ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Moody’s non aggiorna il rating sull’Italia. Piazza Affari chiude a -2% la settimana post voto

Non basta il rimbalzo di venerdì al traino del +19% di Banca Generali. Nel mese il prezzo del gas naturale è sceso del 21,4%. Milano -4% a settembre

di Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 30 settembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Moody's non ha aggiornato il rating dei titoli italiani, mantenendo il «Baa3» accompagnato dall'outlook girato da stabile a negativo il 5 agosto scorso suscitando la risposta irritata del governo italiano.

Nella scala dell'agenzia i BTp restano quindi nell'ultimo scalino prima dei junk bond, e se ne riparlerà in primavera salvo sorprese.

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Nel frattempo sono attese le altre valutazioni, in cui il debito italiano si trova però un po' più distante dall'area più a rischio: il 21 ottobre sarà il turno di S&P Global Ratings, il 28 toccherà a Dbrs (che però ha già sottolineato che «un governo di centrodestra non altera in modo significativo i fondamentali economici italiani») mentre il 18 novembre sarà la volta di Fitch.

Sul fronte dei mercati, le Borse europee chiudono in rosso una settimana ricca di sviluppi sul fronte geopolitico, aggravando così il bilancio del mese di settembre. Le elezioni in Italia, la crisi della sterlina in seguito al piano di tagli fiscali annunciato dalla premier britannica Liz Truss, il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e l'annessione di alcune regioni ucraine da parte della Russia sono alcuni dei fattori che hanno influito sull'andamento dei listini azionari nel corso dell'ultima ottava, mentre sullo sfondo alimenta la corsa dell'inflazione testimoniata dagli ultimi dati macroeconomici. Nonostante il rimbalzo di venerdì, il Ftse Mib ha chiuso quindi la settimana in calo del 2% e l'intero mese di settembre del 4,2%. Francoforte è scesa dell'1,4% nella settmana e del 5,6% nel mese, Parigi dello 0,4% e del 5,9% e Londra dell'1,8% e del 5,4%. A picco Mosca, scesa del 7,5% da venerdì scorso e del 16,1% in settembre. Tra i titoli di Piazza Affari, maglia rosa della settimana è stata Saipem (+7,9% ma -9% in settembre), seguita da Tenaris (+6,3% e -3,5%), Tim (+5,7% e -7,6%), Finecobank (+2,9% e +17,8%), Ferrari (+0,8% e -0,8%) e Prysmian (+0,8% e -3,2%). Settimana in rosso, invece, per Enel (-9% e -10% nel mese), Leonardo (-5,2% e -10,9%), UniCredit (-3,1% e +6,7%) ed Hera (-2,2% e -12,6%). Sul fronte dell'energia, il prezzo del gas naturale è aumentato del 2,5% nella settimana ma è ha registrato un -21,4% nell'intero mese di settembre.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Venerdì rimbalzo dai minimi con boom di Banca Generali

Non è quindi bastato il rimbalzo registrato nella seduta di venerdì, dopo lo scivolone di giovedì che aveva portato il Ftse Mib milanese ai minimi da due anni. Nell'ultima giornata della settimana i mercati si sono lasciati rassicurare dalle parole della vice presidente della Fed, Lael Brainard, che ha ammesso la necessità di monitorare l'impatto economico dell'aumento dei costi di finanziamento, pur ribadendo la prospettiva di ulteriori aumenti dei tassi di interesse. I listini azionari hanno approfittato anche della discesa dei rendimenti dei titoli di Stato, che ha allentato la pressione in particolare sui titoli tecnologici. A Piazza Affari il FTSE MIB ha guadagnato così l'1,45%. Tra i principali titoli milanesi,Banca Generali è schizzata sul finale a +19,12% grazie ai rumor su una possibile vendita a Mediobanca, nonostante fonti finanziarie neghino al momento l'esistenza di trattative concrete tra le parti. Resta più indietro la controllante Generali. In rialzo Telecom Italia, in vista della presentazione di un'offerta non vincolante di Cdp per la rete. In rosso invece Enel, Snam Rete Gas e Leonardo - Finmeccanica.

Wall Street ha chiuso in calo il mese e il terzo trimestre. Il Dow Jones ha perso l’1,70% a 28.730,12 punti, il Nasdaq ha ceduto l’1,51% a 10.575,62 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,48% a 3.586,47 punti.

In rosso Mps, tecnologici sotto i riflettori

Hanno recuperato terreno le Stellantis e le Ferrari, dopo le debolezze della vigilia provocate anche dal debutto in Borsa di Porsche. Gli investitori hanno infatti venduto le azioni del settore auto per far spazio alla nuova arrivata, quotata sul mercato tedesco. Sotto i riflettori Stmicroelectronics insieme a tutto il settore tecnologico dopo che nei giorni scorsi Apple ha fatto marcia indietro sull'aumento della produzione di iPhone e alla luce delle prospettive deludenti tracciate da i vertici della concorrente americana Micron Technology. Fuori dal paniere principale, continuano a perdere quota le Banca Mps, mentre è scattato il conto alla rovescia per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi che dovrebbe tenersi nelle prossime settimane. L'operazione dovrebbe partire il 12 ottobre, ma il condizionale è d'obbligo: potrebbero esserci slittamenti delle date, in modo da dare tempo all'istituto di stringere un accordo con Axa e Anima Holding, partner commerciali disposti a sottoscrivere l'aumento.

In Italia disoccupazione al 7,8%, ma inflazione sale all'8,9%

Sul fronte macro è stato annunciato che il tasso di disoccupazione della Germania a settembre è rimasto stabile rispetto ad agosto al 5,5%. In Italia, inoltre, l'Istat ha certificato che il tasso disoccupazione lo scorso agosto è sceso dello 0,1% al 7,8%, mentre il tasso di occupazione si è attestato al 60%. In Francia i prezzi al consumo hanno rallentato il passo a settembre: l'inflazione annua è stata del 5,6%, contro il 5,9% di agosto, secondo i dati provvisori pubblicati venerdì dall'Insee, secondo il quale il calo dell'inflazione è dovuto al "rallentamento" del rialzo dei prezzi dell'energia e dei servizi. Oltremanica è stato rivisto al rialzo il dato sul pil del secondo trimestre, aumentato dello 0,2% (la prima lettura aveva indicato una contrazione stimata dello 0,1%). Su base annua la variazione è stata del +4,4 per cento. Intanto l'istituto tedesco Ifo ha lanciato l'allarme sul peggioramento della carenza di materiali nell'industria tedesca. Negli Usa, infine, l'inflazione Pce è aumentata più delle attese in agosto.

Spread in calo a 240 punti, rendimento BTp al 4,5%

Sull'obbligazionario, chiusura in calo per lo spread BTp-Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 240 punti base dai 246 punti di ieri. In flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 4,50% dal 4,66% della vigilia.

Euro su quota 0,98 dollari, scende il gas

Sul valutario, l'euro ha oscillato attorno a quota 0,98 dollari e si attesta a 0,9797 da 0,9780 ieri in chiusura. La moneta unica vale anche 141,71 yen (da 141,38), mentre il rapporto dollaro/yen è a 144,69 (144,52). La sterlina, sotto la lente in questi giorni anche dopo l’intervento della Bank of England sul mercato, vale 1,1144 dollari (1,1050) e scambia a 0,8791 per un euro. Perde quota il prezzo del petrolio: il Wti, contratto di novembre, passa di mano a 80,25 dollari al barile (-1,21%), mentre il Brent cede lo 0,42% a 88,12 dollari. In calo del 9% a 185,5 euro per megawattora il prezzo del gas naturale sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.


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