Spumanti

Le bollicine italiane vendono il 50% in più di 5 anni fa

Secondo Ismea Unione Italiana vini nel 2021 forte rimbalzo rispetto al 2020 con un 316 milioni di bottiglie vendute

di Giorgio dell'Orefice

(olezzo - stock.adobe.com)

2' di lettura

Forte rimbalzo nel 2021 per gli spumanti italiani. Un'ottima notizia per il segmento che, all'interno del settore vitivinicolo italiano, più aveva sofferto la pandemia con un crollo dei consumi in doppia cifra sia in Italia che all'estero. D'altro canto è immaginabile che durante i lockdown non ci fosse granché da festeggiare.

Adesso invece la musica è cambiata e, sempre nella speranza di non precipitare i nuovo in pesanti restrizioni alla circolazione delle persone, il settore è ripartito di slancio con la forte ripresa dei consumi fuori casa in bar e ristoranti. Così le festività di fine 2021 si avviano a far segnare nuovi record per le bollicine made in Italy con 316 milioni di bottiglie vendute il 18,3% in più rispetto allo scorso anno e ben il 50% in più rispetto a cinque anni fa.A certificarlo è stato oggi l'Osservatorio Ismea-Unione italiana vini che ha stimato per la fine dell'anno, in Italia e all'estero (dove vanno circa tre quarti degli sparkling made in Italy), quasi 2 miliardi di brindisi con spumanti italiani per un valore della produzione di 236 milioni di euro.

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E a riprova di un 2021 spumeggiante anche i dati sulle importazioni: infatti gli arrivi di bollicine dall'estero (prevalentemente Champagne) sono aumentati nel 2021 del 50% circa. La crescita dei consumi degli sparkling è generalizzata e porta con sé un positivo trend di crescita che investe tutte le principali aree produttive del paese. Si va infatti – stimano Uiv e Ismea – dal più 25% del Prosecco Doc agli incrementi sempre in doppia cifra attesi anche per il Conegliano Valdobbiadene Docg, per l'Asti, per la Franciacorta, per il Trento Doc fino a Oltrepò, Alta Langa, Lessini Durello e al Prosecco Docg dei Colli Asolani.

Ma i record nel 2021 degli spumanti italiani non finiscono qui. Secondo Uiv e Ismea infatti il rimbalzo delle bollicine italiane è stato anche produttivo visto che l'anno si chiuderà con un'offerta complessiva di 900 milioni di bottiglie e un incremento dell'export di oltre il 20% in quantità.

Buone notizie, rileva l'analisi, sono previste anche sul fronte dei consumi interni: secondo Ismea/Nielsen, gli acquisti nella Grande distribuzione, nei primi 11 mesi, hanno fatto segnare un +22% in volume accompagnato da un +26% in valore rispetto allo stesso periodo del 2020. Complessivamente – concludono Uiv e Ismea - nel 2021 il valore alla produzione degli spumanti italiani supererà per la prima volta i 2,4 miliardi di euro; un incremento a cui si aggiunge un volume produttivo in costante ascesa (+170% nell'ultimo decennio). Oggi le bollicine sono arrivate a rappresentare circa 1/4 del totale delle esportazioni di vino italiano nel mondo.

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