Salone del Mobile

Le aziende del design si arrampicano alle pareti per trovare la ripartenza

Le aziende dell’arredo hanno interpretato nei modi più creativi l’allestimento proposto dal curatore del Supersalone, Stefano Boeri che lasciava agli espositori la libertà di personalizzare lo spazio

di Giovanna Mancini

3' di lettura

C’è chi ha appeso veramente sedie e tavoli alle pareti, prendendo alla lettera il concetto della «verticalità» proposto dal curatore Stefano Boeri. Altri, hanno interpretato il tema dato (la parete appunto) in modo più tradizionale, creando davanti un piccolo stand in cui esporre i propri prodotti. Altri ancora hanno usato i pannelli per dare vita a vere e proprie installazioni video o luminose. Altri, infine, hanno elaborato delle soluzioni concettuali degne di una mostra d’arte o di architettura.

Se il valore aggiunto dell’ industria italiana del mobile è – come spesso si sente ripetere – la creatività – il Supersalone che si tiene in questi giorni alla Fiera di Milano (versione inedita, straordinaria, del Salone del Mobile che tutti conosciamo) è stato per le aziende un banco di prova notevole per dimostrare questa loro capacità.

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Libertà creativa

E, da visitatori, non possiamo che apprezzarne il risultato. I curatori del progetto – oltre allo stesso Boeri, anche un team di professionisti internazionali da lui coordinato – hanno realizzato uno schema base (tutto in materiali sostenibili e riutilizzabili) semplice e funzionale, che ha eliminato i tradizionali stand a favore di lunghe pareti intervallate da aree break per lavorare o incontrare i clienti, lasciando poi alle aziende stesso il compito di personalizzarle.

Installazioni concettuali

Tra quelli che più ci hanno colpiti, girando tra i padiglioni, c’è lo spazio di Molteni&C, affidato a Ron Gilad, che ha scelto un solo prodotto, l’iconica poltroncina di Gio Ponti D.154.5, e su di essa ha costruito un concept, realizzando una sorta di cabina aereo pronta al decollo (notare l’aspetto simbolico della ripartenza), lasciando alle immagini che scorrono sugli oblò la presentazione della nuova collezione, che è poi visitabili nello showroom in città e in quello aziendale, a Giussano.

Anche Giorgetti ha ideato un’installazione concettuale: una parete tecnica riflettente riporta il logo dell’azienda, ideato in occasione delle celebrazioni dei suoi 120 anni, e fa da sfondo all’iconica poltroncina a dondolo Move, disegnata da Raffaella Pugliatti, presentata sia nella sua interezza, sia in una versione scomposta e sospesa che racconta l’attimo in cui la sapienza artigianale incontra la ricerca tecnologica contemporanea. Il percorso espositivo si completa con una composizione di dodici schermi ad alta definizione, che sembra fluttuare nel vuoto. Ogni video svela un aspetto del mondo Giorgetti, attraverso la storia del brand e le sue collezioni, i girati all’interno del sito produttivo, i racconti dei designer che collaborano con l’azienda.

Chi sia arrampica sulle pareti

Connubia, brand del gruppo Calligaris, ha invece deciso di appendere alla sua parete molti dei suoi prodotti più recenti, coloratissimi e allegri, completati da oggetti “estranei”, come una bicicletta, creando un effetto caotico e giovanile che attira l’attenzione e ricorda l’appartamento di studenti univeristari o le atmosfere di un’abitazione nord-europea.

Si è arrampicata letteralmente sulla parete Lema, collocandovi in verticale una delle sue poltroncine più iconiche, mentre Kartell ha riprodotto la parete di un suo negozio, riponendo su lunghe mensole i suoi prodotti più iconici e tante novità. Lago vi ha appeso uno dei suoi letti sospesi, proposto all’interno della nuova Capsule Collection, mentre Lualdi, che fa porte, ha utilizzato lo spazio per presentare uno dei suoi modelli scorrevoli, mentre Porro vi ha creato introno una delle sue più innovative cabine armadio.

Led Wall

Installazione luminosa (e come poteva essere altrimenti?) per Artemide, che ha utilizzato la parete come un Led Wall, sfondo per le sue nuove e tecnologiche lampade. Led Wall anche per Poliform, che lungo la parete di 30 metri ha realizzato un’installazione artistica per far vivere al visitatore, attraverso un percorso immersivo fatto di immagini e video, le foto di Paolo Roversi, contenute nel libro Time, Light, Space (il volume pubblicato da Rizzoli nel 2020 per per celebrare i 50 anni di storia dell’azienda).

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