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Le dimore storiche italiane aprono i loro preziosi archivi (e investono nel turismo)

Sabato 8 ottobre le dimore storiche di tutta Italia aprono al pubblico i loro tesori di carta e di arte. Un modo per scoprire un patrimonio legato ai piccoli borghi e che attrae sempre più viaggiatori curiosi e consapevoli

di Chiara Beghelli

L’archivio della famiglia Piacenza a Pollone, Biella

3' di lettura

C’è la biblioteca della Fondazione Ranieri di Sorbello a Perugia, con il suo prezioso “Fondo Antico” con circa 500 edizioni dei secoli XV-XVII (manoscritti, incunaboli, cinquecentine e seicentine); quella del Castello di Castel San Pietro Sabino, a Poggio Mirteto, dove scoprire la biblioteca del piano nobile e le tracce della presenza di Caravaggio in Sabina; la visita, fra arte e musica, allo studio di Alice Psacaropulo, artista allieva di Felice Casorati, nella villa neoclassica di Trieste dove visse, un accesso eccezionale all’Archivio Privato del Castello di Thiene, nel vicentino, alla scoperta di antichi atti, scritture e incartamenti, e i preziosi libri della biblioteca e delle raccolte del Castello di Piovera, in provincia di Alessandria, che custodisce anche un’edizione originale dell’Enciclopedia di Diderot e d’Alembert del 1751.

“Carte in dimora”, percorsi di arte e cultura nelle antiche residenze

Queste sono solo alcune delle possibilità offerte dal programma della prima edizione di “Carte in dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro”, giornata organizzata dall’Associazione Dimore Storiche Italiane e che apre biblioteche e archivi storici privati di tutta Italia il prossimo sabato 8 ottobre. Un’iniziativa che affianca “Domeniche di carta”, promossa dal Ministero della Cultura, che da diversi anni organizza l'apertura di Biblioteche pubbliche ed Archivi di Stato, prevista quest'anno per domenica 9 ottobre.

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Oltre 80 archivi storici privati situati in castelli, rocche, e ville saranno visitabili in tutta Italia, permettendo così un viaggio nella storia del nostro Paese attraverso luoghi ricchi di preziose tracce del nostro passato. Guidati da proprietari delle dimore storiche e archivisti, i visitatori potranno vedere da vicino esemplari rari e di pregio di libri, carte, carteggi e manoscritti, ascoltando la storia dei palazzi che li custodiscono e delle raccolte librarie, in molti casi ricche di collezioni bibliografiche antiche.

Aprono le biblioteche e gli archivi delle dimore storiche italiane <br/>

Aprono le biblioteche e gli archivi delle dimore storiche italiane

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Oltre 37mila dimore che generano ricchezza per il loro territorio

Un modo per valorizzare il patrimonio delle dimore storiche italiane, che comprende circa 37.700 immobili storici privati (dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato promosso dalla Fondazione Bruno Visentini), una ricchezza non solo dal punto di vista storico e artistico, ma anche per il territorio in cui si trovano: il 54% di tali immobili è ubicato, infatti, in piccoli comuni con una popolazione inferiore a 20mila abitanti e, nel 26% dei casi, addirittura sotto i 5mila. «Questa iniziativa racchiude in sé il vero significato del ruolo di proprietario di una dimora storica - commenta Giacomo Di Thiene, presidente Adsi -. Noi siamo orgogliosi custodi della storia e il nostro compito è valorizzarla e tramandarla alle future generazioni, illustrando il significato che può avere anche dal punto di vista occupazionale. Le dimore private di interesse storico sono pertanto una vera e propria filiera economica, stabilimenti produttivi culturali non delocalizzabili che generano un valore sociale ed un'economia indissolubilmente legata al territorio su cui insistono, alimentando diversi settori produttivi: restauro, cultura, agricoltura, turismo, eventi».

L’archivio Corsini a Firenze

Airbnb mette a disposizione 1 milione per valorizzare il turismo

Di recente, anche un operatore della versione più contemporanea dell’abitare, Airbnb, ha scelto di sostenere la rete delle dimore storiche italiane: lo ha fatto mettendo a disposizione un bando da un milione di euro per consentire ai proprietari di dimore storiche di accedere a finanziamenti per interventi di recupero di immobili storici già convertiti o da convertire all'ospitalità, o per migliorare i servizi ricettivi già presenti.In Europa, infatti, le prenotazioni di dimore storiche nella prima metà del 2022 sono più che raddoppiate rispetto al 2019, mentre il numero di host in questa categoria è aumentato di oltre il 50%. Essi rappresentano in Italia una delle principali risorse per la ripresa del turismo internazionale e la dispersione del turismo, poiché oltre il 90% delle dimore storiche attualmente presenti su Airbnb sono situate in zone rurali o poco densamente popolate. Secondo i dati raccolti dalla piattaforma, il tipico ospite che decide di soggiornare in una dimora storica è straniero, viaggia in coppia, predilige soggiorni più lunghi (oltre 7 giorni), ed esprime un'altissima soddisfazione (94% di recensioni a cinque stelle).

«Le dimore storiche, oltre a rappresentare un importante asset per il turismo, ricoprono un ruolo fondamentale nella diversificazione dei flussi, incentivando i viaggiatori a percorrere sentieri meno battuti per godere delle bellezze del patrimonio italiano - ha dichiarato Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia -. La possibilità di estendere questa esperienza al soggiorno potrebbe permettere di compiere un salto di qualità a diverse destinazioni rurali o borghi, rilanciando l’economia locale a beneficio dell'intera comunità. Il potenziale contributo del patrimonio privato diffuso al turismo è enorme ed è per questo che abbiamo enorme rispetto per l'importante lavoro svolto da Adsi negli anni».

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