il graffio del lunedì

Le due ruote consolano dai flop Ferrari. E la Juve ora punta al “decimo”: e la Champions?

La vittoria di Morbidelli nella MotoGp stempera la delusione per la “Rossa”. Intanto John Elkann a sorpresa parla di decimo scudetto come priorità

di Dario Ceccarelli

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La vittoria di Morbidelli nella MotoGp stempera la delusione per la “Rossa”. Intanto John Elkann a sorpresa parla di decimo scudetto come priorità


3' di lettura

Sono giorni difficili, lo sappiamo. La scuola che riparte, il referendum che si avvicina, Trump che fa fuoco e fiamme. Ma ci sono anche buone notizie.
Una di queste, a parte il trionfo italiano in MotoGp a Misano, che stempera il nuovo flop della Ferrari al Gran Premio del Mugello, viene da Milano dove si è saputo che Flavio Briatore, dopo una settimana di quarantena a casa di Daniela Santanchè, è guarito ed è tornato a Montecarlo sano come un pesce. Pronto per nuovi cimenti e nuovi assembramenti.

Ma quindi, ecco la buona notizia, la Santanchè funziona. Mentre sul vaccino si procede con qualche stop and go, un confinamento, anche di pochi giorni, a casa della senatrice di Cuneo dà invece ottimi risultati. Il pericolo è che tutti quelli che sono stati in discoteca in Sardegna ora vogliano trasferirsi a casa sua per una terapia preventiva. Pare infatti che di fronte a una Santanchè h24 anche il virus più virulento scappi a gambe levate.Ma si parlava dei motori. Un week end agrodolce, come si dice per far contenti tutti. A Misano, visto l'esito, il risultato va oltre ad ogni più rosea previsione.

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Non solo vince Franco Morbidelli, campione forte e gentile come il principe delle favole, ma riusciamo a centrare anche il secondo posto con Bagnaia e il quarto con nonno Valentino che per un soffio non sale sul podio. Non bastasse Dovizioso, non molto in palla, va comunque in testa alla classifica mondiale grazie alle cadute degli avversari. Troppa grazia Sant'Antonio perchè poi in Formula Uno, per par condicio, va tutto male.

In una pazza domenica da autoscontri, con tre incidenti, due bandiere rosse con relative ripartenze e otto ritiri, il Gran Premio del Mugello ci ripropone il solito menù: novantesima vittoria di Hamilton (la prossima raggiunge Schumacher), secondo posto di Bottas e nuova debacle della Ferrari (Leclerc ottavo, Vettel decimo) proprio nel giorno della sua millesima gara. Che dire? Parlare male della Ferrari è come sparare alla Croce Rossa. Capisci che più di così non riesce a fare.

Meglio quindi il silenzio sperando che qualcosa s'inventi. Solo che poi uno sente Matteo Binotto (“E' difficile uscirne…”) e quelle ti girano come pale di mulino. A proposito di pazienza. In attesa che nel prossimo week end ricominci il campionato (ma non era appena finito…), la Juventus ha scaldato il motore giocando contro il Novara alla Continassa. A parte il risultato (5-0, primo gol di Ronaldo) il nuovo tecnico, Pirlo, ha fatto intravedere qualche sprazzo di quello che potrebbe essere il suo progetto di squadra (difesa a tre, possesso palla, Mckennie dal primo minuto e la coppia d'attacco Ronaldo- Kulusevski ) in attesa che la società annunci la buona novella del nuovo centravanti (Suarez?) tanto atteso da Pirlo come l'interessato continua a ripetere. E fin qui tutto regolare. Destano invece un certo stupore le parole di John Elkan, intervenuto come presidente della Ferrari a Sky per Il Gran Premio del Mugello. “Quando si vincono 9 scudetti di fila - ha detto - il decimo è quello a cui noi juventini puntiamo.

E' un obiettivo importante e difficile ma abbiamo un nuovo allenatore che sa cosa vuol dire vincere…”.Fermi tutti. Se non abbiamo frainteso (spesso nel calcio capita…), il nuovo messaggio che viene dalla società bianconera è quello di raggiungere, come obiettivo prioritario della prossima stagione , il decimo scudetto.consecutivo.Una novità, perchè negli ultimi anni la “mission” aziendale era un'altra : cioè di centrare la Champions, mèta agognata che è costata il posto sia ad Allegri che a Sarri. Insomma, con l'arrivo di Pirlo, in casa Juve qualcosa è cambiato. E non solo nella comunicazione. Basta sbatter la testa contro il sogno della Champions League. Meglio un profilo più basso. Meno roboante ma più realistico e adeguato ai tempi di un nuovo allenatore con un progetto così ambizioso. Ma attenzione, le trappole sono sempre dietro l'angolo. La concorrenza è aumentata anche nel campionato italiano. Le distanze tra Juve, Inter e altre squadre si sono ridotte. Il decimo scudetto di fila non è un obiettivo minore. E come diceva il vecchio Trap: “non dire gatto se non ce l'hai nel sacco…”

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