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Le best practice nel tessile d’eccellenza: il caso Reda


La best practice nel tessile d'eccellenza: il caso Reda

3' di lettura

Reda, la storica azienda biellese di tessuti nata nel 1865, crea ogni anno 7,5 milioni di metri di prodotto. Se fate fatica a immaginare quanti siano, pensate solo che si tratta quasi della distanza che separa Pechino dalla nuova fabbrica di Valdilana. I 550 dipendenti di una realtà all'avanguardia, fiore all'occhiello del tessile di qualità made in Italy, conquistano i mercati internazionali con un export pari all'80% della produzione che porta il tricolore nel mondo.
È il frutto di una lunga storia di successi aziendali, tutti all'insegna di eccellenza e artigianalità. Reda ha conquistato le più importanti maison della moda internazionale e collabora con stilisti di tutto il mondo per assicurare la migliore materia prima alle loro creazioni.
La qualità dei prodotti Reda non viene dal caso ma è il risultato finale di un'attenta pianificazione: dall'accurata selezione di lane pregiate - scelte direttamente nei pascoli della Nuova Zelanda, dell'Australia e della Tasmania - fino alle fasi di tessitura e finissaggio, che sono svolte in un moderno stabilimento con macchine all'avanguardia, per fornire agli artigiani di Reda i migliori strumenti di lavoro.
Reda è protagonista di un progresso continuo, che anticipa i tempi. Già nel 2004, infatti, il Gruppo investe in sostenibilità, dotandosi di un sistema di gestione ambientale in linea con le norme ISO 14100. Nello stesso anno diventa anche il primo lanificio al mondo ad ottenere il marchio EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), il sistema comunitario di ecogestione e monitoraggio cui aderiscono le aziende che desiderano migliorare la propria efficienza ambientale, vincolandosi anche a comunicare alle autorità di controllo e ai consumatori i risultati ottenuti.
Un impegno a favore del pianeta che nasce quindi 15 anni fa, con la consapevolezza, scritta nel Dna aziendale, che il profitto va sempre accompagnato dall'attenzione all'impatto della filiera produttiva sull'ambiente e sulla comunità. E nel 2007 arriva anche la certificazione BS OHSAS 18001 (a breve ISO 45001), volta a prevenire i rischi sui luoghi di lavoro e assicurare un monitoraggio continuo dei fattori che impattano sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.
Un ulteriore impegno nei confronti del consumatore è stato preso da Reda con l'adesione all'associazione Tessile & Salute - nata nel 2011 con lo scopo di ridurre i residui chimici dalle lavorazioni e tutelare così la salute e l'ambiente - e con la certificazione Traceability & Fashion, rilasciata da Union Filiere, volta a garantire trasparenza a tutto il processo che dalla materia prima conduce al prodotto finale.
La lunga storia del lanificio, diventato proprietà della famiglia Botto Poala cento anni fa, è tutta all'insegna dell'innovazione nella tradizione. E un nuovo, importante passaggio - guidato da Ercole, Ceo dell'azienda - è avvenuto l'anno scorso con l'acquisizione dello storico marchio Comero, grazie alla quale si è consolidata ulteriormente la posizione competitiva su mercato e si è ampliata l'offerta.
Reda oggi ha tre linee di prodotto: Reda 1865, Reda Active, Reda Flexo. La prima è caratterizzata da tessuti classici di altissima qualità studiati per rispondere alle necessità specifiche dei tagli sartoriali. Active è la linea messa a punto appositamente per l'abbigliamento tecnico-sportivo vicino al mondo athleisure, sempre più di tendenza negli ultimi anni, mentre Flexo si concentra su tessuti smart stretch, che utilizzano ROICA™ V550, un polimero di nuova generazione, il quale rappresenta una vera rivoluzione in termini di innovazione tecnologica sostenibile.
E, quale che sia il tessuto che si adatta al tuo stile, dalle filature di Reda sono già usciti più di 40 metri di prodotto durante il tempo medio di lettura di questo articolo. Una solida realtà artigiana che rende orgoglio al saper fare italiano.

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