BUFERA PROCURE

Le chat di Palamara e le intercettazioni, ecco come è deflagrata la giunta Anm

I messaggi whatsapp svelano le manovre continue di magistrati se non pronti a tutto disponibili a molto pur di ottenere gli agognati posti di vertice, non solo puntando sugli asseriti meriti propri, ma in larga parte puntando il dito sul demerito dei concorrenti

di Giovanni Negri

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L’ex leader di Unicost Luca Palamara (foto Ansa)

I messaggi whatsapp svelano le manovre continue di magistrati se non pronti a tutto disponibili a molto pur di ottenere gli agognati posti di vertice, non solo puntando sugli asseriti meriti propri, ma in larga parte puntando il dito sul demerito dei concorrenti


2' di lettura

La diffusione delle chat dell’ex leader di Unicost Luca Palamara, successiva alla chiusura delle indagini della Procura Perugia, lambiscono il ministero della Giustizia, fanno deflagrare la giunta Anm, rilanciano la riforma del Csm.

I messaggi whatsapp svelano, verrebbe da dire ancora una volta, le manovre continue di magistrati se non pronti a tutto disponibili a molto pur di ottenere gli agognati posti di vertice, non solo puntando sugli asseriti meriti propri, ma in larga parte puntando il dito sul demerito dei concorrenti. Tornano indietro di un anno le lancette dell’orologio e nulla pare essere cambiato nelle condotte di una parte almeno del mondo delle toghe, abbastanza impermeabili ai richiami arrivati anche dal Capo dello Stato che in un drammatico plenum del Csm sollecitò un netto cambio di passo.

È vero che i messaggi e le trame che ne traspaiono sono relativi a vicende precedenti l’esplosione dello scandalo toghe sporche, dove emerse con evidenza anche il rapporto malato che certi magistrati intrattenevano con una certa politica e tuttavia l’onda lunga investe ora l’Anm, dopo avere colpito il Ministero.

A doversi dimettere pochi giorni fa, era il 15 maggio, è stato il capo di gabinetto di Bonafede, Fulvio Baldi, di Unicost, più volte intercettato in conversazioni con Palamara su toghe da sponsorizzare per essere portate anche in via Arenula. Poco fa lo stesso Bonafede ha reso nota la scelta del successore: sarà Raffaele Piccirillo attuale sostituto procuratore generale in Cassazione.

Ma è l’Anm che è in queste ore è investita da un’altra crisi senza precedenti. Salta la giunta che vedeva Area insieme e Unicost e Autonomia e Indipendenza e salta nel modo peggiore, tra le polemiche di Area che accusa Unicost di avere fatto un passo indietro sulla questione morale, dopo che dalle intercettazioni viene alla luce come attuali componenti della Giunta e del Comitato direttivo centrale siano coinvolti nelle manovre per la spartizione dei posti di vertice degli uffici giudiziari. Per Unicost invece neppure Area ha le carte in regola, visto che anche suoi esponenti risultano avere rapporti con Palamara e comunque, per Unicost le degenerazioni del correntismo mettono a durissima prova la credibilità della magistratura.

Dimessisi i componenti di giunta di Area e Unicost, tra poche ore, alle 19, la riunione del Comitato direttivo, all’ordine del giorno il tentativo di individuare una soluzione sostenibile per traghettare l’Associazione sino a ottobre quando, con modalità da remoto, sono in calendario le elezioni per il rinnovo dei vertici. Sul tappeto alcune ipotesi: un monocolore Unicost, una giunta affidata a Unicost e Autonomia e Indipendenza, la proroga dell’attuale giunta sino all'autunno.

Per approfondire:
Nomine, così è montato lo «scandalo» al Csm

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