L’analisi

Le due ragioni che rendono il mercato più complicato

di Pier Luigi del Viscovo

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(ImageSource / AGF)


2' di lettura

Il noleggio a lungo termine negli ultimi anni sembrava un treno, che andava sempre e comunque, pure quando il resto del mercato dell’auto registrava qualche battuta d’arresto. Adesso che nei primi due mesi ha fatto segnare -18% negli acquisti, è lecito farsi qualche domanda. Stanno di nuovo prolungando le scadenze dei contratti attivi, rinnovando di meno? No, ti rispondono: il cosiddetto re-contracting è stabile. La verità è che le aziende hanno cominciato a comprare meno, già nell’autunno, e così i noleggiatori sono entrati nel nuovo anno con un portafoglio più scarico rispetto agli anni precedenti. Perché?

Due ragioni. Da un lato, quell’incertezza del sistema produttivo sull’andamento dell’economia, con la paura che diventi certezza, che ha fatto tirare il freno a mano a tanti. Dall’altro, dentro il sistema del noleggio, quella spinta verso l’alto dei prezzi, iniziata già lo scorso anno e determinata dalla fine del super-ammortamento e dall’abbassamento dei valori residui sui motori diesel (che pesano circa il 70/80% delle flotte).

Peccato, perché la migrazione verso il Noleggio di lungo termine garantisce il ricambio breve delle auto, migliorando la sostenibilità del parco circolante. Per corollario, la cautela sui Valori residui sta frenando anche quella pratica dei noleggiatori di acquistare auto per lo stock, con sconti fortissimi, per poi offrirle in pronta consegna ai clienti.

Anche i costruttori confermano questa attenzione dei noleggiatori ai valori residui del diesel, ma segnalano pure altri fattori che a loro giudizio starebbero alla base del rallentamento. Sul fronte dell’offerta, i noleggiatori sarebbero più selettivi nell’accettazione dei clienti, scottati da un tasso eccessivo di pagamenti in sofferenza. Sul lato della domanda, più di un cliente avrebbe lamentato un’esperienza non all’altezza delle aspettative, specialmente nelle fasi di attesa e poi di consegna della vettura. Due fronti che appaiono diversi ma in realtà sono parte di quel necessario processo di affinamento del business, verso il nuovo segmento dei privati.

Sono gli stessi noleggiatori a confermare un cambio di filosofia negli ultimi mesi, in fuga dai volumi ad ogni costo e in favore di una maggiore qualità delle vendite. Per tutto quanto detto sopra, i margini sono entrati in compressione e questo non va bene. Per nessuno e men che meno per delle banche. La gara quest’anno, ti dicono, non è a chi aumenterà di più la flotta, ma a chi l’avrà più profittevole.

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