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Le competenze trasformative per vincere le sfide del lavoro di domani

In un mercato sempre più complesso, imprese e lavoratori devono imparare a re-inventarsi per non perdere occasioni di business e professionali

di Alessia Scarpa*

Gubitta : “Due imprese su tre richiedono il possesso di competenze digitali”

3' di lettura

Competenze tecniche, competenze traversali e ora competenze trasformative. Sono questi i tre pilastri su cui si fonda il lavoro del futuro. In un mercato sempre più complesso e dinamico, infatti, imprese e risorse devono necessariamente imparare a re-inventarsi per non perdere occasioni di business e professionali. La trasformazione che stiamo vivendo non è solo di processo o digitale, ma è anche – e soprattutto – organizzativa. Ed è proprio qui che si gioca la vera sfida perché, non dimentichiamolo, l’85% dei nuovi lavori che esisteranno nel 2030 (e cioè tra poco più di 6 anni) devono ancora essere inventati (dati dell’Institute For The Future – IFTF).

Nuovi lavori, dunque, ma anche nuove competenze che le aziende – se vogliono continuare ad essere competitive e crescere – devono imparare a riconoscere e, soprattutto, a trovare. Oggi il candidato ideale deve sicuramente possedere solide competenze tecniche (che variano da lavoro a lavoro), spiccate competenze trasversali (come ad esempio doti relazionali, di problem solving, capacità organizzative di gestire situazioni stressanti e di fare squadra), ma il contesto in costante evoluzione richiede un passo in più: saranno sempre più cruciali anche le competenze trasformative che si costruiscono, giorno dopo giorno, attraverso il cambiamento costante. Competenze che nessuna tecnologia, nemmeno quella più evoluta, potrà mai sostituire.

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In questo, manager e top manager giocano un ruolo determinante perché adattarsi a un mondo in continua trasformazione richiede un profondo cambiamento negli stili di leadership e nella gestione delle risorse, sempre più attente al proprio benessere e al rispetto di valori che considerano non più negoziabili e che, solo fino a due o tre anni fa, non erano rilevanti nella scelta di una nuova opportunità di lavoro o di un’azienda.

Dobbiamo chiederci se siamo davvero pronti ad affrontare questi cambiamenti e se siamo in grado di preparare i giovani al mercato del lavoro attuale, anticipando le evoluzioni future. Dare una risposta non è semplice, ma c’è un’attività che possiamo fare già oggi: iniziare – e continuare con costanza – a mappare, in maniera sempre più approfondita, le nuove competenze di cui ci sarà sempre maggiore bisogno per guidare, in maniera efficace, la trasformazione (o le trasformazioni) in atto.

La trasformazione a cui stiamo assistendo, infatti, non riguarda più un solo aspetto, ma abbraccia in toto la crescita di ogni azienda e riguarda più settori. Nell’era della Transformative Innovation, dunque, le imprese devono relazionarsi in un eco-sistema in cui possano convivere realtà profondamente diverse (mondo aziendale, mondo accademico, mondo istituzionale) tra loro e che, solo operando in stretta sinergia, potranno davvero fare la differenza e creare un mix vincente per superare, con successo, la sfida del lavoro del futuro che, lo sappiamo, dovrà abbracciare le tre grandi trasformazioni in atto (digitalizzazione, sostenibilità e innovazione) e che offrirà sempre maggiori opportunità per i candidati che, solo se correttamente formati e guidati, potranno aggiornare le proprie competenze e non perdere occasioni di carriera.

E a proposito di nuove sfide – nel 2020, in piena pandemia, proprio mentre il mondo stava cambiando per sempre – abbiamo ideato Smart&Hack, un format che punta a colmare la distanza tra aziende e studenti e rappresenta, per chi ancora frequenta l’università, un’ottima occasione per uscire dalle aule e confrontarsi con il mondo del lavoro, in ottica di open innovation. Smart&Hack è nato con un obiettivo preciso ed ambizioso: creare una forte e reale connessione tra università, aziende e istituzioni per uno sviluppo sinergico di progetti innovativi e sostenibili per il territorio. Un’occasione, insomma, per creare un link diretto tra mondo aziendale e mondo accademico.

Le nuove generazioni sono i lavoratori di domani ed il vero motore del futuro e – soprattutto in un momento complicato come quello attuale – dobbiamo supportarli anche creando e sviluppando il più possibile occasioni di incontro che consentano di condividere esperienze ed idee, ma anche di entrare in relazione con professionisti che hanno una carriera già avviata e che possano guidarli in un mercato del lavoro sempre più dinamico, competitivo e in costante evoluzione.

Dobbiamo lavorare tutti affinché le esigenze delle imprese alla ricerca di talenti si incontrino con quelle delle scuole e delle università che formano le competenze. Come? Magari iniziando a raccontare e descrivere quali saranno i mestieri del futuro e le competenze indispensabili nei prossimi anni in modo che i ragazzi possano preparare ed organizzare la loro cassetta degli attrezzi per tempo, trovarsi pronti e preparati, limitando il più possibile il rischio di perdere importanti occasioni professionali. Solo così il futuro sarà davvero open.

* Innovation & Sales Director di Risorse SpA

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