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Wall Street chiude in rosso, giù petrolio e gas. Tassi in rialzo in asta BTp

L'euro oscilla sulla parità contro il dollaro, petrolio in netto calo. In Germania inflazione al 7,9%. Spread in area 230 punti. Terza seduta in rosso per Wall Street

di Chiara Di Cristofaro

Aggiornato alle 22:06

La Borsa, gli indici del 30 agosto 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee perdono lo slancio iniziale e chiudono la giornata miste, con Wall Street che non mantiene le promesse e con il petrolio che affonda e pesa sui titoli oil. Non basta il prezzo del gas europeo che si è raffreddato, per rassicurare gli investitori e perché i mercati si scrollino di dosso i timori innescati dalla conferma della linea dura contro l'inflazione dal parte del presidente della Fed, Jerome Powell.

Il FTSE MIB milanese è appesantito dai titoli energetici, a partire da Tenaris ed Eni, debole anche Saipem, segno meno per gli industriali. Guadagna terreno i titoli finanziari, tra cui si mettono in luce Nexi e Poste Italiane, bene anche le utility conHera in testa. Seduta positiva anche per Generali, che ha rafforzato la propria presenza in Malesia diventando uno dei principali operatori del Paese.

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I dati macro della seduta di fatto hanno confermato le tensioni inflazionistiche e, di conseguenza, le intenzioni delle banche centrali di alzare i tassi per agire sui prezzi. In Germania i prezzi al consumo sono ai massimi da 50 anni in agosto (+7,9%) mentre negli Usa a luglio il numero di offerte di posti di lavoro è aumentato ancora a 11,2 milioni, senza segnali di rallentamento, mentre gli statunitensi si sono dimostrati più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, andando oltre le attese degli esperti, secondo l'indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board. Tutti elementi che rafforzano la view aggressiva anti-inflazione espressa da Powell a Jackson Hole e che i mercati temono possa pesare sulla crescita.

Per Wall Street terza seduta in calo, pesano timori su tassi

Fallisce il tentativo di rimbalzo Wall Street che torna in rosso dopo i cali delle ultime due sedute provocati dai commenti provenienti dal simposio di Jackson Hole. Il Dow Jones chiude in calo dello 0,89%, il Nasdaq dell’1,12% e l’S&P chiude in calo dell’1,08%.

Gli investitori hanno assimilato la volontà delle maggiori banche centrali al mondo di continuare ad alzare i tassi d'interesse, anche se dovessero creare dei danni all'economia; non alzarli, hanno detto, ne creerebbe di più. Il primo a dirlo, e a causare i forti cali di venerdì, era stato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Alle ultime due riunioni, la Fed ha alzato i tassi d'interesse di 75 punti base, portandoli al 2,25-2,50%, il passo più rapido dall'inizio degli anni '90. A settembre, ci sarà un rialzo di 50 o 75 punti base, secondo molti banchieri e secondo gli analisti; Powell ha detto quello che ci si aspettava: la decisione di settembre dipenderà dai prossimi dati macroeconomici, a partire dai prezzi al consumo e dal rapporto sull'occupazione di agosto, quest'ultimo previsto venerdì 2 settembre. A luglio, registrati un aumento di 528.000 posti di lavoro e una disoccupazione al 3,5%; per agosto, previsti 325.000 nuovi posti di lavoro e un tasso di disoccupazione stabile.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Gas in calo a 254 euro per megawattora, petrolio giù

Sul fronte dell'energia,affonda sempre di più il prezzo del petrolio, che arriva a perdere oltre il 5% con il Brent sotto i 100 dollari al barile, mentre i timori sull'inflazione in aumento alimentano le preoccupazioni sulla domanda.

Seduta in calo per il prezzo del gas europeo, che archivia la giornata con una flessione del 6,8% a 254 euro al MWh, dopo gli aggiustamenti finali. Il prezzo ha oscillato nel corso della seduta passando da un minimo di 244 euro al MWh a un top oltre i 280 euro poco dopo l'avvio. A calmierare i prezzi, l'apertura di Berlino a un price cap e l'incontro dei ministri dell'Energia Ue del 9 settembre a Praga, proprio per discutere il tema dell’impennata dei prezzi del gas e di una riforma del mercato. Anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen oggi è intervenuta sul tema, sottolineando che «le conseguenze per le famiglie e le imprese non sono sostenibili». «Dobbiamo affrontare questo problema, insieme e con urgenza», ha detto, ribadendo la necessità di puntare sulle rinnovabili.

Bene Generali dopo il rafforzamento in Malesia

Per quanto riguarda Generali, la società ha annunciato il completamento dell'acquisizione delle quote di maggioranza delle joint venture di Axa e Affin in Malesia, diventando così «uno dei principali assicuratori Danni del Paese, in linea con la strategia del gruppo di rafforzare la propria posizione di leadership nei mercati ad alto potenziale». Tutte le società continueranno a operare con i marchi attuali fino al lancio di un unico brand comune, "Generali Malaysia", previsto all'inizio del 2023. Stipulato inoltre con Affin Bank un accordo di bancassurance esclusivo per la vendita di prodotti convenzionali nei rami Danni e Vita. L'operazione era stata annunciata a giugno 2021 e, ricordano gli analisti di Equita, «l'impatto atteso sul solvency ratio è di circa 4 punti percentuali». «L'operazione - conclude Equita - permette a Generali di posizionarsi come uno degli assicuratori leader nel mercato malese».

Focus sulle banche, allo studio un fondo per aiutare le piccole

Sotto i riflettori le banche, sulla prospettiva, riferita dal Sole 24 Ore, della creazione di un fondo da 500-600 milioni per sostenere i piccoli istituti in difficoltà. Secondo quanto spiegato dal quotidiano, lo strumento sarebbe cofinanziato dalle principali banche italiane e in parte residuale dallo Stato. Il progetto sarebbe stato al centro di un incontro riservato a inizio agosto tra la Vigilanza di Bankitalia, il Mef e il Fondo Interbancario. Restano da capire le tempistiche per avviare l'operatività del nuovo fondo, che dipenderanno naturalmente anche dal risultato delle elezioni di settembre. «Se da un lato la costituzione di un fondo finalizzato a supportare istituti potenzialmente in difficoltà è un elemento a sostegno della stabilità del sistema bancario domestico - commentano gli analisti di Equita -, dall`altro la richiesta di contribuzioni agli istituti di dimensioni maggiori rappresenterà un ulteriore onere che andrà ad impattare, seppur non in maniera particolarmente significativa, la loro
bottom line». Equita calcola che 500-600 milioni rappresentano «meno del 5% dell'utile 2023 delle banche del nostro panel e meno dell'1% della market cap aggregata».

Andamento dello spread Btp / Bund
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Tassi in rialzo in asta BTp. Spread chiude a 231 punti

Buona domanda e rendimenti in rialzo per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la quinta tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/12/2027 per 3,25 miliardi a fronte di una richiesta pari a 4,719 miliardi. Il rendimento è salito di 28 centesimi attestandosi al 3,09%, per la prima volta oltre la soglia del 3% dal settembre 2013. Collocata anche la nona tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/12/2032: a fronte di richieste per 3,463 miliardi l'importo emesso è stato pari a 2,25 miliardi mentre il rendimento, in aumento di 30 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato al 3,76%, ai massimi da gennaio 2014.

Sul mercato secondario, chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco viene indicato a 231 punti base, due in più rispetto al livello del closing della vigilia. Anche il rendimento del BTp decennale sale leggermente al 3,82% rispetto al 3,79% registrato nel finale di ieri sera.


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