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Le aziende, il territorio e l'accompagnamento dei professionisti

di Paoloandrea Monticelli

(NDABCREATIVITY - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il legislatore ha introdotto l'obbligo per gli imprenditori di dotarsi di una organizzazione ed amministrazione che permetta un'idonea gestione e consenta di individuare tempestivamente gli stati di crisi per superarli e per perseguire la conservazione e la continuità dell'impresa.

Come evidenziato nei molti commenti alla riforma della Legge Fallimentare, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 15 luglio dopo i rinvii causati dal periodo pandemico, il fine della conservazione della “impresa utile” realizza un intento che, tra “utopia e realtà”, perseguono tutti gli ordinamenti europei prevedendo per la fase fisiologica la predisposizione dei sistemi di organizzazione, amministrazione e di controllo e, per la fase della crisi, la ricerca di soluzioni che siano “economicamente sostenibili” e consentano di “tutelare i posti di lavoro e preservare l'attività imprenditoriale”, limitando la finalità liquidatoria alla costatazione dell'impossibilità che l'impresa possa restare sul mercato.Il tema della necessità per l'imprenditore singolo o collettivo di munirsi di idonei sistemi di organizzazione ed amministrazione interna è divenuto, quindi, un argomento da valutare con nuova attenzione in quanto influenza la sua capacità di dialogo con le istituzioni e con il sistema bancario e finanziario e la possibilità di scegliere investimenti utili a migliorare l'efficienza produttiva.

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In tale contesto la creazione di strumenti di dialogo e di un linguaggio comune rappresenta una scommessa per i professionisti che assistono e dovranno accompagnare gli imprenditori in questo nuovo percorso virtuoso tenendo conto che l'attività di impresa, intesa quale fonte di ricchezza personale e collettiva, “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e che i diversi territori in cui si opera, soggiacciono a condizioni non omogenee ed a normative diseguali.

Per poter generare e poi conservare la ricchezza economica e sociale dell'Impresa, specialmente nel mezzogiorno ove notoriamente le imprese sono più piccole rispetto a quelle del centro e nord Italia e meno performanti, sia per una propria carenza di organizzazione sia per fattori legati al territorio ed all'ambiente e quindi fuori dal controllo dell'imprenditore, i nuovi processi dovranno prevedere criteri di valutazione e controllo dinamici uniformi che tengano conto anche delle diversità e diseguaglianze. In tale contesto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potrebbe rappresentare un'utile e forse ultima occasione per ridurre il gap in cui si trova il meridione e realizzare un nuovo sviluppo.

Negli anni a venire, sarà fondamentale avere la capacità di realizzare sistemi di ascolto e di dialogo continuativo con gli imprenditori del territorio, con l'obiettivo di supportare le imprese meridionali nelle dinamiche e nei progetti, nella fase ordinaria della loro vita e non solo quando è ormai iniziata la fase della crisi.

In sintesi, l'imprenditore deve essere accompagnato nella riorganizzazione che deve affrontare per uniformarsi alle nuove regole giuridiche ed economiche, attraverso l'innovazione e curandone la tradizione che pervade la sua storia, coniugando la funzione forense con specifiche competenze economiche ed aziendalistiche. Tale approccio contribuisce anche a sollecitare la capacità dell'imprenditoria locale di dialogare e relazionarsi con il sistema creditizio e finanziario e con le istituzioni pubbliche e private.

Il mettere a fattor comune le imprese con le esperienze delle professioni, della formazione e delle scienze giuridiche ed economiche, in un territorio pervaso della tradizione dell'accoglienza e dell'integrazione, permetterà inoltre, nei luoghi di appartenenza, di stimolare i giovani ad un pensiero critico, non omologato e non convenzionale che li porti a nuove visioni ed a progetti necessari per il meridione, di trattenerli e finanche attrarli in un'area di grandi potenzialità ma che è divenuta di poca attrazione come dimostra l'indice migratorio negativo di -3,8 e di innescare quel meccanismo virtuoso, già visto in altre iniziative, che favorisce la crescita di una coscienza giuridica sociale in chi rappresenterà la società di domani.

Partner, Monticelli La Scala

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