intervista

«Le Big Three partner dei giganti hi-tech»

Rick Snyder (Ansa/Ap)

3' di lettura

Rick Snyder – 59 anni, imprenditore e venture capitalist - è Governatore del Michigan dal 2011. È un repubblicano. Con lui il Michigan ha ridotto ai minimi termini la disoccupazione e ha ibridato la manifattura tradizionale con l’economia della conoscenza, assumendo il primato americano nell’advanced manufacturing.

Governatore, quanto resta importante l'industria dell'auto per il Michigan?
La produzione di auto rimane uno dei driver fondamentali del nostro sviluppo. In questo momento, stiamo guidando la trasformazione della automotive industry in mobility industry. Nel 2016, siamo stati il primo Stato ad approvare leggi che consentono alle macchine a guida autonoma di viaggiare sulle strade e, adesso, siamo primi nel ranking degli Stati americani per numero di progetti di questo tipo. Siamo anche sede di due importanti impianti per i test come MCity della University of Michigan e l’American Center for Mobility.

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Oggi la Detroit Area e l’intero Michigan hanno le risorse per non perdere il passo rispetto ai progetti sull’auto concepiti nella Silicon Valley?
Abbiamo la visione e le competenze per diventare leader nello sviluppo e nella produzione delle auto a guida autonoma. Oltre il 70% della Ricerca e Sviluppo dell’auto americana viene realizzato in Michigan. Qui abbiamo la più alta concentrazione di ingegneri di tutta la nazione.

Pensa che, alla fine, ci sarà più collaborazione o più concorrenza con la Silicon Valley?
Saremo assolutamente partner della Silicon Valley. Molte aziende californiane stanno già inviando le loro nuove tecnologie a MCity. È nella struttura della University of Michigan ad Ann Arbor che effettuano i loro test e le loro revisioni. Detto questo, una buona concorrenza è una cosa buona per tutti e aiuta l’America a mostrare una leadership globale in questo campo.

Pensa che i tre produttori di automobili dovrebbero continuare ad incrementare la collaborazione con università e centri di ricerca?
Sì, è fondamentale che le Big Three continuino la loro collaborazione con gli atenei: in particolare, mantenendo forte la pipeline di ingegneria e sviluppando ancora di più la parte relativa ai software.

L’economia di Detroit è più integrata di una volta con il resto del Michigan e del suo sistema produttivo? Qual è la connessione tra le fabbriche della Detroit Area e l’intero Michigan?
Negli anni dell’uscita di Detroit dal fallimento, la città ha diversificato la sua economia. In particolare, è diventata uno dei maggiori hub di information technology del Midwest. Aziende come Ally Bank, Amazon, Lear Corp., Microsoft e Adient hanno scelto di ampliare le loro sedi in città. Inoltre, è appunto in corso una convergenza fra l’automotive e l’information technology. Mano a mano le automobili diventano più intelligenti, la miscela della manifattura e della tecnologia è più importante che mai.

Dato il notevole riposizionamento dello Stato del Michigan sotto la sua leadership, quali sono le tappe successive per attirare nuovi investimenti, talenti e favorire un ambiente appropriato per la R&S?
Dobbiamo continuare a creare forti collegamenti tra istruzione e datori di lavoro, compreso il fatto che ogni studente possa avere l’opportunità di esplorare molteplici percorsi di carriera e di sperimentare periodi di formazione e periodi di lavoro. Come Stato, siamo impegnati a sviluppare e ad attrarre i lavoratori di talento mettendoli in collegamento con i posti di lavoro. Ai giovani va fatto presente che l’automotive industry è piena di carriere emozionanti e gratificanti: nella ricerca, nella produzione e nei servizi. (P.Br.)

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