la giornata dei mercati

Segnali di distensione Usa-Iran spingono listini su nuovi massimi. Corre Azimut

A Piazza Affari si sono messe in evidenza le Azimut, dopo il rialzo sui risultati 2020. Più indietro Atlantia, nell'attesa di novità su concessioni

di Eleonora Micheli


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(Reuters)

5' di lettura

La prospettiva di un dialogo tra Stati Uniti e Iran e i toni morbidi del presidente Usa, Donald Trump, che ha deposto l’ascia di guerra contro Teheran, hanno sostenuto i listini del Vecchio Continente e di Wall Street, che ha aggiornato nuovi massimi (il Dow Jones è salito dello 0,74% a 28.958,05 punti, il Nasdaq è avanzato dello 0,81% a 9.203,43 punti mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,66% a 3.274,69 punti). A Milano il FTSE MIB ha chiuso in rialzo dello 0,77%, mentre lo spread è calato in area 160 punti. Francoforte, vantando la performance migliore (+1,3), si è spinta a un soffio dal record storico del 25 gennaio 2018. Complice il dato migliore delle attese sulla produzione industriale che lo scorso novembre su base mensile è salita dell’1,1%, anche se il bilancio annuo è negativo per il 2,6%.

Si riaccendono i riflettori su trattative Usa-Cina
L’apertura a potenziali spiragli di diplomazie tra Stati Uniti e Cina e l’annuncio che l’America non farà scattare rappresaglie militari contro Teheran, in risposta all’attacco missilistico contro le due basi irachene che ospitano le truppe americane, hanno spinto in alto i listini del Vecchio Continente sin dalle prime battute. Per altro, anche dal fronte macro, sono arrivati dati incoraggianti: se la produzione industriale tedesca è andata meglio del previsto a novembre, la disoccupazione europea a novembre è rimasta stabile sui minimi dal 2008, al 7,5%. Anche in Italia si è confermata al 9,7%, ma soprattutto l’Istat ha annunciato che l’occupazione ha conquistato massimi storici, cioè dall’inizio della serie nel 1977. Intanto i riflettori iniziano di nuovo ad accendersi sul fronte delle trattative per il commercio internazionale: il ministero del commercio cinese ha confermato che il vice premier, Liu He, si recherà a Washington tra il 13 e il 15 gennaio per firmare la ‘fase uno’ dell’accordo commerciale tra le due più grandi economie al mondo.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Corrono le Banco Bpm, in evidenza Azimut
A Piazza Affari sono andate bene le azioni delle banche, con Banco Bpm(+5,4%) in prima fila, mentre il mercato si interroga sulla governance dell’istituto, dopo che è emerso che il presidente, Carlo Fratta Pasini non si ricandiderà. Sono state ben acquistate anche le Ubi (+3,2%), mentreIntesa Sanpaolo, Unicredite Banca Pop Er sono salite tra l'1 e il 2%. E' rimasta più indietro Mediobanca (+0,16%), nell'attesa di sviluppi sul futuro dell'istituto, che quest'anno dovrà rinnovare anche i propri vertici. Ieri, intanto, Ennio Doris ha escluso un'aggregazione con Banca Mediolanum.
Azimut ha registrato una delle performance migliori del Ftse Mib, salendo del 4,9%, nonostante la volata vantata l’anno scorso e pari al +123%. Oggi la società ha rivisto al rialzo le stime per l’utile 2020, che sarà almeno pari a 300 milioni di euro rispetto al range 250-300 milioni indicato durante l’Investor Day del 4 giugno 2019. E’ inoltre stato confermato che l’utile del 2019 dovrebbe essere il migliore di sempre, compreso fra i 360 e i 370 milioni di euro. L’andamento di Azimut ha spinto in alto tutto il settore del risparmio gestito: così Banca Generaliha guadagnato il 3,3%, Finecobank il 3,7%, Anima Holding l'1,8% e Banca Mediolanumil 3,58%. Quest’ultima beneficiando ancora delle indicazioni fornite ieri da Ennio e Massimo Doris, rispettivamente presidente e amministratore delegato, che hanno preannunciato un dividendo in rialzo rispetto all’anno precedente e anche la distribuzione di un’extracedola.

