ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAviazione

Le compagnie aeree pensano a un solo pilota a bordo per tagliare i costi

Proposta al vaglio degli enti competenti. Ma si pone una questione di sicurezza: cosa succede in caso di emergenza?

di Biagio Simonetta

Primo volo di prova per l'aerotaxi elettrico tra Fiumicino e Roma

2' di lettura

Le compagnie aeree, uscite malconce dal biennio infernale della pandemia, sono alle prese con una spending review massiccia. Ed è in questo contesto che sta prendendo forma una proposta destinata a far discutere: la presenza, a bordo degli aerei di linea, di un solo pilota (attualmente ne sono previsti due, ndr). Un modo per contenere i costi, che però va a sbattere pesantemente con la sicurezza dei voli. Tanto che l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea, ha sollevato non poche perplessità in merito, tirando in ballo anche il maggior quantitativo di stress a cui sarebbero soggetti i piloti. Lo stesso ente ha comunque ritenuto possibile che questa modifica alle attuali norme possa concretizzarsi veramente, a partire dal 2027, e per questo sta collaborando con i produttori di aerei per individuare le soluzioni migliori.

La proposta all’Icao

Sono oltre 40 i Paesi, tra cui Germania, Regno Unito e Nuova Zelanda, che hanno chiesto all’Icao, l’organismo delle Nazioni Unite che stabilisce gli standard dell’aviazione, di contribuire a rendere i voli “mono-pilota” una realtà sicura. Ma gli interrogativi rimangono veramente molti, e mettono sul piatto un robusto insieme di sfide. Non è ancora chiaro, ad esempio, cosa accadrebbe se l’unico pilota al comando dell’aereo si sentisse male, o fosse comunque impossibilitato a gestire i comandi. In questo caso, sarebbe necessario che un’assistenza da remoto possa prendere i comandi dell’aereo, sostituendo - di fatto - la competenza, la sicurezza e l’immediatezza di un secondo pilota. Ma sarebbe sufficiente?

Loading...

Il volo Air France 447

Ricordiamoci di un caso: questo è quello che è successo a bordo del volo Air France 447 diretto a Parigi, da Rio de Janeiro. Era il 1 giugno 2009. Con l’aereo che volava a 35mila piedi sopra l’Oceano Atlantico e il capitano che riposava nella cabina, i due co-piloti nella cabina di pilotaggio hanno iniziato a ricevere letture di velocità errate, probabilmente da tubi rivelatori congelati all’esterno dell’aereo. Quando il capitano è arrivato in cabina di pilotaggio, 90 secondi dopo, l’aereo era già in uno stallo aerodinamico dal quale non si è mai ripreso. Meno di tre minuti più tardi, si è schiantato sull’acqua dell’Atlantico, uccidendo tutte le 228 persone a bordo.

È un episodio tragico, che racconta meglio di qualsiasi altra cosa la velocità con cui cambiano le dinamiche durante un volo. Per questo, uno dei maggiori interrogativi non è se sia possibile volare in sicurezza con un solo pilota, ma piuttosto se gli utenti sarebbero disposti ad accettare l’idea.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti