ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le Borse fermano la caduta, ma non si arresta la tensione sulle materie prime

Recessione e inflazione protagonisti sui mercati. Fed: verbali, probabile un aumento dei tassi di 50 o 75 punti a fine luglio. Atteso il via libera di Tim alla riorganizzazione dei business, ma restano le distanze tra i soci sulla valutazione della rete. Il petrolio oscilla sui 100 dollari

di Enrico Miele e Chiara Di Cristofaro

La Borsa, gli indici del 6 luglio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rimbalzano dopo il tonfo di martedì (-2,7% Eurostoxx50 e -3% Milano). Recessione e inflazione protagonisti sui mercati.
Dalle minute Fed emerge un probabile un aumento dei tassi di 50 o 75 punti a fine luglio e il rischio significativo di inflazione radicata.
Atteso il via libera di Tim alla riorganizzazione dei business, ma restano le distanze tra i soci sulla valutazione della rete. Il petrolio oscilla sui 100 dollari che saranno seguiti giovedì 7 dalle minute della Banca centrale europea.
Non si arresta però la tensione sulle materie prime nè il timore della recessione in Europa tant'è che il prezzo del petrolio prosegue nella sua forte discesa e torna sotto i 100 dollari al barile (sia a Londra sia a New York), mentre il gas naturale, nonostante la fine degli scioperi in Norvegia, torna ad affacciarsi oltre 170 euro al megawattora. Sull'azionario tecnologici, industria, media e retailers sono i comparti più vivaci nel recupero e spingono Parigi (CAC 40) e Amsterdam, le migliori, a guadagnare quasi il 2%. FTSE MIB chiude a +1,0%.

Fed: probabile aumento dei tassi

Sarà «probabilmente appropriato» un aumento dei tassi d’interesse di 50 o 75 punti base alla prossima riunione alla fine di luglio. È quanto emerge dai verbali relativi all'incontro del 14-15 giugno del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. In quell’occasione, i banchieri hanno annunciato un aumento dei tassi d’interesse di 75 punti base all’1,5%-1,75%, il maggior rialzo dal 1994.
Alla precedente riunione, era stato deciso il primo rialzo di mezzo punto percentuale dal maggio 2000.
A marzo, la Banca centrale statunitense aveva annunciato il primo rialzo dei tassi d’interesse (di 25 punti base) dal dicembre 2018. Rialzi decisi per contrastare l’inflazione, ai massimi degli ultimi 40 anni. I tassi d’interesse erano stati abbassati allo 0-0,25% nel marzo del 2020, per contrastare gli effetti negativi della pandemia di coronavirus sull’economia statunitense. Secondo i componenti del Fomc, la politica monetaria potrebbe anche diventare ancor più restrittiva, se l’inflazione persisterà. Si nota già un «rischio significativo» di un’inflazione radicata. Per quanto riguarda la crescita, abbassate le previsioni per la seconda metà del 2022 e per il 2023. Per il 2022, le previsioni del Pil sono state abbassate dal 2,8% all’1,7%.

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«Nelle ultime due settimane i timori legati a una recessione economica delle principali economie hanno preso il sopravvento - dice Luigi Nardella di Ceresio Investors - abbiamo visto infatti i prezzi delle materie prime e dei settori ciclici in forte correzione, mentre le obbligazioni governative hanno segnato un buon recupero». Per Nardella, però, «nonostante il rallentamento in corso non è affatto detto che si vada verso una profonda recessione. Il livello di pessimismo tra gli investitori è elevatissimo. Primi segnali di riduzione delle pressioni inflazionistiche, tenuta dei consumi e trimestrali positive potrebbero innescare un recupero dei mercati».

Wall Street chiude positiva

Dopo la discesa iniziale Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones guadagna lo 0,41% a 31093,57 punti, il Nasdaq lo 0,60% a 1390,30 punti, mentre lo S&P 500 avanza dello 0,50% a 3850,73 punti. Nella seduta precedente il deciso recupero dei titoli tecnologici ha dato respiro agli indici, altrimenti appesantiti dai cali dei titoli legati all'attività economica, come energetici, industriali e commodity.
Un nuovo aumento dei casi di Covid-19 in Cina e il peggioramento della crisi energetica in Europa fanno temere sempre di piu' l'arrivo di una recessione, con le Banche centrali impegnate ad alzare i tassi d'interesse per contenere l'inflazione, ai massimi degli ultimi 40 anni. Secondo il modello previsionale di Bloomberg Economics, le possibilità che il prossimo anno si verifichi una recessione negli Stati Uniti sono salite al 38%.

Negli Usa si registra il secondo calo settimanale consecutivo delle richieste di mutui, nonostante il lieve calo del tassi d'interesse, con i prezzi delle case che restano alti e l'offerta limitata. Il timore di una recessione ha prodotto l'inversione dei rendimenti dei titoli statunitensi a due e dieci anni e il rafforzamento del dollaro. L'Ism servizi, l'indice che misura la performance del terziario negli Stati Uniti, e' calato a giugno, ma meno di quanto atteso dagli analisti.

A Piazza Affari vola Saipem, attesa per piano Tim

In evidenza a Milano lo scatto di Saipem (+7,9%), dopo che si e' chiusa la negoziazione dei diritti per l'aumento di capitale da 2 miliardi di euro, e con i rialzi oltre il 4% di Nexi e Stmicroelectron. Di contro hanno sofferto soprattutto i titoli petroliferi (-3% Tenaris, -0,7% Eni) e anche le banche con la performance negativa di Bper e Banco Bpm mentre Unicredit e Intesa Sanpaolo sono salite ben al di sotto dell'andamento dell'indice Ftse Mib. Gli occhi degli investitori sono concentrati in particolare su Telecom Italia nel giorno del consiglio di amministrazione che, oltre ai conti, ridisegnerà la strategia complessiva del gruppo (dalla riorganizzazione del business, con la divisione tra la NetCo e la ServCo, al tema della realizzazione della rete unica, dopo la firma del protocollo d'intesa con Cdp Equity, i fondi Kkr e Macquarie).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Euro resta ai minimi da 20 anni, petrolio sotto i 100 dollari

Sul mercato valutario, il dollaro si stabilizza sui massimi da 20 anni con l'euro a 1,019 (da 1,024 ieri in chiusura) e a 138 yen (da 139,08). Dollaro/yen a 135,7 (135,74). Rallenta il petrolio, il Wti di agosto torna sotto i 100 dollari a 96,5 dopo il crollo di ieri del 9% e il Brent di settembre a 100 dollari al barile ma è sceso anch'esso sotto tale soglia. Frenata solo temporanea per il prezzo del gas dopo lo stop del governo norvegese allo sciopero che aveva messo ulteriormente a rischio le forniture in Europa. Il prezzo del gas europeo resta a 171 euro al MWh.

BTp, Spread stabile 208 punti, rendimento al 3,25%

Lo spread tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato stabile sui 208 punti del finale del 5 luglio. In lieve calo anche rendimento del BTp decennale benchmark al 3,25% (3,28% al closing della vigilia). In difficoltà i Bonos decennali che perdono terreno rispetto ai Bund (con circa 135 punti di spread).


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