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Le bollette crescono negli ospedali Gruppo San Donato: «Servono più risorse»

La richiesta è che le strutture sanitarie vengano inserite nella lista delle imprese energivore. «Prezzi decuplicati, ma non li possiamo scaricare sui pazienti»

di Sara Monaci

(upixa - stock.adobe.com)

2' di lettura

Non solo le imprese, ma anche gli ospedali accusano fortemente l’aumento dei costi energetici. Esce così allo “scoperto” il Gruppo San Donato di Milano, che con le due 56 strutture rappresenta una delle realtà più significative della sanità privata in Italia.

La richiesta che parte dai vertici del gruppo è che anche le aziende ospedaliere vadano inserite a pieno titolo nell’elenco delle imprese energivore e gasivore. E che possano ottenere per questo risorse in più per far fronte a questo aumento dei costi.

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«Il Gruppo San Donato gestisce centralmente per tutte le sue 56 strutture l’acquisto di energia elettrica e gas.La gestione accorta e previdente degli ultimi anni ci ha consentito di limitare l’impatto delle bollette del 2021, nonostante un incremento medio del prezzo di mercato dell’energia elettrica di circa il 220% e del gas del 330% rispetto al 2020. Secondo le nostre stime basate sulle quotazioni di mercato attuali, rispetto al 2019, anno pre Covid e più rappresentativo, il costo del gas è orientato a registrare nel 2022 un incremento di circa l’890%, mentre quello dell’energia elettrica di circa il 260%, nonostante il taglio degli oneri in bolletta già applicato dal Governo», dice la nota ufficiale del gruppo.

Evidenziate le cifre, ecco la prospettiva: «Ci preoccupa lo scenario che si prospetta per il 2023 che, sempre secondo le nostre stime basate sui prezzi futures attuali, vedrà addirittura un ulteriore e consistente incremento dei costi energetici. Nel nuovo Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, appena aperto ai pazienti, grazie all’utilizzo di fonti energetiche alternative, con l’impianto fotovoltaico, il sistema di pompe geotermiche, il teleriscaldamento generato dall’utilizzo di rifiuti urbani e l’impianto di cogenerazione in grado di fornire 2 megawatt di energica elettrica, si prevede un risparmio di risorse energetiche - a regime - superiore al 30%, rispetto all’utilizzo di impianti tradizionali. La situazione del 2022 rimane comunque molto preoccupante per noi e per tutte le aziende del comparto sanitario privato accreditato che non possono certo ribaltare l’incremento dei costi energetici sulle prestazioni e sui pazienti.La richiesta è un incremento delle risorse assegnate alla sanità».

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