sistemi monetari

Le banche italiane a favore di una valuta digitale di Banca centrale europea

Dopo un anno di lavoro, l’Abi si dice disponibile a partecipare a sperimentazioni di un euro digitale. A pattto del rispetto di norme e stabilità

di P.Sol.

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Dopo un anno di lavoro, l’Abi si dice disponibile a partecipare a sperimentazioni di un euro digitale. A pattto del rispetto di norme e stabilità


2' di lettura

Una moneta digitale programmabile «rappresenta un’innovazione nel campo finanziario in grado di rivoluzionare profondamente la moneta e lo scambio», con la possibilità di benefici concreti, «in particolare in termini di efficienza dei processi operativi e gestionali».

Per questo le banche italiane sono disponibili a partecipare a progettti e sperimentazioni di una moneta digitale di Banca centrale europea, contribuendo «a velocizzare la messa in opera di un’iniziativa di livello europeo in una prima nazione». A sostenere l’ipotesi è l’Abi che già dallo scorso anno ha avviato un gruppo di lavoro sulle monete digitali e sui cripto asset.

Le banche esprimono la loro disponibilità a essere in prima linea nel cambiamenti forti anche delle esperienze avviate di un’infrastruttura di registri distribuiti con il progetto Spunta . Ma la precondizione è che siano preservati «la stabilità monetaria e il pieno rispetto della cornice regolamentare».

Una moneta digitale europea destinata al pubblico, che ottenga la massima fiducia dei cittadini, punta a rappresentare un’evoluzione del denaro contante. Allo stesso tempo avrebbe l’effetto di ridurre l’attrattività di strumenti simili ma emessi da soggetti privati, come per esempio Libra di Facebook, o «non identificabili, caratterizzati da un profilo di rischio intrinsecamente più elevato», con accenni che sembrano puntare verso il bitcoin e le altre critpovalute.

Progetti di valute digitali sono stati lanciati da diverse Banche centrali, a partire dalla Cina che ha già avviato sperimentazioni concrete in alcune aree del paese. Ma anche la Banca di Francia ha allo studio un progetto avanzato in questo campo.

L’Abi rilancia la disponibilità delle banche italiane a fare da apripista per progetti del genere, anche tenendo conto dei potenziali casi d’uso di grande interesse pòer l’economia globale: «Favorire la trasmissione di valori tra pari, agevolando così anche le logiche di scambio tra persona e macchina e tra macchina e macchina; consentire il regolamento delle transazioni transfrontaliere peer-to-peer, attenuando il rischio di tasso di cambio, di interesse e di controparte; promuovere, grazie alla caratteristica di programmabilità, l’esecuzione di scambi al veriificarsi di condizioni predefinite, riducendo in definitiva processi di carattere amministrativo».

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