ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

L’escalation in Ucraina non contagia i mercati, Milano invariata. Vendite sui tecnologici

Seduta incolore per le Borse europee all'inizio di una settimana che avrà nei dati sull'inflazione americana e nell'avvio delle trimestrali Usa i suoi passaggi chiave. A livello settoriale male i tecnologici, in evidenza la chimica e i retailer. Euro in calo sotto 0,97 dollari, spread chiude a 232 punti

di Enrico Miele e Andrea Fontana

Aggiornato alle 22:11

La Borsa, gli indici del 10 ottobre 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta incolore per le Borse europee all'inizio di una settimana che avrà nei dati sull'inflazione americana di settembre e nell'avvio della stagione delle trimestrali Usa i principali passaggi chiave. La risposta di Mosca alla bomba sul ponte che collega Crimea e Russia non ha scosso i mercati azionari che hanno oscillato intorno alla parità mentre le vendite sui titoli di Stato europei, con l'eccezione italiana, sono proseguite. A fine seduta chiude sulla parità il FTSE MIB di Milano, mentre vedono "rosso" molti altri listini, dal CAC 40 di Parigi al DAX 40 di Francoforte, passando per l'IBEX 35 di Madrid, il FT-SE 100 di Londra e l'AEX di Amsterdam. A livello settoriale male i tecnologici, in evidenza la chimica e i retailer. Dopo una buona partenza, è rapidamente passata in territorio negativo anche Wall Street dove il mercato dei bond è chiuso per il Columbus Day, che chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,32% a 29.202,88 punti, il Nasdaq cede l’1,04% a 10.542, 10 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,75% a 3.612,39 punti. Gli investitori continuano così a interrogarsi sulle mosse che annunceranno le banche centrali, per raffreddare l’inflazione. Nella prossima riunione del 27 ottobre, la Bce «dovrà compiere nuovamente un significativo passo avanti», ha avvisato il governatore della banca centrale olandese e membro del consiglio direttivo Bce, Klaas Knot.

A Milano al top Buzzi e UniCredit, scivolano i petroliferi

A Piazza Affari, molti titoli hanno viaggiato sulle montagne russe fino al termine della seduta. In cima al listino principale Buzzi Unicem, Generali, Unicredit e Inwit con il riassetto di Vantage Towers accende i titoli dei gruppi delle torri tlc in Europa. Chiude alla fine in "rosso" Stellantis nel giorno in cui il gruppo ha annunciato di aver siglato un memorandum con Gme Resources Limited per la futura vendita di prodotti per le batterie da NiWest Nickel-Cobalt Project, in Australia Occidentale. A salvarsi è Pirelli & C mentre nel fine settimana il presidente, Ning Gaoning, si è dimesso da tutte le cariche ricoperte nel cda, in ragione della cessazione dalla sua carica di presidente di Sinochem Holdings Corporation. Ancora giù Telecom Italia con Cdp Equity, Macquarie e Open Fiber che chiedono più tempo per il dossier rete unica e Stmicroelectronics dopo che il Governo Usa ha introdotto nuovi limiti alle esportazioni di semi-conduttori in Cina. Recupera Banca Mediolanum in scia ai dati sulla raccolta netta di settembre mentre è sulla parità Banca Generali. In fondo al Ftse Mib si piazzano Saipem assieme a Tenaris, Snam Rete Gas e Italgas.

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Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread chiude in calo a 232 punti, rendimento al 4,64%

Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e Bund con i titoli di Stato italiani che hanno performato meglio degli altri bond della Zona euro sul mercato secondario. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco, infatti, è indicato a 232 punti base dai 250 punti della chiusura di venerdì 7 ottobre. Calo sensibile, ma più contenuto, anche per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,64% dal 4,69% dell'ultimo riferimento della vigilia.

BoE amplia acquisti bond su deadline piano emergenza

La Banca d'Inghilterra aumenta il volume giornaliero dell'asta degli acquisti di Gilt (i Titoli di Stato britannici) a 10 miliardi di sterline per garantire che ci sia una capacità sufficiente prima della fine dell'intervento temporaneo di emergenza di acquisti di Gilt del 14 ottobre. La BoE ha affermato che la dimensione massima di ciascuna operazione sarà confermata ogni mattina ed è stata fissata a un massimo di 10 miliardi di sterline nell'asta di oggi. La Banca centrale inglese ha anche annunciato che lancerà una nuova struttura di Repo collaterale temporanea per supportare le banche ad allentare le pressioni di liquidità che devono affrontare i fondi dei loro clienti coinvolti nelle recenti turbolenze del mercato che hanno minacciato i fondi pensione.

Oro e petrolio in calo, poco mossi i prezzi del gas

L’oro lascia sul terreno il 2% a 1.673 dollari per oncia, il petrolio Wti americano cede quasi l’1% a 91,77 dollari il barile dopo che la scorsa settimana è salito del 17% quando l’Opec+ ha annunciato un taglio della produzione a partire da novembre di 2 milioni di barili. Si tratta del maggiore taglio dal 2020. Dopo la debacle di venerdì, quando ha perso oltre l’11%, riduce le perdite il valore del gas: il contratto di novembre si attesta verso fine seduta a 154,6 euro al megawattora, in ribasso dell’1%.

Dollaro torna a rafforzarsi sulle principali valute

Il dollaro, infine, si è rafforzato contro le maggiori divise e il cambio sull’euro è tornato sotto 0,98, spinto dalle prospettive di tassi più alti che rendono più remunerative le attività finanziarie statunitensi. In particolare, l’euro si indebolisce a 0,9692 dollari (0,9757 venerdì 7 ottobre in chiusura). Passa di mano inoltre a 141,25 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 145,74.

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