Amplifon in rialzo dopo mossa in Australia, occhi puntati su Atlantia
Amplifon, la società leader negli apparecchi acustici, ha guadagnato il 2,5%, festeggiando l’acquisizione in Australia del maggiore operatore indipendente di servizi di audiologia. L’operazione comporterà un cash-out pari a circa 55 milioni di dollari australiani, ossia di circa 34 milioni di euro. Gli analisti, pur apprezzando la mossa, consigliano cautela sulle azioni alla luce del fatto che in Borsa valgono oltre 30 volte gli utili attesi quest'anno, anche per merito della buona performance dell’anno scorso, quando hanno vantato un progresso complessivo dell’83%.
Atlantia ha registrato un progresso dello 0,37%, nonostante il downgrade di Fitch, da da “BBB” a “BB”. Il mercato continua a scommettere su un dialogo tra l'azienda e il Governo, anche se la ministra, Paola De Micheli, ha smentito l'ipotesi che sia comminata una maxi multa, in alternativa alla revoca delle concessioni.

Telecom debole, ancora in rialzo ST
Non si sono arrestate le vendite sulle Telecom Italia (-1%), mentre si fa strada lì'ipotesi che si allunghino i tempi per l'aggregazione della rete della compagnia con quella di Open Fiber. Stmicroelectronnics (+2,4%) ha aggiornato nuovi massimi, continuando a beneficiare delle novità che stanno emergendo in questi giorni dal Ces 2020, la fiera di Las Vegas sui prodotti elettronici. Per contro sono andate male le azioni del comparto petrolifero, risentendo della franata registrata la vigilia dal petrolio. Eni ha lasciato sul parterre lo 0,46% e Saipem il 2,18%.

Bene Volkswagen, a picco Marks and Spencer
Nel resto d'Europa a Parigi (+0,19%) le Sodexo hanno accusato un ribasso del 6,29%, risentendo del rallentamento delle attività in Nord America, zona dove viene realizzato il 45% circa del fatturato complessivo. Sono invece andate bene le Air France-Klm (+4%), dopo l'annuncio che il traffico passeggeri di dicembre è salito su base annua dello 0,8%. A Francoforte (+1,3%), le Volkswagen hanno guadagnato il 2,7% sull'onda dell'indicazione che le vendite del 2019 sono state superiori a quelle del 2019 e non in linea come indicato solamente qualche settimana fa. Infine a Londra (+0,3%), è balzato agli occhi lo scivolone di Marks and Spencer (-11%) provocato dall'annuncio delle vendite del terzo trimestre 2019, calate dello 0,7%.

Euro si indebolisce, greggio fallisce il tentativo di rimbalzo
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1094 dollari (ieri a 1,1114), e a 121,55 yen (da 120,867 yen), con la divisa giapponese in calo insieme agli altri beni rifugio. Il biglietto verde si attesta infatti a 109,53 (da 108,751 dollari). Il petrolio, dopo lo scivolone di ieri, ha tentato il rimbalzo, ma poi ha di nuovo imboccato la strada del ribasso: il wti, contratto con consegna a febbraio, è scambiato a 59,2 dollari al barile, in calo dello 0,7%.

Usa, richieste sussidio disoccupazione migliori delle attese
Negli Stati Uniti le richieste di sussidio alla disoccupazione sono andate meglio delle attese. Secondo il Dipartimento del Lavoro, nei sette giorni conclusi il 4 gennaio, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione è diminuito di 9.000 unità a 214.000 unità; le attese erano per un dato a 220.000 unità. La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è diminuita di 9.500 unità dalla settimana precedente a 224.000 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione da più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 28 dicembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – ha registrato un rialzo di 75.000 unità a 1,803 milioni.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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