ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le Borse archiviano il rimbalzo, Milano perde l'1,5%. Sale il greggio, giù l'euro

Dopo la corsa delle ultime sedute, listini di nuovo in rosso. Focus sull’occupazione Usa. Moody's: «Probabile taglio del rating Italia con addio a riforme e deviazione Pnrr». Euro a 0,98 dollari, spread sale a 242 punti

di Chiara Di Cristofaro

La Borsa, gli indici del 5 ottobre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nulla di fatto per il rally: dopo le due sedute di forte rimbalzo che hanno segnato l'avvio dell'ultimo trimestre sono tornate le vendite sull'azionario globale, con l'Europa che archivia la seduta non lontana minimi di giornata, complice il calo di Wall Street. Tornano a salire i rendimenti sull'obbligazionario europeo con i tassi sul Bund tedesco sopra il 2% e quelli sul BTp oltre il 4,4%. E torna sopra i 240 punti base lo spread. Al centro dell'attenzione sempre le banche centrali: se nelle ultime due sedute si era diffusa la speranza di un rallentamento nelle politiche monetarie restrittive, sia la mossa aggressiva della banca centrale neozelandese (ha alzato i tassi di 50 punti al 3,5%, massimo da 7 anni) che i dati americani migliori delle attese sui Pmi servizi e sul lavoro, hanno smorzato gli entusiasmi. Intanto, l'Opec+ ha deciso un maxi taglio alla produzione di greggio: 2 milioni di barili al giorno.

In questo clima, chiude in territorio negativo l'indice milanese FTSE MIB, in particolare dopo che Moody's ha fornito un aggiornamento sulla valutazione del credito sovrano italiano, evidenziando come eventuali deviazioni dal Pnrr, la mancata attuazione delle riforme e significativo indebolimento delle prospettive di crescita potrebbero pesare sul rating. Piazza Affari è la peggiore assieme a Madrid (IBEX 35) ma perdono quota, seppur in modo meno accentuato, anche le Borse di Francoforte (DAX 30), Londra (FT-SE 100) e Parigi (CAC 40).

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Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones perde lo 0,14% a 30.274,80 punti, il Nasdaq cede lo 0,25% a 11.148,64 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,19% a 3.783,65 punti.

Occhi puntati sul mercato del lavoro Usa

Cruciali ora saranno i dati sull'occupazione Usa. In attesa di quelli di venerdì, fondamentali per orientare le decisioni della Fed, sono arrivati i numeri sull'o ccupazione nel settore privato, aumentata in settembre molto più delle attese. Lo scorso mese sono stati creati 208.000 posti di lavoro rispetto ad agosto, mentre le previsioni erano per la creazione di 200.000 posti.

Appena migliore delle attese anche il dato sull'attività nel settore servizi statunitense, che pure resta in contrazione a settembre. La lettura dell'indice servizi Pmi, redatto da Markit, è salita dai 43,7 di agosto a 49,3 punti di settembre; le attese erano per un dato a 49,2 punti.

Intanto, si intensificano le t ensioni tra Mosca e Kiev - con la Russia che, secondo il Times, starebbe preparando un test nucleare al confine con l'Ucraina - e sale la temperatura nel Pacifico con i test missilistici di Stati Uniti e Corea del Sud in risposta al lancio di un missile intercontinentale nordcoreano a raggio intermedio sopra il Giappone, mentre sul fronte energetico Gazprom ha deciso di riprendere le forniture all'Italia e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto che Bruxelles «è pronta a discutere un tetto per il prezzo del gas utilizzato per produrre elettricità».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari balzo Saipem, giù auto e banche

A Piazza Affari, in un Ftse Mib quasi tutto in rosso si salva Banca Generali al centro delle indiscrezioni per una possibile acquisizione da parte di Mediobanca. Dopo una prima parte di seduta in rialzo, in rosso Nexi con tutti i finanziari. Tra i pochi titoli in positivo c'è Stmicroelectronics che ha deciso di investire 730 milioni in Italia per nuovo impianto per supportare la domanda crescente di dispositivi per applicazioni automotive e industriali. Acquisti sui petroliferi, Eni e Tenaris tra i pochi in verde, ma nel comparto oil svetta Saipem, il titolo migliore del listino principale, dopo il maxi taglio alla produzione deciso dall'Opec+. Debole il settore auto, tra i più penalizzati in questa fase, con Pirelli & C e Stellantis che registrano alcune tra le performance peggiori assieme a Hera ed Enel e Banco Bpm. Limita i danni Atlantia dopo il via libera anche da parte del cda della società all'opa di Edizione-Blackstone che partirà il 10 ottobre ed è finalizzata al delisting della società.

Opec+ decide maxi taglio produzione da 2 mln barili

«Alla luce dell'incertezza che circonda le prospettive economiche e del mercato petrolifero globale e della necessità di migliorare la guidance a lungo termine per il mercato petrolifero, e in linea con l'approccio vincente di essere proattivi e preventivi, i Paesi partecipanti (all'Opec+) hanno deciso di adeguare al ribasso la produzione complessiva di 2 milioni di barili al giorno dai livelli di produzione richiesti di agosto 2022, a partire da novembre 2022». E' quanto si legge nel comunicato finale del 33esimo vertice ministeriale dei paesi Opec e non-Opec guidati dalla Russia. La prossima riunione dell'Opec+ è stata inoltre indetta per il 4 dicembre.

Dopo l'ufficializzazione della notizia, hanno preso con decisione la via del rialzo i prezzi del greggio. Sul fronte energetico, seduta volatile ma che si chiude in netto aumento (+8% per i prezzi del gas naturale, a .175,4 euro al MWh.

Spread risale a 242 punti, rendimento al 4,44%

Chiusura in netto rialzo per lo spread tra BTp e Bund in un contesto di generale aumento dei rendimenti dei bond euro che hanno sofferto delle indicazioni negative sull'andamento dell'economia europea. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 242 punti base, in netto rialzo rispetto ai 232 punti base della chiusura di ieri. Si segnala in forte rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,44% dal 4,20% dell'ultimo riferimento.

Eurozona, indice Pmi servizi al minimo da 20 mesi

A settembre l'indice Pmi servizi dell'Eurozona è sceso a 48,8 punti dai 49,8 di agosto scorso. Si tratta del minimo da 20 mesi. L'indice composito, media tra i servizi e la manifattura, è sceso da 48,9 punti di agosto ai 48,1 di settembre. È il minimo da 19 mesi. Risultato sotto quota 50 indica contrazione. Commentando i dati finali, Chris Williamson, capo economista aziendale presso S&P Global Market Intelligence ha detto: «Qualsiasi speranza che l'Eurozona eviti la recessione è ulteriormente diminuita dal calo sempre più accentuato dell'attività imprenditorialesegnalato dagli indici Pmi».

Euro sotto la parità col dollaro

Sul fronte valutario, l'euro viaggia sotto la parità col dollaro. L'indice del biglietto verde è in rialzo, questa pausa arriva dopo una serie di sedute al ribasso che hanno visto il biglietto verde scendere di oltre il quattro per cento, dal massimo raggiunto a fine settembre rispetto ai suoi pari. Inoltre, continua la risalita della sterlina dopo il dietro-front della premier Liz Truss sul piano di tagli fiscali per i ceti più ricchi.

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