420 miliardi di dollari

Le aziende americane nel 2018 hanno pagato i dividendi più alti di sempre

di Riccardo Barlaam


(Ap)

3' di lettura

NEW YORK - Per il segretario al Tesoro Steven Mnuchin il vero “game changer” della politica economica dell'amministrazione Trump nel 2018 è stata l'approvazione della riforma fiscale che ha ridotto le tasse societarie dal 35% al 21%. La riforma Trump ha portato nelle casse delle aziende americane un tesoretto di 2.300 miliardi di dollari. Le imposte pagate sono diminuite di un terzo. Il deficit federale è schizzato ai massimi di sempre. A fine 2018 il rapporto debito/Pil raggiungerà il 78%. E senza aggiustamenti salirà al 152% nel 2048, secondo i dati ufficiali dell'Ufficio del Budget del Congresso (Cbo). I problemi li troveranno quelli che arriveranno alla Casa Bianca dopo Trump.

Un anno dopo i “tax cut”
Ma come le aziende americane hanno speso i soldi delle tasse risparmiate? Hanno investito, costruito nuove fabbriche, cercato di innovare, di diventare più efficienti, dato lavoro o hanno fatto buyback azionari? Insomma i soldi dei tagli fiscali hanno rilanciato la produzione o remunerato il capitale? Un po' e un po', si potrebbe dire in estrema sintesi.

Nuovi stabilimenti e R&D
Le prime 500 aziende americane raggruppate nell'indice Standard & Poor's 500 hanno aumentato gli investimenti per nuovi stabilimenti e attrezzature di circa il 19% nei primi tre trimestri 2018, che sono arrivati a circa 475 miliardi di dollari, stando alle rilevazioni di Howard Silverblatt dell'indice S&P Dow Jones. Questo dato non tiene conto della spesa in ricerca e sviluppo che nel periodo è salita del 34%, a quasi 175 miliardi di dollari.

Buyback per 579 miliardi
I critici della riforma Trump fanno notare che sono allo stesso tempo aumentate nel periodo a livello record le operazioni di riacquisto delle azioni proprie da parte delle aziende americane, i cosiddetti buyback che tengono su i corsi azionari senza costruire o produrre niente, che fanno aumentare il capitale ma si fermano solo ai piani alti, e non arrivano ai lavoratori. Nei primi tre trimestri i buyback della Corporate America hanno raggiunto la quota record di 579 miliardi di dollari. E si stima per fine anno il superamento della precedente quota annuale record di 589 miliardi $ segnata nel 2007, nel pieno della bolla alla vigilia della crisi subprime.

Dividendi più alti di sempre
Una conseguenza diretta del buon andamento dell'economia americana nel 2018, nonostante i tormenti sui mercati finanziari delle ultime settimane, è l'aumento generalizzato dei dividendi pagati agli azionisti dalle prime 500 aziende quotate che nei primi 11 mesi del 2018 sono saliti a 420 miliardi di dollari, oltre il record segnato lo scorso anno sui dodici mesi però, che era stato di 419,7 miliardi.

    Apple prima nei buyback
    Apple è la prima nella classifica dei buyback nel 2018. Ma va detto che oltre a ricomprare le proprie azioni la società dell'iPhone ha investito anche molto nel business in questo periodo. Qualche cifra: 14,2 miliardi in R&D (+23% sul 2017), 16,7 miliardi di spesa capitale. Seguendo le indicazioni di America First di Trump Apple ha programmato per i prossimi anni di investire 350 miliardi negli Stati Uniti. Questa settimana Apple ha annunciato che costruirà un secondo campus ad Austin, Texas, dove darà lavoro a 15mila persone, con un miliardo di investimenti.

    Anche Buffett ha ricomprato le azioni
    Tra le aziende americane che hanno operato i maggiori buyback dunque spicca Apple con circa 64 miliardi $ di azioni ricomprate al 30 settembre, seguita da Qualcomm con 34 miliardi, Cisco 19 miliardi, Bank of America con 15,8 miliardi. Perfino Warren Buffett da sempre contrario al riacquisto azionario quest'anno ha disposto buyback per circa 1 miliardo $ per la sua holding Berkshire Hathaway.
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