titoli di stato

Le attese sulla fine del Qe spingono i rendimenti in asta dei BTp

di Claudio Celio

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2' di lettura

Salgono i rendimenti in asta e riflettono l'andamento al rialzo dei tassi sul mercato secondario. Il risultato delle aste odierne, che hanno visto salire sensibilmente i rendimenti sulle scadenze a 5 e 10 anni, è la conseguenza della traslazione verso l'alto della curva dei rendimenti della Zona euro, che inizia a fare i conti con la progressiva uscita dal Qe. L'aumento dei rendimenti a cui si è assistito in questi giorni ha interessato i bond emessi da tutti i Paesi dell'area euro ed è stato innescato da un mix di fattori che chiamano in causa la crescita dell'economia europea, che procede a ritmo sostenuto, le attese sempre più concrete di una fine del Qe entro il 2018. Per i rendimenti dei BTp non c'è stata quindi nessuna sorpresa ma una 'presa d'atto' del nuovo contesto nel quale i titoli di Stato dovranno muoversi da qui a pochi mesi.

Notizie confortanti sulla crescita europea

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Oggi sono arrivate altre notizie confortanti sulla crescita europea, che sembrano rafforzare l'ipotesi di una fine del Qe entro fine anno: è il caso dell'aumento del Pil della Francia e della Spagna (rispettivamente +1,9 e +3,1 per cento) e del +2,5% segnato nel 2017 dal Pil dell'intera Eurozona. Tutti dati che confermano la fase di spinta dell'economia europea e che sono bilanciati solo parzialmente dal prossimo dato sull'inflazione tedesca (atteso per le 14 di oggi), atteso su livelli inferiori a quelli previsti. Gli effetti di questo nuovo scenario sui tassi europei sono abbastanza evidenti e si traducono in un aumento generalizzato dei rendimenti, con punte più sensibili sui titoli di Stato emessi dai Paesi della 'Core Europe'. I costi di finanziamento del debito europei sono saliti in questi giorni sui massimi da alcuni anni a questa parte. Ieri ad esempio il rendimento del titolo di Stato tedesco a 5 anni e' tornato a veleggiare in area positiva (lo 0,013%) per la prima volta dal 2015 e il rendimento del Bund tedesco e' salito di ben 7 punti base in un giorno solo: movimenti simili hanno interessato anche i bond emessi da Olanda e Francia. Lo Schatz (titolo a 2 anni) resta per ora in territorio negativo intorno a -0,50% ma è ai massimi di rendimento della meta' del 2016. Il BTp decennale italiano è tornato a superare al rialzo la soglia del 2% sia sul mercato primario che secondario e per ora sembra essere al riparo dalle tensioni legate all'appuntamento elettorale del prossimo 4 marzo. Un fattore i turbolenza, quest'ultimo, che sicuramente tornerà ad affacciarsi nelle prossime settimane.

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