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Le mosse della Fed non fermano le vendite. Per Wall Street peggior seduta dal 1987 (-12%)

I listini continentali sono crollati dopo il taglio a sorpresa dei tassi da parte della Fed per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Seduta choc anche per New York con la caduta del Dj che non si arresta neanche davanti all'annuncio bis della Federal Reserve su una nuova iniezione di liquidità da 500 miliardi di dollari. In Europa sono affondati i titoli delle compagnie aeree e del settore viaggi mentre l'Esma ha annunciato una stretta sulle vendite allo scoperto. Prezzi del petrolio ai minimi dal 2016

di Paolo Paronetto ed Enrico Miele


Perché i mercati ignorano le banche centrali?

5' di lettura

La diffusione della pandemia di Covid-19 e le sue crescenti ricadute sull’economia hanno affossato le Borse europee, mentre sempre più Paesi decretano il “lockdown”, la chiusura di tutte le attività non essenziali, per prevenire la diffusione del virus. I principali listini del Vecchio Continente hanno terminato la seduta in calo (ma sopra i minimi di giornata). A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso il 6,1%, dopo aver ceduto oltre l’11%, con lo spread tra BTp e bund ha chiuso in rialzo a 262 punti base. Il Cac40 a Parigi è sceso del 5,7%, con il Dax30 a Francoforte che ha perso il 5,3%, mentre l’Ibex35 a Madrid è rimasto più indietro, lasciando sul terreno il 7,8%. La gravità della situazione è testimoniata dal “bazooka” messo in campo (senza successo) dalla Federal Reserve, che non è bastato per rassicurare i mercati. La Fed, infatti, ha tagliato a sorpresa i tassi all'intervallo 0-0,25% (ai livelli della grande crisi del 2008) e stanziato 700 miliardi per comprare Treasury e mutui cartolarizzati sul mercato, dichiarandosi pronta a supportare con tutto il suo potenziale la congiuntura americana. Tanto da aver già annunciato che condurrà una seconda operazioni Repo (pronti contro termine) giornaliera da 500 miliardi di dollari. Mosse arrivate con la sponda delle altre banche centrali mondiali, che hanno annunciato misure per fornire liquidità in dollari ai mercati.

Ma tutto questo non servito a far recuperare i mercati. Anzi, le Borse hanno subito pesanti vendite, mostrando di interpretare l’intervento a gamba tesa di Powell come la testimonianza di una situazione economica sempre più grave. Lunedì nero per Wall Street, che chiude la peggiore seduta dal 1987. Il Dow Jones conclude le contrattazioni perdendo il 12,94%, in quella che è la peggiore seduta della sua storia in termini di punti persi, 2.999,10 punti.

E mentre si cercano di valutare gli impatti sull’economia reale, dalla Cina sono arrivati dati peggiori delle attese sulla produzione industriale: è crollata del 13,5% nel periodo gennaio-febbraio rispetto all'anno precedente (contro una stima per un calo del 3%). Sul finale i listini hanno infine ridotto le perdite, con l’idea che gli investitori stiano “digerendo” le misure varate e si aspettino qualche nuovo provvedimento più mirato.

Intanto, il nostro Paese ha varato il Dl Cura Italia che mette in campo misure per 25 miliardi di euro che potranno attivare flussi per 350 miliardi di euro. Tra i titoli peggiori Fca, che ha annunciato lo stop alla maggioranza degli stabilimenti europei (-14,46%), segno opposto per Salvatore Ferragamo (+3,6%) che rimbalza, dopo che Citi ha alzato il giudizio da "sell" a "neutral", facendo notare che il titolo ha perso il 43% da inizio anno a venerdì scorso, lasciando poco spazio a ulteriori cali.

