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Le banche europee accelerano: pronto il bancomat unico per l’area euro

Il progetto Epi, voluto dalla Bce, punta a creare un sistema di pagamento europeo che faccia concorrenza ai colossi americani e cinesi. Per l’Italia c'è UniCredit

di Pierangelo Soldavini

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(Alexey Novikov - stock.adobe.com)

Il progetto Epi, voluto dalla Bce, punta a creare un sistema di pagamento europeo che faccia concorrenza ai colossi americani e cinesi. Per l’Italia c'è UniCredit


2' di lettura

Sono una ventina le banche che hanno deciso di scendere in campo con Pepsi (o Epi), l’acronimo dietro al quale si nasconde la nuova piattaforma di pagamenti fortemente voluta dalla Banca centrale europea per dare vita a un sistema di transazioni continentale senza frontiere. E soprattutto la Paneuropean payment system initiative (o European payment initiative) punta a contrastare lo strapotere dei colossi internazionali Visa, Mastercard e Paypal, e a fronteggiare le minacce emergenti come Google e Alipay. A oggi il mercato dei pagamenti è in mano per più dei due terzi a operatori non europei.

Tra le banche che hanno per il momento sottoscritto l’impegno al progetto, lanciato questa settimana e che dovrebbe diventare operativo per il 2022, figurano le tedesche Commerzbank e Deutsche Bank, le spagnole Bbva e Santander, le francesi Société Générale e Bnp Paribas e UniCredit (mentre Intesa Sanpaolo si è sfilata all’ultimo). L’idea è di creare un sistema di pagamenti transfrontaliero unico per i Paesi europei anche al consumo, che si affianchi a Tips, il Target Instant Payment System Settlement che abilita i bonifici in tempo reale a livello continentale.

La nuova carta di pagamento andrà a coprire tutti i tipi di transazione non in contanti, da quelli fisici a quelli online, dai ritiri di contanti al peer-to-peer, oltre alle soluzioni esistenti di pagamento internazionale.

La Bce ha accolto con entusiasmo il lancio del progetto infrastrutturale, il cui obiettivo è di «offrire una soluzione di pagamento digitale che possa essere utilizzata ovunque in Europa e di sostituire il panorama ancora frammentato che esiste attualmente», come recita il comunicato delle banche: «Il Covid-19 ha evidenziato la necessità di avere una soluzione unica di pagamento digitale europeo». L’iniziativa Epi è chiamata «a contrastare la frammentazione dei pagamenti al dettaglio in Europa e dovrà comprendere tutti i paesi dell’area euro, e prima o poi l'intera Unione europea», ha commentato il membro del board Bce Fabio Panetta.

La piattaforma potrebbe permettere alle banche di recuperare parte dei ricavi dai pagamenti, penalizzati dalla riduzione delle commissioni di intermediazione di cinque anni fa, che hanno interessato i soggetti bancari più dei circuiti di carte: secondo le più recenti stime il taglio delle fee costerebbe al settore 2,95 miliardi di euro annui di mancate entrate. Mentre le carte di credito avrebbero visto crescere i loro ricavi di 550 milioni di euro l’anno.

L’obiettivo di Pepsi sarebbe quello di arrivare a conquistare il 60% dei pagamenti elettronici in Europa. Ma sarà comunque dura per il sistema bancario scalzare la presenza consolidata dei circuiti di carte di credito: secondo il Nilson Report, Visa ha operato 57,3 miliardi di transazioni in Europa nel 2019, Mastercard 38,3 miliardi. La Bce fa riferimento nel suo comunicato a una soluzione che comprenda una carta di pagamento tradizionale e un wallet digitale. Forse quest’ultimo già pronto per un’eventuale euro digitale emesso dalla stessa Banca centrale.

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