Innovazione sociale

Le coop vanno a Ginevra per il co-design dei servizi

di Alessia Maccaferri

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2' di lettura

Un giorno di ottobre una signora bolognese di 86 anni ha chiamato i carabinieri. Quando sono arrivati, lei stava bene ma lamentava di sentirsi sola», racconta Alice Caporale, studentessa di Innovation design all’Università di Ferrara. Ricorda quell’episodio e in pochi minuti presenta una soluzione: la piattaforma Magna che punta a far incontrare universitari fuori sede con anziani soli, attorno a una tavola imbandita. Il servizio è uno dei prototipi messi a punto all’interno di Cbi, programma di open innovation del Cern: un’organizzazione lancia una sfida e un team multidisciplinare di studenti elabora una soluzione, in un processo di co-design, nell’arco di qualche mese.

«Sempre più spesso le nostre cooperative ci richiedono occasioni e strumenti per riflettere sull’innovazione di processo e su nuove aree di business» spiega Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, che ha lanciato tre sfide: l’housing , l’economia circolare e l’educazione. Il progetto è nato dall’intento di declinare gli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite su scala metropolitana. Grazie a un processo partecipato - assieme a Bocconi, Iuav e Urban@it - sono stati individuati indicatori e quindi sfide che il mondo cooperativo vuole raccogliere. Considerando il fatturato aggregato delle organizzazioni di Legacoop Bologna (16,5 miliardi di euro) e le altre del territorio bolognese la cooperazione genera un quarto della ricchezza complessiva. Incidere sulla innovazione in chiave di sostenibilità può fare la differenza in termini di impatto.

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«Inoltre il dialogo con centri di ricerca e università - aggiunge Ghedini - ci consente di promuovere la cultura cooperativa». A Challenge Based Innovation Emilia Romagna hanno partecipato tre università: Modena-Reggio Emilia, Ferrara e Bologna, all’interno dell’open innovation program di Almacube, incubatore dell’ateneo bolognese. Oltre alla piattaforma Magna, i 30 studenti hanno presentato altre soluzioni nel contesto di IdeaSquare, spinoff del Cern. Una piattaforma Lacktopus- pensata assieme a Granarolo, Coop Alleanza 3.0, Camst e altre- che intende ridurre gli sprechi nella filiera del latte, attraverso l’intelligenza artificiale applicata alla supply chain, e con la collaborazione di terzi come le non profit a cui possono essere donate eventuali eccedenze. Caleido invece è servizio di aggregazione dell’offerta formativa 6-13 anni pensato in un sistema integrato con le scuole, i genitori e il Comune. Oltre a queste tre sfide lanciate da Legacoop Bologna , gli studenti hanno risposto a Cpr System, coop che fornisce ai supermercati le cassette per il fresco con l’aggiunta del servizio di lavaggio e riutilizzo. La soluzione Nebula vuole migliorare il controllo di filiera grazie all’Rfid e l’esperienza di acquisto con espositori intelligenti personalizzati coi dati dei prodotti. Infine per rispondere alla sfida di Sanofi Genzyme, hanno inventato Kyphi, un sistema (app, device e infermiera virtuale) che si prende in carico i pazienti asmatici così da avere informazioni su futuri attacchi - usando il monitoraggio delle frequenze cardiache - e fa da ponte nella relazione tra il medico e il paziente.

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