Hi-tech

Le authority Usa studiano un'ingiunzione antitrust contro Facebook

L'azione della Ftc vieterebbe l'integrazione oggi voluta dal re dei social neytwrk dei suoi popolari servizi Messanger, Instagram e WhatsApp. Con l'idea che in futuro possa essere ordinato un vero e proprio break-up del gruppo. Probabile una battaglia in tribunale

di Marco Valsania

Facebook tratta con gli Usa, sul piatto un comitato privacy

L'azione della Ftc vieterebbe l'integrazione oggi voluta dal re dei social neytwrk dei suoi popolari servizi Messanger, Instagram e WhatsApp. Con l'idea che in futuro possa essere ordinato un vero e proprio break-up del gruppo. Probabile una battaglia in tribunale


3' di lettura

NEW YORK - Facebook potrebbe essere colpita da un aggressivo provvedimento delle autorità federali americane che le impedirà di integrare le sue principali app, in risposta a preoccupazioni antimonopolistiche. La Federal Trade Commission sta considerando un'ingiunzione contro il re dei social network che blocchi ogni strategia basate sull'integrazione dei suoi principali e diffusi servizi di messaging - Messanger, Instagram e WhatsApp. E che così facendo trasformi Facebook nel banco di prova di una più ampia offensiva antitrust nel settore tecnologico.

Il breakup nel mirino
La straordinaria azione avrebbe scopo precauzionale perché le authority antitrust, impegnate a esaminare i colossi hi-tech come potenziali nuovi monopoli in grado di danneggiare dalla concorrenza ai consumatori e al mercato del lavoro, potrebbero concludere che Facebook deve fare marcia indietro su acquisizioni cruciali del suo recente passato, quelle di Instagram e WhatsApp. Facebook potrebbe cioè essere “condannata” eventualmente a scorporare e cedere le due attività. In quest'ottica la loro crescente combinazione, oggi nei programmi del gruppo quale pilastro di continua crescita e maggior efficacia e efficienza, potrebbe rendere in futuro più difficile la loro separazione.

90 acquisizioni
Facebook ha in tutto rilevato ben 90 società in 15 anni, frutto di un'accelerazione progressiva delle conquiste che ha visto spesso i colossi di Internet rafforzarsi sempre più grazie ad acquisizioni anziché ad innovazione interna. Facebook sostiene che i merger hanno stimolato in realtà proprio l'innovazione, offrendo alle prede risorse e opportunità che non avrebbero avito; i critici affermano che invece hanno soffocato potenziali concorrenti e ridotto le alterative sul mercato. L'ingiunzione delle autorità potrebbe anche riguardare le modalità con le quali le grandi e popolari app di Facebook interagiscono o meno con prodotti di terzi.

Le pressioni politiche
Il breakup dei leader di Internet è di sicuro finito al centro del dibattito politico americano, con candidati di punta alle elezioni presidenziali, in particolare il senatore democratico Elizabeth Warren, che lo invocano apertamente. Le aziende protagoniste, Facebook in testa, sono inoltre nella bufera per inadeguate protezioni della privacy e scarsi controlli dei contenuti, che si prestano a manipolazioni e disinformazione. E le authority di regolamentazione e il Dipartimento della Giustizia dell'amministrazione Trump stanno a loro volta indagando sul rischio di atteggiamenti monopolistici. Pressioni sono in atto infine sulle stesse società su scala internazionale, a cominciare dall'Europa.

Battaglia in tribunale
La Ftc, per far scattare adesso l'ingiunzione considerata, deve anzitutto approvare internamente l'azione proposta a maggioranza. Il board della commissione è composto di cinque membri. Questa deve poi essere presentata in un tribunale federale, sotto forma di denuncia nei confronti dell'azienda, dando vita a una battaglia legale probabilmente dura e protratta. L'atto prenderebbe formalmente di mira quella che viene definita come «inter-operabilità», l'interazione tra piattaforme digitali. Una simile interazione verrebbe ritenuta dalla Ftc nel caso di Facebook come dannosa per servizi concorrenti.

Un caso-pilota
L'agenzia, anziché ricorrere a un'ingiunzione, potrebbe portare direttamente un ricorso antitrust. Una decisione sul corso da seguire è possibile già il mese prossimo. Un intervento su Facebook, qualunque sia, se ci sarà potrebbe non rimanere isolato. Potrebbe diventare il trampolino di lancio per una serie di mosse contro la percepita eccessiva influenza di altri gruppi dell'economia digitale, da Alphabet a Amazon. Un caso-pilota che apre una nuova fase per l'economia digitale e i diritti dei consumatori.

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