Responsabilità sociale

Le Blue chip europee disinvestono dal carbone

di Vitaliano D'Angerio


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(Bloomberg)

2' di lettura

L’uscita del gruppo assicurativo Generali dal carbone (2 miliardi di euro di disinvestimenti) ha riportato in Italia l’attenzione sul climate change e su come si stanno muovendo i grandi investitori internazionali sul versante delle fonti fossili. Gli impegni a disinvestire ammontano nel mondo a 6,1 trilioni di dollari e fra i colossi che hanno preso questo impegno vi sono compagnie assicurative come Allianz, Swiss Re, Lloyd's o banche come Nordea e Sarasin. E' quanto emerge dall'elenco di aderenti all'iniziativa #Divestment (www.gofossilfree.org), movimento nato nel 2011 nei campus universitari americani dove gli studenti chiesero ai loro atenei di non investire più il patrimonio in carburanti fossili.

Chi ha disinvestito
Sono 837 le istituzioni di tutto il mondo che hanno detto sì a questa iniziativa fra di loro vi è il fondo sovrano norvegese, il Rockfeller Brothers Fund e anche istituzioni religiose: in Italia hanno aderito per esempio alcune diocesi (Assisi, Caserta, Gubbio, Pescara) e ordini religiosi come i Gesuiti. Qui ci occupiamo in particolare dei gruppi definiti “For Profit”, in totale 24, alcuni quotati nelle piazze finanziarie internazionali e altri no. Soltanto 10 hanno scelto un disinvestimento totale dalle fonti fossili. Le restanti aziende, con un peso maggiore dal punto di vista finanziario, hanno per esempio deciso di uscire per ora soltanto dal carbone: è il caso dell'olandese Aegon, della svizzera Banca Sarasin e del gigante britannico Lloyd's. Axa IM, la società di asset management della compagnia francese omonima, ha invece scelto di uscire dal carbone e anche dalle sabbie bituminose (da cui si estrae appunto bitume simile al petrolio). Allianz e Nordea, a loro volta, hanno seguito la strada di un disinvestimento parziale dai fossil fuel così come Swiss Re.

LE AZIENDE CHE HANNO DISINVESTITO DA FONTI FOSSILI Dati al 22 febbraio 2018 (Fonte: gofossilfree.org)

La scelta di Trieste
Generali in particolare non soltanto ha annunciato ieri l'uscita graduale dal carbone ma ha informato il mercato che realizzerà anche investimenti green per 3,5 miliardi di euro entro il 2020. Investimenti in particolare in green bond e green infrastructure. Che tipo di obbligazioni verdi verranno sottoscritte dal Leone di Trieste? «Su questo tema siamo flessibili – fanno sapere dal gruppo – e poi valuteremo il sottostante del green bond che ci verrà proposto». Non viene dunque escluso quindi un investimento anche in titoli di Stato green ma per ora è tutto ancora in fase di analisi.

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