiene tutti gli indirizzi Pec di imprese e professionisti, indirizzi trasmessi sia da InfoCamere sia dagli Ordini.

Importanti novità sono state introdotte anche dal Decreto Semplificazioni (articolo 37 del Dl 76/2020), per cui il professionista che non comunica il proprio indirizzo Pec all’Albo è soggetto a diffida, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza, ad adempiere entro trenta giorni; in caso di mancata ottemperanza alla diffida, viene sanzionato con la sospensione dall’Albo fino alla comunicazione dell’indirizzo Pec. Inoltre, la reiterata omessa pubblicazione dell’elenco delle Pec degli iscritti, costituisce motivo di scioglimento e di commissariamento dell’Ordine o del Collegio.

I professionisti dimenticati
Tra quanti sono obbligati a dotarsi di Pec il legislatore si è, però, dimenticato completamente di una vasta platea di soggetti: si tratta dei professionisti non iscritti in Albi tenuti da Ordini o Collegi. Infatti, come confermato dalla Faq numero 7 sul portale Ini-Pec, tali soggetti non devono avere obbligatoriamente una Pec «poiché l’articolo 16, comma 7 del Dl 185/2008 si riferisce espressamente ai soli professionisti iscritti in Albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato».

Nel prossimo futuro si parlerà invece di “domicilio digitale”, di cui la Pec è soltanto uno degli strumenti, ma le norme al momento sono ancora in divenire.

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