Lavoro

Le Bcc si preparano al rinnovo del contratto dei 34mila bancari

Ieri i vertici di Federcasse hanno incontrato i segretari generali di Fabi, Fisac, First, Uilca e Ugl credito. Gli sportelli sono 4.187, mentre gli impieghi certificati raggiungono 136,9 miliardi, in crescita del 5,6% annuo. La raccolta complessiva è di 237,5 miliardi, in crescita dell’8,7%

di Cristina Casadei

3' di lettura

Il mondo del credito cooperativo si avvia al percorso di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro con un volto nuovo, che, ieri, i vertici di Federcasse hanno rappresentato ai sindacati dei bancari. Con l’attuazione della riforma degli anni 2016-2018, la nascita del gruppo bancario cooperativo Iccrea, del gruppo Cassa Centrale e dell’IPS Raiffeisen nella provincia di Bolzano, il mondo del credito cooperativo «ha profondamente rivisitato il proprio profilo, le proprie competenze, la propria struttura organizzativa, concentrando il proprio impegno su tre assi fondamentali: la rappresentanza istituzionale nei confronti delle autorità nazionali, europee e internazionali supportata da una indispensabile funzione di analisi statistica e ricerca economica, le relazioni sindacali e la revisione cooperativa sulle Bcc e lo sviluppo della cultura e della prassi mutualistica», ha spiegato il presidente di Federcasse Augusto dell’Erba, incontrando i segretari generali di tutte le organizzazioni sindacali, Lando Sileoni (Fabi), Riccardo Colombani (First Cisl) , Nino Baseotto (Fisac Cgil) , Fulvio Furlan (Uilca), Ennio Occhipinti (Ugl Credito). Per i sindacati il contratto nazionale delle banche di credito cooperativo va preservato, così come il valore identitario che deve rimanere tale anche con l’evoluzione dei nuovi modelli distributivi.

Dai dati di sistema comunicati ai sindacati, nel credito cooperativo risultano esserci 28.808 dipendenti, in calo dello 0,5%, contro il calo del 2,9% dell’industria bancaria. I dipendenti dell’intero credito cooperativo, compresi quelli delle società di sistema, superano però i 34mila. Gli sportelli sono invece 4.187, pari al 18,6% degli sportelli bancari italiani, presenti in 2.592 comuni, in 687 dei quali sono l’unica presenza bancaria. Gli impieghi certificati sono pari a 136,9 miliardi, in crescita del 5,6% annuo, a fronte del +2,1% del resto dell’industria bancaria, e con una quota di mercato del 7,6%. La raccolta complessiva è di 237,5 miliardi, in crescita dell’8,7% contro il + 2% del resto dell’industria bancaria. Il patrimonio ha raggiunto 21,2 miliardi, in crescita del 3,3% a fronte di un calo del 2,2% nel resto dell’industria bancaria). Il Cet 1 medio di sistema ha raggiunto il 18,9%, il Tier 1 il 19,1% e il total capital ratio il 19,6%.

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Con questi numeri le Bcc si preparano ad affrontare la fase del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. A questo proposito il presidente della delegazione sindacale Matteo Spanò ha evidenziato la produttività e la significatività delle relazioni sindacali negli ultimi tre anni e ha ribadito la centralità delle relazioni sindacali anche nella gestione della fase più grave della pandemia. «I rapporti sindacali – ha detto Spanò - si confermano uno strumento strategico per lo sviluppo del credito cooperativo e per la disciplina delle sue specificità. I protocolli e gli accordi sottoscritti durante l’emergenza pandemica insieme alle organizzazioni sindacali testimoniano una collaudata capacità di dialogo che ha consentito di superare sfide impegnative ed inedite». Comincia adesso una fase nuova, perché, come ha spiegato Spanò, «siamo adesso alle porte del rinnovo del contratto nazionale di lavoro». Da parte di Federcasse vi è «la disponibilità ad aprire il confronto con le organizzazioni sindacali, a tutto campo e tenendo in considerazione lo scenario generale - continua Spanò -. Vorremmo, in questo contesto, confrontarci anche su temi che riguardano il sistema paese e più da vicino le nostre comunità: transizione ecologica, spopolamento, divario generazionale e calo della natalità».

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