Stretta dell'Esma su vendite allo scoperto
L'Autorità europea dei mercati (Esma), intanto, ha deciso di chiedere temporaneamente ai detentori di posizioni corte nette in azioni negoziate nei mercati regolamentati della Ue di notificare alle autorità nazionali competenti se la posizione raggiunge o supera lo 0,1% del capitale emesso dopo l'entrata in vigore della decisione. L'autorità ha stretto così le regole per le vendite allo scoperto per fronteggiare la forte turbolenza dei mercati in seguito alla crisi del coronavirus.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

A Milano chiusura ko per Fca, UniCredit e Leonardo
Tornando al Ftse Mib milanese, le vendite hanno colpito in particolare Amplifon, Stmicroelectronics, Cnh Industrial, Leonardo - Finmeccanicae Prysmian, che hanno perso oltre il 10%. Continua invece il momento nero di Atlantia, che risente della rottura del negoziato con il Governo su Aspi (che ha portato anche allo slittamento nell'approvazione del bilancio 2019 ) ma soprattutto, specie negli ultimi giorni, del crollo del traffico su autostrade e aeroporti a causa delle restrizioni del governo Conte sugli spostamenti per il Coronavirus. Tra i peggiori della seduta, come detto, anche Fiat Chrysler Automobiles dopo l'annuncio della chiusura della maggioranza degli impianti europei, che valgono il 30-35% della capacità produttiva, fino al 27 marzo. Limitano i danni invece le utility e Diasorin, al lavoro su un test per l'identificazione rapida del coronavirus. Sul resto del listino tra i pochi titoli brillanti c'è Centrale Del Latte D'italiasui rumor di possibili operazioni straordinarie.

In Europa vendite choc su compagnie aeree e viaggi
A livello europeo è stata una giornata di passione per le principali compagnie aeree, messe in ginocchio dal coronavirus. Easyjet, quarto gruppo aereo in Europa, senza mezzi termini ha lanciato il grido d'allarme: «Non c'è alcuna garanzia che le compagnie aeree saranno in grado di sopravvivere» all'attuale blocco dei voli imposto dall'emergenza sanitaria. La compagnia ha accusato un tonfo superiore al 20%. del 23,5% alla Borsa di Londra. È in buona compagnia con Ryanair, che lascia sul terreno il 15,7%, Iag (la controllante di British Airways e Iberia), che cede il 21%e Air France - Klm giù del 17,5%. Giù anche Lufthansa, che cede l'11,7% alla Borsa di Francoforte. La maggior parte delle compagnie sta prendendo misure drastiche per ridurre i costi, lasciando a terra gli aerei e anche il personale. Il trend coinvolge anche i titoli degli operatori turistici: a Francoforte Tui perde oltre il 30 per cento.

Andamento dello spread Btp / Bund

Spread chiude in netto rialzo a 262 punti
Chiusura in netto rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato Mts che ha beneficiato ben poco degli interventi delle banche centrali e dei Governi a sostegno dell'economia. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 262 punti base dai 239 punti base del finale di venerdi'. In netta salita anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha chiuso ben oltre la soglia del 2%, al 2,18%, dall'1,82% del riferimento dello scorso venerdì.

Giù il petrolio, male anche oro e metalli preziosi
Sul mercato dei cambi, la mossa della Fed ha colpito soprattutto il dollaro, che si indebolisce a 1,1193 per un euro (1,1070 venerdì in chiusura). Il biglietto verde è invece stabile nei confronti dello yen dopo gli interventi a sostegno della liquidità annunciati dalla Bank of Japan a 105,79 yen (105,83), mentre l’euro/yen è a 118,43 (118,91).

Quanto alle materie prime, tornano a collassare i prezzi del petrolio, ai minimi dal 2016, mentre il rallentamento della domanda dovuto all'impatto economico dell'epidemia di coronavirus e il braccio di ferro tra i Paesi produttori a colpi di minacce di incremento della produzione zavorrano i corsi. Il future aprile sul Wti perde il 7% a 29,50 dollari al barile, mentre la consegna maggio sul Brent cedono l’11% a 30,05 dollari. Dopo essere scattato al rialzo in seguito all'intervento a sorpresa della Fed, perde nettamente terreno anche l'oro, che cede il 4% a 1.466,40 dollari l'oncia. A picco anche il platino (-26% a 564 dollari l'oncia, ai minimi dal 2002), che registra la flessione più marcata di sempre e l'argento (-14% a 12,6133 dollari l'oncia), con la maggior discesa dal 2011. Gli investitori hanno preferito infatti rimanere liquidi, anche per far fronte alle perdite accusate in altri mercati, a partire da quello azionario.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Per saperne di più:
ANDAMENTO SPREAD BTP/BUND
ANDAMENTO EURO/DOLLARO
ANDAMENTO PETROLIO (BRENT)

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