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Le Atp finals a Torino valgono mezzo miliardo in cinque anni

di Filomena Greco

3' di lettura

Un dossier che vale almeno mezzo miliardo di ricadute economiche in 5 anni. Torino ospiterà la Atp Finals di tennis dal 2021 al 2025, si tratta delle gare disputate a novembre di ogni anno in cui si sfidano i primi 8 tennisti al mondo. Per la Città e l'amministrazione Cinque Stelle si tratta di un risultato importante, che dà fiducia al territorio e permette di voltare pagina rispetto alla delusione legata alla non candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026. «Torino

ce l'ha fatta» commenta a caldo la sindaca Chiara Appendino che sul dossier si è impegnata in prima persona per mesi. Si parla di lavoro di squadra, lo fa da Roma il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli – «come Governo abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, assieme a Comune e Regione, Istituzioni sportive, associazioni, imprese e enti territoriali» –, lo ribadisce la sindaca nel suo messaggio su Facebook, in tarda mattinata, lo sottolinea anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che parla di «un risultato importante per la città e per il Piemonte» per il quale garantisce tutto l'impegno necessario. Un impegno sul fronte delle strutture – ha aiutato il fatto che la città avesse in dote dalle Olimpiadi invernali del 2006 il PalaAlpitour , un impianto polifunzionale indoor che sarà il centro nevralgico della futura cittadella del tennis –, della credibilità istituzionale e delle risorse economiche.

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Le risorse stanziate

Sul piatto ci sono oltre 95 milioni di euro per l'intero quinquennio: 78 garantiti

dal Governo, 15 da Comune e Regione e 2,5 dal sistema camerale. Proprio il sostegno economico da parte dell'Esecutivo è stato uno dei temi più delicati nel corso di queste settimane. E non è un caso che lunedì 28 aprile a Torino, in occasione della presentazione del progetto, ci sarà anche Giancarlo Giorgetti, accanto a Simone Valente, sottosegretario 5Stelle con la delega ai rapporti con il Parlamento, tra i fautori, insieme alla sindaca, del successo ottenuto dalla Città.

Il «percorso» per arrivare a Torino

La corsa si è aperta ad agosto scorso e ha visto Torino in gara insieme ad altre 39 possibili destinazioni. Federtennis è entrata in partita a novembre presentando la candidatura della città con l'appoggio del Governo italiano, del Comune, della Regione e del Coni. L'Atp Tour, l'Associazione che organizza i Masters di tennis, in una seconda fase ha puntato su una short list: con Torino c'erano Singapore, Tokyo, Manchester e la stessa Londra, sede delle Finals fino al 2020.
«Siamo orgogliosi della visibilità che Torino avrà nei prossimi anni e della fiducia che Atp ha riposto in noi e nel sistema paese» sottolinea la sindaca Appendino. La città ospiterà le finali annuali delle Atp, il più importante torneo professionistico di tennis dopo le 4 prove del Grande Slam: lunedì 28 ci sarà anche Chris Kermode, presidente di Atp Tour, a presentare il progetto dei Masters a Torino, con Novak Djokovic, numero 1 al mondo e presidente dell'Associazione dei tennisti professionisti che ha espresso la sua soddisfazione.

In campo anche il settore economico torinese

In questa partita ha dato una mano anche il sistema economico e produttivo

della città, come racconta Vincenzo Ilotte presidente della Camera di commercio e imprenditore nel settore automotive: «Quando la sindaca ha citato questa opportunità, qualche mese fa, ci siamo messi a disposizione per sostenere concretamente la candidatura di Torino, coordinando le diverse associazioni di categoria e il mondo produttivo, oltre a garantire, nella fase decisiva del percorso, il nostro sostegno economico». Intorno alle future Atp Finals di Torino, dunque, «c'è una rete di soggetti interessati a dare un contributo – racconta Ilotte – ci metteremo a lavorare per garantire le massime ricadute sulla città e l'area metropolitana». Il sistema economico torinese farà la sua parte, assicura il presidente degli industriali Dario Gallina, «a partire dai nostri campioni del Made in Italy». L'investimento richiesto è rilevante, aggiunge Gallina, «ma è evidente come, in una strategia di medio termine, l'attrazione di grandi eventi si riveli una strada vincente per diventare una Città sempre più internazionale e attrattiva per l'innovazione».

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