ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le Borse europee ripartono con il lavoro Usa. Milano (+0,88%) frenata dalle banche

Gli indici europei hanno trovato la via dei rialzi dopo la volatilità precedente. Wall Street in rialzo con il dato migliore da inizio pandemia sulle richieste di sussidi di disoccupazione. Rimbalzano le criptovalute

di Stefania Arcudi e Andrea Fontana

Aggiornato alle 18.10

La Borsa, gli indici del 20 maggio 2021

4' di lettura

L'accelerata del finale ha consentito alle Borse europee di lasciarsi alle spalle l'incertezza e la volatilità della prima parte della giornata e di chiudere in netto rialzo, complice anche l'andamento positivo di Wall Street,. Gli indici sono stati rinfrancati dal dato americano sulle richieste di sussidio di disoccupazione, scese al livello minimo dall'inizio della pandemia.
Le piazze continentali hanno finito in buon aumento, soprattutto per quanto riguarda il CAC 40 di Parigi e il DAX 30 di Francoforte. Il FTSE MIB, che pure ha chiuso sui massimi di giornata, è rimasto più indietro, frenato dai titoli bancari, così come non ha brillato l'IBEX 35 di Madrid.

La seduta di mercoledì si era chiusa in pesante rosso, anche se Wall Street ha recuperato nelle ultime due ore di contrattazioni buona parte delle perdite grazie alla diffusione delle minute della banca centrale americana, anche se le rassicurazioni sul fronte inflazione non hanno del tutto convinto i mercati. Dai verbali è emerso che l'economia americana è ancora lontana dai propri obiettivi e, soprattutto, che i banchieri centrali considerano la fiammata dei prezzi «transitoria», anche se per alcuni dei membri della Fed se l'economia dovesse continuare a recuperare terreno velocemente si potrebbe iniziare a considerare una riduzione degli acquisti. C'è da dire, comunque, che i verbali si riferiscono alla riunione che si è tenuta prima della diffusione del dato sull'inflazione e dei deludenti dati sull'occupazione di aprile.

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Wall Street sale, dato sussidi lavoro migliore da marzo 2020

Andamento in modesto rialzo per la Borsa americana, grazie al positivo dato sulle richieste dei sussidi di disoccupazione, ai minimi dall'inizio della pandemia. Il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi, nella settimana terminata il 15 maggio, è diminuito di 34.000 unità a 444.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro. Si tratta del miglior dato dall'inizio della pandemia (ovvero dal 14 marzo), con le attese che erano per un dato a 452.000. Nel pieno della pandemia, gli Stati Uniti avevano registrato un massimo di 6,9 milioni di nuove richieste settimanali. A fine seduta, Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,55%, il Nasdaq avanza dell'1,77%, mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,06%.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano banche con il freno tirato, giù i petroliferi

I titoli del credito, in generale non vivaci anche sugli altri listini, hanno in parte pagato lo slittamento degli incentivi fiscali per le aggregazioni bancari che non sono stati contenuti nel Dl Sostegni bis presentato dal Governo. Tra i bancari in calo Banco Bpm, che veniva da sedute brillanti, ma anche Bper, mentre si è mossa in controtendenza Unicredit, al centro di varie speculazioni di risiko bancario. Penalizzati anche i petroliferi (Eni, Saipem e Tenaris tutti in territorio negativo) complice la debolezza dei prezzi del greggio visto l'ottimismo espresso anche dal presidente iraniano sull'accordo sul congelamento del programma nucleare di Teheran che dovrebbero comportare la cancellazione di sanzioni verso il Paese.

Tra le migliori Campari, Ferrari e Nexi

Sul Ftse Mib hanno corso Ferrari, Campari e Amplifon, così come Nexi. Inoltre, Cnh Industrial si è rimessa in carreggiata dopo il pesante passivo di mercoledì. Giù Telecom Italia, partita bene dopo la trimestrale oltre le attese, ha frenato ed è passata in territorio negativo. Bene le utility con Hera e soprattutto Italgas, A2a e Snam in buon aumento. Fuori dal listino principale la Juventus Fc, a parte il guizzo iniziale, è poco mossa dopo la vittoria della Coppa Italia.

Vendite sul petrolio, l'oro «tiene»

Un'altra seduta di debolezza per il petrolio con l’accordo sul nucleare tra Iran e superpotenze sempre più vicino. L’Iran ha dichiarato che sarebbe già pronta una bozza, sebbene siano ancora presenti delle differenze di veduta su alcuni temi complicati. Proseguono i cali delle materie prime sulla scia del risk-off sui mercati e sulle notizie dalla Cina. «Particolarmente deboli i metalli industriali - notano gli analisti di Mps Capital Services - a causa delle maggiori limitazioni nel settore dell’acciaio in Cina e del richiamo del Consiglio di Stato sulla necessità di calmierare i prezzi delle materie prime». Continua a tenere l’oro , che si sta comportando in tutto e per tutto da tradizionale bene rifugio.

Criptovalute rimbalzano dopo i crolli, scatta Bitcoin

Le criptovalute sono in recupero, a partire dal Bitcoin. La principale criptovaluta sale del 12,22% a 41.724 dollari, per una capitalizzazione di circa 783 miliardi, dopo essere crollato alla vigilia a 30.445 dollari, a causa di una nuova bocciatura proveniente dalla Cina. La forte volatilità «mette a rischio la sicurezza dei beni delle persone e disturba l'ordine economico mondiale», hanno scritto, in un comunicato congiunto, tre organismi finanziari cinesi, che hanno invitato le istituzioni finanziarie a non utilizzare le criptovalute per le loro transazioni. Ad aprile, il bitcoin aveva superato i 64.000 dollari. L'Ether, la seconda principale criptovaluta, guadagna il 7,22% a 2.927,49 dollari, per una capitalizzazione che sfiora i 340 miliardi. In ripresa anche il titolo della piattaforma di scambi per le criptovalute, Coinbase, che guadagna il 4,92% a 235,85 dollari, lontano comunque dagli oltre 429 dollari toccati il giorno dello sbarco a Wall Street, il 14 aprile.

Spread chiude in calo a 116 punti

Chiusura in flessione per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari scadenza tedesco, e' indicato al termine degli scambi a 116 punti rispetto ai 122 del riferimento precedente. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura all'1,06% dall'1,12% del closing della vigilia.

Prezzi alla produzione in Germania in linea con le attese

Rassicurante anche il dato sui prezzi alla produzione tedeschi, saliti in aprile dello 0,8% e del 5,2% su base tendenziale, in linea con le attese. Il dato era atteso, visto che la pressione al rialzo sull’inflazione arriva in gran parte dalle materie prime, rincarate notevolmente anche per i colli di bottiglia che le hanno rese scarse, vedere come si muovono i prezzi alla produzione è fondamentale. Lo scossone sui mercati, in effetti, è iniziato settimana scorsa con la pubblicazione dei prezzi alla produzione cinesi, balzati del 6,8%.

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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