Fondi Ue

Le città europee chiedono più risorse e potere decisionale nelle politiche urbane Ue

Due giorni di confronto a Oporto tra la Commissione e i rappresentanti delle città e delle aree metropolitane di 39 paesi europei

dall'inviato Giuseppe Chiellino

default onloading pic
L'intervento del sindaco di Firenze e vicepresidente di Eurocities, Dario Nardella, al Forum delle Città

Due giorni di confronto a Oporto tra la Commissione e i rappresentanti delle città e delle aree metropolitane di 39 paesi europei


3' di lettura

Oporto - Le città europee vogliono sedere al tavolo in cui si prendono le decisioni sulle politiche urbane dell'Unione. Riunite per due giorni a Oporto, per l'edizione 2020 del Forum delle Città, hanno aperto il dialogo con la nuova commissaria europea per la Coesione e le riforme, la portoghese Elisa Ferreira. Ex vice governatrice della Banca centrale del Portogallo e accademica, Ferreira non si è tirata indietro, riconoscendo l'importanza e il peso economico e demografico delle città nel percorso di crescita degli Stati membri, ma ha posto l'accento sulla necessità di razionalizzare governance e interventi della politica di coesione.

Un coinvolgimento sistematico
A nome delle 140 città europee con più di 250 mila abitanti che aderiscono ad Eurocities, il vicepresidente Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha chiesto due cose: più risorse per le politiche urbane da ricavare dal budget della coesione, raddoppiando al 10% la quota destinata alle città, e un posto al tavolo in cui Commissione europea e stati membri discutono e decidono le politiche che riguardano le aree urbane. “Stiamo chiedendo un dialogo costante a livello politico sulle sfide comuni – ha detto Nardella – e un coinvolgimento sistematico delle città nell'elaborazione di politiche migliori”. “L'Europa ha bisogno di politiche più ambiziose e più coordinate tra le varie direzioni generali” ha aggiunto Anna Lisa Boni, segretaria generale di Eurocities che raccoglie centri urbani distribuiti in 39 paesi Ue ed extra-Ue.

La commissaria Ferreira al Forum delle Città

Più fondi per le città ma in modo più razionale
La commissaria Ferreira ha ricordato che “nel periodo 2014-2020 le risorse europee destinate direttamente alle città sono più di 117 miliardi di euro e di questi 17 sono gestiti direttamente dalle città”. Inoltre, la proposta di budget 2021-2027 “prevede già un aumento dal 5 al 6% della quota dei fondi strutturali destinati allo sviluppo urbano sostenibile”, pur nelle ristrettezze di un bilancio che deve fare i conti con l'uscita del Regno Unito e con le resistenze di molti stati membri ad accettare un aumento dei contributi nazionali al bilancio comune. “Attualmente l'agenda urbana è frammentata tra troppi settori e strumenti di policy. Avvieremo un processo di razionalizzazione. Per il nuovo periodo di programmazione – ha detto la commissaria - proponiamo di unire i nostri sforzi in un'unica iniziativa: l'Iniziativa urbana europea, con mezzo miliardo di euro per rafforzare le capacità, l'innovazione, la condivisione delle conoscenze e il networking”.

La politica di coesione come metodo di lavoro
Alle città che vogliono contare di più nella definizione delle politiche, Ferreira fa notare che “ci sono diversi livelli di legittimazione democratica e di governance: centrale, regionale, e metropolitano”. Sono troppi? “No, è una diversità con cui dobbiamo convivere. Ma penso che si debba introdurre una logica comune con cui agire, ed è quello che stiamo facendo. La questione è che quando si distribuiscono fondi pubblici, pagati dai contribuenti, bisogna avere la piena consapevolezza di come questi soldi saranno usati, perché sono i soldi di tutti noi. Per questo è molto importante non disperdere le risorse in molti progetti troppo piccoli, in cui poi non riusciamo a riconoscere l'importanza e la funzione degli investimenti europei. Bisogna fare un gran lavoro di razionalizzazione. Perché la politica di coesione non è fatta solo di soldi, ma è un metodo di lavoro e un quadro di regole attraverso cui produrre risultati per i cittadini”. Ferreira ha insistito anche sulla necessità di “tenere in adeguata considerazione i bisogni dei piccoli centri urbani che se non affrontati, rischiano di aggravare i problemi delle grandi città”.
Nelle sole aree metropolitane europee è concentrato il 60% della popolazione, il 64% dei lavoratori e il 70% del Pil. Ma ha osservato che bisogna ragionare in termini di “prospettive locali e area funzionale” allargando la prospettiva dall'area urbana al perimetro più ampio dei territori rurali e dei piccoli e piccolissimi comuni “di cui le città rappresentano il centro di servizi. Autorità locali e stakeholder devono essere direttamente coinvolti nella definizione dello sviluppo locale” ha detto Ferreira. “L'Europa si aspetta molto dalle città, perciò deve dotarle degli strumenti e delle risorse necessarie”. E' difficile, però, che riesca a soddisfare tutte le richieste avanzate a Oporto.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...